CITRASUTRA


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Trattato sulla Pittura nell’India Antica
 
Traduttori: Annamaria Dallaporta, Lucio Marcato
Collana: Le Tradizioni – n. 36
Pagine: 208
Formato: 17 x 24 cm
ISBN: 9788879844987
 
Questo volume sui princìpi della pittura dell’India antica è composto da tre testi: Citrasutra, Pratimalakshana (compresi entrambi nel Vishnudharmottara Purana; IV-VII sec.) e il breve Talamana (V-VI sec.).
Annamaria Dallaporta e Lucio Marcato, curatori del libro, propongono del Citrasutra e del Pratimalakshana una versione basata sulle traduzioni in inglese delle copie del testo sanscrito ritrovate dagli inizi del XX secolo, mentre per il Talamana si sono serviti della traduzione di P.N. Bose del 1926.
La pittura di cui si parla in questo volume è quella tradizionale hindu, praticata con poche varianti fino al sopravvento della cultura musulmana. Nonostante nel Citrasutra sia proclamata una sorta di superiorità della pittura sulle altre arti, la consistenza del testo e la sua collocazione all’interno di un Purana suggeriscono che la cultura tradizionale, evidentemente affetta da una residua aniconicità originatasi forse nel Periodo Vedico, abbia riservato alla pittura (e alla scultura) una certa diffidenza limitando così la sua diffusione.
Dai miti sull’origine della pittura riportati nel Citrasutra emergono importanti considerazioni: la bellezza, ossia l’efficacia della realtà possibile, immaginata e dipinta, poteva (doveva?) essere superiore a qualsiasi bellezza esistente e il pittore, producendola, avrebbe agito per il bene dell’umanità.
Come per la scultura, l’immagine si doveva formare nella mente del pittore prima di essere espressa nei modi e con la forma adatti a stimolare una ben precisa reazione emotiva in chi la guardava. Se sacra, la pittura doveva promuovere la visione del divino, se profana il coinvolgimento totale.
Non poteva che essere così dal momento che Vishnu, divinità massima, era considerato il primo pittore e Vishvakarman, figura semidivina, il suo primo allievo.
Le minuziose indicazioni dei testi prevedevano ricadute pesantemente negative su chi le avesse applicate con poco scrupolo: l’insistenza con cui venivano manifestate tali ripercussioni fa presumere che le tre opere avessero avuto uno scopo essenzialmente didattico.
La traduzione e curatela di questi importantissimi testi presentati per la prima volta in lingua italiana fornisce al lettore e allo studioso un importante strumento per poter comprendere a fondo la pittura dell’India antica fornendo i testi e gli esempi per poter confrontare due culture assai lontane l’una dall’altra per quanto riguarda la pittura: quella dell’India antica e quella Occidentale.

I Traduttori:
Annamaria Dallaporta è laureata in Scienze Geologiche e in Lingue e Letterature orientali (lingua hindi). Lucio Marcato è laureato in Architettura.
Da circa trent’anni si dedicano allo studio dell’India antica con particolare riguardo all’archeologia dell’Età del Ferro dell’antico regno del Panchala, partecipando a ricognizioni e scavi.
Oltre a numerosi articoli su riviste italiane, indiane e inglesi, hanno pubblicato: Argomenti di archeologia indiana, Padova, 2004; Archaeological Sites of South Panchala, Delhi, 2005; Kampil - Archaeological Study of a Site in the Ancient Kingdom of Panchala, Delhi, 2011; Vastusñtra Upanishad. Fondamenti della Scultura Sacra nell’India antica, Luni editrice, 2015.

 

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