Tanaka Kōtarō

Tanaka Kōtarō

Tanaka Kōtarō (Kōchi, 1880 – Tōkyō, 1941), figlio di mercanti, dopo un breve trascorso da giornalista, si trasferisce a Tōkyō dove studia sotto la guida di autori quali Ōmachi Keigetsu e Tayama Katai.

Nel corso della sua vita compone numerosi kaidan, i racconti del terrore di fattura nipponica; l’opera che più lo rappresenta è la Raccolta di kaidan giapponesi (1934), una collezione di quasi duecento racconti tra cui spiccano La maledizione di Oiwa – Yotsuya kaidan Sarayashiki – La storia di Okiku e dei nove piatti. Grazie all’opera Vere storie kaidan giapponesi (postumo, 1971), scritta negli ultimi anni di vita, si fa precursore del genere jitsuwa kaidan (it. Kaidan basati su storie vere) e in senso ampio fornisce un’importante testimonianza della tradizione narrativa popolare contemporanea. Tra le altre opere si ricordano anche Racconti di ombre nere (1921) e Racconti di pioggia nera (1923).

 

La maledizione di Oiwa e altri racconti. Tanaka Kōtarō

Tamiya Iemon è un rōnin senza scrupoli, schiavo della lussuria e della cupidigia. Riunitosi con la moglie Oiwa, che nel frattempo ha dato alla luce un bambino, impiega poco tempo a stancarsi della condizione di povertà in cui si ritrova.

*

Il vicino di casa, Itō Kihei, membro del feudo rivale, gli propone di convolare in seconde nozze con la nipote, la bella Oume, innamorata di lui perdutamente, nonché il reintegro al rango di samurai a patto di abbandonare Oiwa.

Il loro piano è diabolico: prima le somministrano con l’inganno un veleno che le gonfia orribilmente parte del viso e porta ciocche di capelli a staccarsi a ogni passata di pettine, poi la accusano ingiustamente di adulterio. […]