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Tucci Giuseppe

TUCCI GIUSEPPE

GiuseppeTucci1

 
Orientalista (Macerata 1894 - San Polo dei Cavalieri 1984), prof. di filosofia e religioni dell'India e dell'Estremo Oriente nell'univ. di Roma (1930-64), presidente dell'Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente (1947-78), accademico d'Italia (1929), premio Nehru (1978) per la sua infaticabile attività di ricerca nell'ambito della cultura indiana. I suoi studî abbracciano tanto il campo dell'indologia quanto quello della sinologia e delle lingue e religioni tibetane. Compì numerose spedizioni scientifiche in India, nel Tibet e nel Nepal. Promosse e diresse inoltre missioni archeologiche in Afghānistān e in Iran.
Nel 1907 si iscrisse al Liceo classico di Macerata "Giacomo Leopardi", dove si diplomò nel 1912. Manifestò sin da giovanissimo un grande interesse nei confronti delle antichità della sua terra natale prima, e della storia e delle religioni dei popoli orientali in seguito. Iscrittosi all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", dovette sospendere gli studi per prestare servizio nell'esercito durante il primo conflitto mondiale. Si laureò in Lettere nel 1919. Dal 1919 al 1921 insegnò come supplente al Liceo-Ginnasio "Stabili" di Ascoli Piceno. Il primo gennaio 1921 fu nominato segretario presso la Biblioteca della Camera dei deputati, carica che ricoprì fino al primo novembre 1930.
Nel 1925, in seguito al sostegno accordato dal Governo italiano al poeta bengalese Rabindranath Tagore, partì per l'India assieme a Carlo Formichi per insegnare come visiting professor Lingua arte e letteratura italiana all'Università Visva Bharati di Shantiniketan. Nel 1926 visitò l'Assam per accompagnare Tagore ma, dopo le aspre critiche al fascismo proferite da Tagore, il governo italiano ritirò il suo sostegno a Visva Bharati, e Tucci iniziò ad insegnare nelle università statali indiane di Dacca, Varanasi e Calcutta. Durante questi anni si recò nel Punjab, nel Kashmir e per due volte in Ladakh, almeno due volte in Sikkim e una in Nepal, principalmente per studiare i testi buddhisti contenuti nelle biblioteche monastiche e palatine.
Dal primo gennaio 1927 Tucci, che risultava docente alla Regia Università di Roma come incaricato di "Religioni e filosofia dell'India e dell'Estremo Oriente", fu collocato fuori ruolo e comandato senza limiti di tempo presso il Ministero degli Affari esteri, Direzione generale delle Scuole italiane all'estero. Nel gennaio del 1929, in casa del filosofo e sanscritista indiano Surendranath Dasgupta, a Calcutta, Tucci incontrò Mircea Eliade, che vide poi regolarmente e col quale corrispose per tutta la sua vita. Il 27 settembre 1929 Tucci fu nominato membro della Reale Accademia d'Italia.
Nel febbraio-marzo del 1930 fece un viaggio a Darjeeling e da giugno a settembre ancora in Ladakh. In tutto restò in Asia ininterrottamente durante cinque anni e mezzo. All'inizio del 1931 rientrò in Italia per insegnare lingua e letteratura cinese presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Il primo novembre 1932, passò alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" dove insegnerà, come professore straordinario prima e ordinario poi, Religioni e Filosofia dell'India e dell'Estremo Oriente fino al 1969. Nel 1933 fondò insieme al filosofo Giovanni Gentile l'Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente di Roma (IsMEO), con lo scopo principale di sviluppare le relazioni culturali tra l'Italia ed i paesi asiatici.
 
Fonti, Treccani, Wikipedia
 
Dicono di lui:
Giuliano Boccali, Sole 24Ore, 12-5-2019: Viaggio nell'incanto della vita e dell'arte

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