Anonimo Flaiano

I corsivi che Flaiano scrisse (da anonimo) sulla Voce Repubblicana

 

*

 

di Giorgio La Malfa

Articolo tratto da: Il Foglio – giugno 2025

 

*

 

Per circa otto mesi, fra il settembre 1947 e il maggio 1948, Ennio Flaiano lavorò alla Voce Repubblicana. Ad assumerlo come redattore era stato Antonio Calvi, un giornalista entrato nel Pri alla fine del 1946 con un gruppo di esponenti della sinistra del Partito liberale e divenuto prima vicedirettore, poi direttore della Voce, salvo perdere il posto dopo le elezioni del 1948 per un dissidio con Randolfo Pacciardi. Con l’abbandono di Calvi, anche Flaiano lasciò il giornale.

 

*

 

Sulla Voce Flaiano tenne una rubrica giornaliera, intitolata Calendario, fatta di brevi commenti sui fatti del giorno o di polemiche su cose dette da uomini politici o giornalisti.

Sono 196  i corsivi di Flaiano cui si aggiungono  sette elzeviri, come si chiamava allora questo tipo di articoli, pubblicati, anch’essi anonimi, sulla Voce Repubblicana della domenica. Che Flaiano fosse l’autore del Calendario e di questi articoli fu attestato a suo tempo da Rosetta Flaiano, la vedova dello scrittore. Ora l’editore Luni ha pubblicato in un volume curato da Sara Battaglia i corsivi del Calendario e i sette elzeviri (Ennio Flaiano, Calendario e altri scritti della Voce Repubblicana, Luni editrice, Milano 2025).

 

*

 

Fascisti, comunisti ed esponenti del partito dell’Uomo Qualunque sono i bersagli preferiti da Flaiano nel Calendario. Un’ironia particolare è riservata agli intellettuali ed ai giornalisti, specialmente a quelli passati dal fascismo al comunismo.

Curzio Malaparte è l’oggetto di due corsivi che sono fra i più spiritosi di tutta la raccolta. Nel primo, datato 18 novembre 1947, si legge: “Malaparte scrive da Parigi che ‘rientrando in patria, gli esuli antifascisti trovarono un’Italia ben differente da quella che avevano lasciato’. Esatto. Tra l’altro gli esuli antifascisti andando via lasciarono Malaparte fascista e tornando lo trovarono comunista”. Nel secondo, datato 17 dicembre, si legge: “da Parigi, Malaparte scrive al Tempo che il marxismo è destinato a risolvere i nostri fondamentali problemi. A questa affermazione molti lettori si allarmeranno, ma non sanno che, per suo costume, Malaparte è un tale che dice tutto. Se qualcosa poi si avvera egli può appunto dire di averlo detto.

Disse persino che i nostri fondamentali problemi li avrebbe risolti il fascismo, poi disse che li avrebbe risolti la sconfitta militare, poi la vittoria, e così via. A Parigi dicono che Malaparte è un ramo dei Buonaparte che ha preso una cattiva piega”.

 

*

 

Vale la pena di leggere il Calendario del primo aprile 1948 dedicato a Massimo Bontempelli: “Scrive Massimo Bontempelli sull’Unità che ‘l’atto di iscrizione a un partito ha in sé qualcosa di religioso’.

La prima volta che il Bontempelli sentì tale prepotente vocazione religiosa si iscrisse al partito fascista; la seconda al partito comunista. Non possiamo impedirci di pensare che un’ulteriore vocazione, complicata dalla sconfitta del Fronte, possa condurre il Bontempelli all’iscrizione nel partito democristiano. Ciò proverebbe una volta di più – se ce ne fosse bisogno – che le vie del Signore sono infinite”.

 

*

 

Il 24 aprile, pochi giorni dopo la sconfitta del Fronte popolare che riuniva il Pci e il Psi e il trionfo della Dc Flaiano annota: “Leggiamo qua e là dell’orrore provocato nei Frontisti dallo spettacolo dei malati, dei moribondi e dei paralitici che si sono recati alle urne il 18 aprile. Al tempo delle elezioni rumene ci toccò leggere su un foglio frontista di meravigliosi spettacoli di fede dati da elettori malati, moribondi e paralitici che vollero recarsi alle urne per la grande vittoria dei comunisti. Ma probabilmente la nostra citazione è capziosa perché in Italia si è trattato di malati, moribondi e paralitici semplici, mentre in Romania di malati, moribondi e paralitici progressivi”.

E il 7 maggio del 1948:  “Il Consiglio nazionale della Dc fra gli altri obiettivi per elevare il tenore di vita dei lavoratori ha indicato il conseguimento di una ‘politica emigratoria dignitosa e attiva’. Gli emigranti partiranno muniti di cilindro, di frac e di guanti gialli”.

 

*

 

Vale la pena, infine, di citare un passo di uno degli elzeviri dedicato all’abitudine degli intellettuali italiani di sottoscrivere manifesti: “In un paese in cui la rivista più grande e diffusa è il bollettino dei protesti cambiari si deve supporre che anche gli intellettuali, quando firmano i loro manifesti, sanno di potersi esimere dal pagamento alla scadenza, confortati in questa ipotesi dalla tradizione popolare”.

Si potrebbe continuare, ma è meglio lasciare ai lettori il piacere di questo Flaiano “ritrovato”.

 

 

*

 

Ennio Flaiano - Calendario e altri scritti dalla Voce Repubblicana

Il libro Calendario e altri scritti dalla Voce Repubblicana

 

 

 


 

logo

La casa editrice Luni nasce nel 1992 con lo scopo di diffondere le idee che animano la riflessione italiana rendendo disponibili e accessibili al pubblico italiano molti testi del mondo Orientale spesso introvabili.

 


Anonimo Flaiano – Anonimo Flaiano

0 Commenti

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

10 libri brevi per l’estate da leggere in un giorno (o poco più)

10 libri brevi per l’estate da leggere in un giorno (o poco più)

Libri brevi da leggere in un giorno: 10 letture Luni per l’estate L’estate non chiede soltanto libri leggeri. Chiede libri capaci di accompagnare un tempo diverso: un viaggio in treno, un pomeriggio lento, una sera calda, una stanza in penombra, una valigia preparata...

10 libri sul Giappone di cui non si può fare a meno

10 libri sul Giappone di cui non si può fare a meno

  ono passati poco più di 150 anni da quando il Commodoro Perry entrò nel porto di Edo (la moderna Tokyo) e sancì così la fine del periodo  “chiuso” del Giappone, portandolo in un sol colpo fuori dal periodo medievale alla “modernità” degli...

5 haiku per l’estate: luce, silenzio e poesia giapponese

5 haiku per l’estate: luce, silenzio e poesia giapponese

5 haiku per l’estate: luce, silenzio e poesia giapponese Gli haiku sono poesie brevissime, essenziali solo in apparenza. In pochi tratti riescono a fissare un’emozione, un lampo di pensiero, un frammento di natura o di vita quotidiana, trasformandolo in immagine....

Spedizioni in tutta Italia

Consegne tracciate e imballaggi protetti.

~

Pagamenti sicuri

Transazioni protette con i principali metodi di pagamento.

Direttamente dall’editore

Il catalogo Luni disponibile senza intermediari.

Lettere dal catalogo Luni

Lettere dal catalogo Luni

Nuove uscite, approfondimenti e itinerari di lettura tra Oriente, tradizioni e classici: una selezione discreta, pensata per lettori curiosi.

Ora riceverai la nostra newsletter! Controlla nelle email la conferma (:

Pin It on Pinterest

Share This