Ibn `Arabi

A bu Bakr Mu¡ammad Ibn `Ali, più noto con il nome di Ibn `Arabi nacque a Murcia, in Andalusia nel 1165. A vent’anni, dopo una malattia che lo ridusse in punto di morte e l’incontro con il filosofo aristotelico Averroè, che ne rimase ammirato e stupefatto, entrò nella vita mistica facendo professione di sufismo.

Dal momento della sua conversione imboccò un cammino difficile e tormentato, che lo portò a continue peregrinazioni, non solo per entrare in contatto con altri maestri e mistici, ma anche per trovare ambienti favorevoli alla sua ricerca e alle sue pratiche spirituali; da allora fu quasi sempre in viaggio tra la Spagna e il Nord Africa, per poi volgersi decisamente a Oriente, sempre studiando, insegnando, disputando e scrivendo le centinaia di opere che gli sono attribuite. Morì a Damasco nel 1240.

Autore estremamente prolifico, i cui testi “principali” sono: Epistola dell’albero e degli uccelli, Rivelazioni Meccane, La sapienza dei profeti e tantissime opere poetiche.

Nelle Rivelazioni Meccane egli ci spiega:

«L’ittihâd è il divenire una sola essenza da parte di due, quella del servo e quella del Signore; ora, non può darsi ittihâd che nell’ambito della quantità e della materia; e non si tratta che di uno stato precario e transitorio».