– Arancia meccanica e il Giappone –
Febbraio 3, 2021
Arancia meccanica e il Giappone

Il film giapponese che ispirò “Arancia meccanica”

“It was around by the derelict casino that we came across Billyboy and his four droogs. They were getting ready to perform a little of the old in-out, in-out on a weepy young devotchka they had there.”
Arancia meccanica e il Giappone. Il 7 settembre 1972, debuttò nelle sale Arancia meccanica di Stanley Kubrik, uno dei film più disturbanti della storia del Cinema. Il film è ambientato in una realtà anti-utopica dove dominano violenza e frustrazione sessuale, frutti del disorientamento e dell’impossibilità di realizzare i propri desideri. Al centro è posto il problema del libero arbitrio raccontato senza falsi moralismi. Per questo le scene di violenza (di una brutalità cruda, ironicamente commentate dalla musica classica) sono necessarie e non gratuite.
Pare che Kubrik colse diversi elementi per la mise en scène dall’opera sperimentale del giapponese Toshio Matsumoto Bara no Sōretsu (Il funerale delle rose, 1969).
Regista, videoartista e teorico del cinema, Toshio Matsumoto è stato un pioniere del cinema sperimentale giapponese degli anni ’60. È tra le più importanti figure dell’arte visiva giapponese del XX secolo, insieme a registi come Nagisa Ōshima e Kōji Wakamatsu.
Perseguendo la produzione di documentari, Matsumoto produsse cortometraggi e lungometraggi radicali e provocatori; coniò il termine “neo-documentarismo”, sviluppando un tipo di documentario espressivo, che rifiuta la tradizionale “natura oggettiva” documentaristica, per rivelare stati mentali interni e soggettivi.
I punti di contatto tra i due film sono molteplici: Kubrik oltre le tematiche trattate, (la violenza, la morte, le droghe e la sessualità) prese diversi spunti visivi e in particolar modo sonori dalla suggestione di Matsumoto.
Il funerale delle rose” è un film d’avanguardia ambientato a Tokyo alla fine degli anni ’60, che documenta la cultura LGBT underground della città. Le scene furono girate a Shinjuku (quartiere gay della capitale). Autoironico e visivamente ricercato, è un film audace per l’epoca, ma spesso confuso e velleitario, come si usava allora, anche in Giappone.
Essendo sperimentale è di difficile categorizzazione, (è un film nel film, vi sono interviste agli attori e inserti documentari): per questo si potrebbe forse definirlo proto-punk, un dramma “queer”. Sicuramente è un film molto avanti per i tempi.
Matsumoto inserì, usando una formula sperimentale per catturare l’attenzione degli spettatori, frequenti filmati d’archivio, “spezzoni” e altri elementi visivi che forse Kubrik rielaborò nella celebre “Cura Lodovico”. Lo stile di Matsumoto è aggressivo, quasi allucinatorio, come del resto è Arancia meccanica.

Kubrik attinge all’uso di prospettive grandangolari e all’accelerazione del tempo che si amalgama con la musica, distruggendo sistematicamente il senso dell’illusione di realtà.

In particolare in una scena de Il funerale delle rose quando le protagoniste nascondono le droghe prima dell’arrivo della polizia, il tempo vibra e la musica si adatta all’ambiente, il ritmo frenetico e la tensione è talmente forte che stordisce lo spettatore.
La stessa intensità del film giapponese sembra riaffiorare più volte, in Arancia Meccanica, dove la musica riveste un ruolo fondamentale lungo tutto il corso del film. Riaffiora questa tecnica in particolare quando l’Alex di Kubrick è coinvolto in un mènage à trois e l’azione è accompagnata dal ritmo sostenuto della musica di Rossini ed è velocizzata come in un time-lapse.
Altri aspetti che pare siano stati presi in prestito sono alcuni elementi della scenografia pop e depravata del “Korova Milk Bar”, che ricorda quella dei club giapponesi.
Anche le lunghe ciglia finte dell’Alex di Kubrik ricordano quelle di Eddie, (il protagonista) e della sua banda. È invece ripresa da Kubrik quasi letteralmente la scena nel centro commerciale quando Alex adesca due ragazze che mangiano il gelato.
Ci sono quindi diversi elementi che ci conducono a vedere in Matsumoto se non un precursore, di certo una “fonte d’ispirazione” per Kubrik.
Arancia meccanica, forse non sarebbe stato lo stesso film? ma… chi può dirlo con certezza? In fondo “cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione”.

 

Per approfondire vi consigliamo di dare un’occhiata ai nostri testi sul cinema. Qui!

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *