James George Frazer

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James George Frazer (1854-1941) dopo la laurea in lettere classiche a Cambridge, si dedicò agli studi del mito che, ben presto, lo guidarono nel campo dell’antropologia. Grazie anche all’incontro con Edward Burnett Tylor e William Robertson Smith, Frazer ampliò la disciplina dell’etnologia indagando i rapporti fra miti, folklore, simboli e religione, contribuendo a fondare la moderna antropologia culturale.

Al suo primo volume pubblicato, Totemism (Totemismo, 1887), fece seguito la prima versione di The Golden Bough (Il ramo d’oro, 1890) che è, e resta, la sua opera più importante e famosa.

Al perfezionamento di questo fondamentale studio dedicò gran parte della propria vita, pubblicandone l’edizione completa in 12 volumi nel 1915.

Frazer curò anche le edizioni tradotte e commentate delle opere di Pausania (1898), della Biblioteca di Apollodoro (1921) e dei Fasti di Ovidio (1929).

 

Il Ramo d’oro

Studiato e discusso da oltre un secolo come uno dei maggiori contributi all’antropologia culturale e alla storia del mito e della religione, il Ramo d’oro viene finalmente presentato in una traduzione dell’edizione completa in 12 volumi, per la prima volta disponibile in italiano.

Prendendo le mosse dalla regola latina del sacerdozio legata al bosco di Diana a Nemi e indagandone le complesse origini per analizzarne i risvolti simbolici, Frazer ricostruisce il lungo e sfaccettato passaggio che, nella storia dell’umanità, ha portato dall’esercizio della magia primitiva fino alla formazione di un’idea compiuta di religione e di divinità.

 

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Raccogliendo con straordinaria cura e pazienza un’enorme mole di documentazione etno-antropologica basata su fonti classiche e ricerche sul campo, Frazer elabora una monumentale e imprescindibile enciclopedia culturale del sacro, che spazia in ogni angolo del mondo e in ogni epoca, partendo dalle primitive forme di magia per arrivare fino ai miti religiosi che hanno caratterizzato le epoche a noi più vicine.

 

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Raccogliendo con straordinaria cura e pazienza un’enorme mole di documentazione etno-antropologica basata su fonti classiche e ricerche sul campo, Frazer elabora una monumentale e imprescindibile enciclopedia culturale del sacro, che spazia in ogni angolo del mondo e in ogni epoca, partendo dalle primitive forme di magia per arrivare fino ai miti religiosi che hanno caratterizzato le epoche a noi più vicine.

I primi volumi dell’opera definiscono e documentano il campo della magia in ambito primitivo, con le sue originarie implicazioni legate alla lotta quotidiana per la sopravvivenza fra ricerca di cibo e cura delle malattie.

L’evoluzione della figura dei primi “uomini–medicina” in “stregoni”, poi in “maghi” e per finire in “re sacerdoti” e “re sacri”, porta Frazer a delineare nei successivi volumi una teoria del mito e del rituale del “Dio morente” che è ricca di infinite implicazioni e suggestioni conoscitive.
Il ramo d’oro di Frazer ha ispirato e continua a stimolare generazioni di antropologi ed etnologi, di storici dei simboli e delle religioni, di psicologi e anche di autori della letteratura.