Bushidō. Le 8 virtù del codice dei Samurai
16 Feb, 2022
Bushido

Condividi ↓

 

V i presentiamo le 8 virtù e principi del Bushidō, codice della casta dei mitici guerrieri Samurai, che ha contribuito come vedremo alla formazione della società nipponica, dal Giappone medievale a oggi.

Dalla rettitudine al dominio di se stessi, parliamo dell’evoluzione del concetto del Bushidō e una brevissima storia dei Samurai. Se vuoi saperne di più leggi della casta guerriera leggi l’articolo: → I 9 Samurai più famosi di sempre

 


 

 

Le 8 virtù del Bushidō 

 

 

 


 

 

Che cosa significa Bushidō? Che cosa è il “Codice dei Samurai”?

 

Bushidō (武士道) è un codice di condotta e uno stile di vita, composto da una serie di regole e principi filosofici tradizionalmente adottato dai samurai, la casta guerriera giapponese.

Significa letteralmente “La Via del guerriero”, essendo bushi (武士) la parola giapponese per “guerriero” e dō per “Via”, intesa come il cammino migliore da seguire per perseguire un obiettivo.

 

*

 

Bushidō è descritto come un codice morale specifico che tutti i membri della classe dei samurai erano obbligati a seguire.

Il samurai che non avesse rispettato questi dettami, doveva riscattare il proprio onore compiendo l’estremo gesto del “seppuku” — 切腹, suicidio rituale per sventramento, che consisteva nell’inginocchiarsi a terra e tagliarsi il ventre con il “tantō” (短刀), la più corta delle tre spade del samurai.

 

*

 

Storicamente i samurai aderirono a più codici guerrieri e le interpretazioni variavano a seconda del clan e delle epoche storiche.

Non tutti i samurai mettevano in pratica il Bushidō: molti di essi, specialmente fino alla fine dell’Era Sengoku (1467-1603), erano spietati assassini che non si facevano alcuno scrupolo nel tradire alleanze e attaccare i nemici in modo subdolo e poco onorevole.

L’Era Edo (1603-1869) conosciuta anche come la Pax Tokugawa, fu un periodo in cui le guerre e i combattimenti diminuirono drasticamente fino ad annullarsi; la pratica costante al combattimento armato dei samurai divenne da operativa sul campo (intesa a difendersi e uccidere l’avversario), a speculativa, quasi fine a se stessa.

In questo particolare momento storico, i guerrieri si ritrovarono a dover dare un senso a centinaia di anni di esercizi e studio nel combattere: per questo motivo la pratica si intrise di spiritualità e cultura, lasciando spazio all’interiorizzazione dei concetti fondanti l’etica del samurai rispetto alla pura arte del combattimento. 

 

*

 

È in questo momento che il termine Bushidō assunse un significato quasi etico, prese la forma culturale che conosciamo oggi.

Bisogna precisare che la parola Bushidō non era ampiamente utilizzata nel Giappone medievale. Nel medioevo, lo scopo delle attività del bushi veniva descritto usando termini come kyūba no michi – La Via del tiro con l’arco a cavallo

Il Bushidō, fu tramandato in maniera prevalentemente orale fino alla fine del XVI secolo, anno in cui fu menzionato per la prima volta nel testo “Kōyō Gunkan” (甲陽軍鑑) – 1616 – che raccoglie le strategie militari e le tecniche usate dal clan Takeda durante l’Era Sengoku.

Il Bushidō che viene descritto in Kōyō gunkan, era già infuso di Buddismo Zen, shintoismo e confucianesimo, è però molto lontano da ciò che intendiamo oggi, poiché è inseparabile dalle imprese militari sul campo di battaglia.

 

*

 

Un grave malinteso causato da Hagakure, il Codice segreto dei Samurai.

 

Gli insegnamenti e le memorie di Yamamoto Tsunetomo, monaco ma ancor prima Samurai, guidano da più di trecento anni chi volesse intraprendere questo lungo e difficile cammino.

L’Hagakure (葉隠), una delle massime espressioni del Bushidō, è una delle letture più amate da chi pratica le arti marziali giapponesi.

L’opera, scritta nel 1716, è nota per la citazione “La via del guerriero è la morte”, dando origine all’errata concezione di Bushidō come codice di morte.

Tuttavia, questa frase non è intesa come una coazione a morire.

Piuttosto, insegna che, attraverso una costante coscienza della morte, è possibile raggiungere uno stato di libertà che trascende la vita e la morte, per cui: […]“è possibile soddisfare perfettamente la propria vocazione di guerriero”.

 

Il codice segreto dei Samurai. Hagakure

Il libro: → Hagakure. Il Codice segreto dei Samurai

 

*

 

Il Libro dei Cinque elementi

 

Uno dei testi più conosciuti riguardante il Bushidō, è il “Libro dei Cinque Elementi”, scritto dal più grande samurai che la storia del Giappone possa ricordare: Miyamoto Musashi. In questo testo, Musashi parla dell’arte della spada declinata secondo i cinque elementi fondamentali(Terra, Acqua, Aria, Fuoco e Vuoto) ed è considerato molto più simile a un trattato zen che a un testo di arti marziali.

 

Il libro dei cinque elementi - musashi

→ Il libro dei cinque elementi

 

*

 

Bushidō: L’anima del Giappone

 

Il concetto di Bushidō è comunemente associato alle norme morali di Nitobe Inazō, poiché il suo libro – “Bushidō: L’anima del Giappone” ha reso popolare il termine a livello internazionale.

Il libro di Nitobe Inazō, fu scritto in inglese e pubblicato per la prima volta a New York nel 1899 con l’intento dell’autore di far conoscere l’etica dei samurai e la loro epopea al mondo occidentale, fu tradotto successivamente in giapponese nel 1908 da Sakurai Hikoichiro.

Sebbene alcuni studiosi abbiano criticato il lavoro di Nitobe, come un tentativo di riportare in vita un desiderio romantico di nobili precetti di un’era passata, il suo lavoro si basa sulla profonda conoscenza della cultura giapponese e dello spirito delle virtù della casta guerriera dei samurai.

 

Bushidō. L'anima del Giappone - Inazo Nitobe

Il libro: Bushidō: L’anima del Giappone

 

*

Il titolo del libro, Bushidō, prende spunto dal tentativo di rispondere alla domanda di un amico occidentale che rilevava il punto nodale della differenza culturale tra il Giappone e l’Occidente.

Riflettendo Nitobe si accorse, per la prima volta, riguardo all’educazione morale dei giapponesi, che: «scoprii di avere assorbito le mie nozioni morali come l’aria che respiravo grazie al Bushidō».

Così come il concetto zen wabi-sabi, oggi Bushidō rimane uno dei fondamenti impalpabili nella società giapponese, non solo nelle arti marziali come il Kendo, ma è onnipresente nella cultura nipponica perché passando dalla cultura guerriera alle arti tradizionali, Bushidō permeò in tutta la formazione della società giapponese per centinaia di anni.

 

 

 


 

 

Breve storia dei Samurai e del Bushidō

 

La parola samurai – epitome della virilità raffinata – originariamente significava “colui che serve” e si riferiva a uomini di nobile nascita assegnati alla guardia dei membri della corte imperiale.

La storia dei guerrieri “Bushi” inizia nell’VIII secolo, quando i “sostenitori armati” di ricchi proprietari terrieri iniziarono a essere conosciuti come Samurai.

 

*

Lo status di samurai fu codificato verso la fine del XII secolo, quando il potere in Giappone passò nelle mani dello Shogunato di Kamakura, che stabilì una dittatura militare che terminò sostanzialmente all’inizio del 1600 inaugurando lunga era di pace sotto lo shogunato Tokugawa.

Durante questo periodo di pace e prosperità, noto come pax Tokugawa, durato oltre 200 anni, dopo che Hideyoshi pacificò il Giappone, l’esistenza del bushi venne messa in discussione:

non servendo più solo come guerriero, assunse un nuovo ruolo nella società, e i nobili guerrieri presero posizione come funzionari nell’organizzazione governativa dello shogunato e dei domini.

 

*

La funzione del Bushi divenne quella di controllo dell’ordine pubblico, contribuendo a stabilire leggi e un sistema giudiziario nel paese.

Fu durante questo periodo che il concetto di Bushidō iniziò a evolversi e a cambiare e i suoi principi emersero come codice di condotta, non solo per la classe guerriera ma anche per il popolo, che dai suoi saldi principi vi costruì un’etica del lavoro e del benessere sociale. 

 

*

Fu così che Bushidō, da codice di condotta per i guerrieri, passò a indicare una retta costruzione dell’etica di un individuo, basata sull’integrità morale, sull’onestà della persona, arrivando a definire l’intero corpus delle leggi feudali del Giappone.

Benché i giapponesi non ne parlino (come diceva Yukio Mishima, in “Giappone tutto ciò che conta è nascosto), la loro vita è totalmente intrisa di questo concetto, che è alla base fondante del modus vivendi.

 

 


 

 

Dalla Restaurazione Meiji ai giorni nostri

 

Quando la casta guerriera fu abolita e il potere dopo secoli di dittatura militare ritornò nelle mani dell’Imperatore, in seguito alla Restaurazione Meiji (1864-1869), il Bushidō divenne parte di un indottrinamento sistematico della popolazione.

I valori di lealtà e onore furono trasmessi a tutti i ceti sociali al fine di far nascere un forte senso di patriottismo e rafforzare l’idea di dover rimanere fedeli all’Imperatore in qualsiasi circostanza, anche quando ciò significava andare incontro alla morte.

 

*

 

Ebbe un ritorno “marziale” durante la Seconda guerra mondiale (una espressione estrema furono le gesta dei famosi “kamikaze”), ed è presente come un “rumore di fondo”  nell’organizzazione sociale ed economica del Giappone moderno.

 

 

 


 

 

 

 

 

Le 8 virtù del Bushidō

 

Le Otto virtù di Bushidō definite da Nitobe Inazō sono modo concatenate l’una all’altra e nessuna è inscindibile dalle altre. Questi di seguito erano i principi che ogni samurai doveva seguire:

 

1. Rettitudine o giustizia — , Gi

Bushidō si riferisce non solo alla rettitudine marziale, ma alla rettitudine personale: Rettitudine o Giustizia, è la virtù più forte del Bushidō, che toglie da ogni indecisione il guerriero. Un famoso samurai definì la rettitudine in questo modo:

 

«È il potere di decidere una condotta secondo ragione, senza vacillare; morire quando è giusto morire, colpire quando è giusto colpire».

 

 

*

2. Coraggio, lo spirito dell’audacia — , Yū

Per Bushidō il coraggio è degno di essere annoverato tra le virtù solo se esercitato al servizio della Rettitudine. Nei suoi Dialoghi, Confucio disse che il coraggio è:

 

«Avere coscienza di ciò che è giusto».

 

*

3. Benevolenza o compassione — , Jin

Il samurai è un essere reso forte dall’addestramento, ed è suo dovere mettere questa forza a disposizione dei più deboli.

Sia Confucio che Mencio dicevano spesso che il requisito più alto di un sovrano è la Benevolenza.

Un uomo investito del potere di comandare e del potere di uccidere doveva dimostrare poteri altrettanto straordinari di benevolenza e misericordia: amore, magnanimità, affetto per gli altri, simpatia e pietà, e compassione, l’attributo più alto dell’animo umana.

 

*

4. Rispetto o cortesia — , Rei

Il samurai non ha motivo di comportarsi con crudeltà e non deve dare prova della propria forza a tutti costi e si dimostra gentile anche con i propri nemici.

La cortesia e le buone maniere sono state notate da ogni turista straniero come tratti distintivi del Giappone. Discernere la differenza tra ossequiosità e cortesia può essere difficile per i visitatori occasionali in Giappone, ma la cortesia è radicata nella benevolenza (, Jin).

 

*

5. Onestà o sincerità — , Makoto

Per un samurai, parlare e agire sono la medesima cosa. La sincerità e la veridicità assoluta hanno aiutato i samurai a dimostrare la loro lealtà. Il Bushidō incoraggiava la parsimonia, non tanto per ragioni economiche quanto per l’esercizio dell’astinenza e una severa semplicità

Il vero samurai, secondo Nitobe, disdegnava il denaro, credendo che “gli uomini provano rancore per il denaro, perché la ricchezza ostacola la saggezza”.

 

*

6. Onore — 名誉, Meiyo

Vivere e morire con grande onore era vitale per ogni samurai. Nonostante il Bushidō si rivolgesse ai soli guerrieri, il senso dell’onore, una vivida consapevolezza della dignità personale e del valore, caratterizza tutt’oggi il popolo giapponese.

 

Mondo di sofferenza:

eppure i ciliegi

sono in fiore.

Kobayashi Issa

 

*

7. Dovere e lealtà — 忠義, Chūgi

La lealtà verso un superiore era la virtù più distintiva dell’era feudale. La lealtà personale esiste tra tutti gli uomini; ma solo nel codice dell’onore cavalleresco la lealtà assume un’importanza fondamentale. Il samurai deve rimanere fedele fino alla morte verso coloro di cui si prende cura.

È pronto a sacrificare la propria vita verso ciò di cui è responsabile, si tratti di azioni compiute o di persone a cui è legato.

Ogni samurai che ha mancato al proprio dovere o ha perso il proprio padrone diventa Ronin, un “guerriero” senza padrone (e assume pertanto una accezione profondamente negativa).

 

*

8. Il dominio di se stessi — 自制, Jisei 

Integrità: per mettere in pratica molti degli altri principi elencati, è necessario mantenere l’integrità. Questo significa vivere onestamente e sinceramente. Il primo obiettivo dell’educazione dei samurai era quello di rafforzare il carattere.

Il Bushidō insegna che gli uomini dovrebbero comportarsi secondo una morale assoluta, che trascende la logica. Ciò che è giusto è giusto e ciò che è sbagliato è sbagliato.

L’autocontrollo nel codice Bushidō significa aderire a questo codice in ogni circostanza, quando si è con gli altri e quando si è soli. Non tutte le iterazioni del codice Bushidō includono l’autocontrollo, ma il libro di Nitobe ne sottolinea l’importanza.

 

*

Personaggi rappresentativi e di rilievo: Nitobe Inazō, Yukio Mishima, Kanō Jigorō, Miyamoto Musashi, Yamamoto Tsunetomo, Yamaoka Tesshu

 

*

bushido-8-virtu-codice-dei-samurai-principi-regole-significato-traduzione-bushido

Condividi ↓

Vai al blog →

Altri articoli che ti potrebbero interessare :

Yakuza nel candido mondo di Heidi

Yakuza nel candido mondo di Heidi

      di Giorgio Arduini   *   A fine febbraio 2022 è esploso lo scandalo Credit Suisse, società di servizi finanziari sulla scena mondiale, accusata dall’indagine congiunta delle principali testate giornalistiche di 39 nazioni di aver...

Giuseppe Castiglione, pittore gesuita alla corte cinese

Giuseppe Castiglione, pittore gesuita alla corte cinese

  Giuseppe Castiglione, un risveglio d'interesse    accaduto a Milano, nei primi anni del XVIII secolo: Giuseppe Castiglione, una giovane promessa della pittura milanese, cresciuto alla scuola dei più celebri artisti del Seicento...

Chi sono i Talebani?

Chi sono i Talebani?

    n libro per capire com'è nato e com'è cambiato il movimento fondato da Mullah Omar. Che ha riconquistato l'Afghanistan   Articolo tratto da: atlanteguerre.it  – dicembre 2021 (qui)   *     Chi sono i Talebani?...

Mayamata. Case progettate dagli dei

Mayamata. Case progettate dagli dei

    Giuliano Boccali Articolo tratto da: Il Sole 24 Ore 22 luglio 2019 (qui il PDF)   *    dispetto delle numerose teste, braccia, gambe che sovente caratterizzano la loro immagine, le divinità hindu non hanno forma: supreme o...

Il Viaggio in Occidente – invito alla lettura

Il Viaggio in Occidente – invito alla lettura

  iene pubblicata in lingua italiana per la prima volta la traduzione integrale del più importante romanzo cinese. Conosciuto spesso come “Lo scimmiotto", è un viaggio fantastico e meraviglioso nel mondo della cultura popolare cinese a metà...

Luigi Barzini nella Cina dei Boxer

Luigi Barzini nella Cina dei Boxer

    Articolo tratto da: ICOO 2018 (qui il link) a cura di Isabella Doniselli Eramo   *   l suo primo incarico di corrispondente di guerra, nel 1900 Barzini è inviato in Cina per seguire i drammatici avvenimenti e, con una prosa...

10 libri di strategia cinese

10 libri di strategia cinese

  a parola strategia oggi è eccessivamente abusata tanto che la si trova come complemento positivo a moltissime situazioni.  Ma, che cosa è, in sostanza, “strategia”?   *   La parola deriva dal greco e significa la messa in pratica,...

Dante e l’Islam – Umberto Eco

Dante e l’Islam – Umberto Eco

    ormai assodata l'influenza di molte fonti musulmane sull'autore della Divina Commedia. Ma oggi, turbati dalla violenza fondamentalista, tendiamo a dimenticare i rapporti profondi tra la cultura araba e quella occidentale.   *...

Il Taiji Quan di Gu Meisheng. La Via del respiro

Il Taiji Quan di Gu Meisheng. La Via del respiro

  La via del respiro   È stato tradotto in italiano il libro del maestro Gu Meisheng. In esso vengono affrontati gli aspetti più importanti della pratica riferendosi ai concetti del taoismo, del qi, del “soffio vitale” della dinamica dello yin e dello yang,...

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.