IL LIBRO DEI RE


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IL LIBRO DEI RE

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Autore: Firdusi
Traduzione di Francesco Gabrieli
Collana: Le Tradizioni
Pagine: 512
Formato: 15x23 cm
ISBN: 9788879845984
 
Il Libro dei Re, Shah-nameh, del poeta persiano Firdusi, qui riproposto nella suggestiva e ormai introvabile traduzione di Francesco Gabrieli, è la grandiosa sistemazione poetica, nella lingua letteraria della Persia dell’XI secolo, del patrimonio epico-storico dell’Iran, anteriore alla conquista araba e all’islamizzazione del paese. Una saga e una cronaca insieme, che riconduce in uno schema dinastico l’intera storia della civiltà persiana, dai più remoti miti cosmogonici, attraverso leggende e tradizioni orali, fino alla protostoria e alla storia della Persia preislamica.
Figure di eroi, sovrani saggi, condottieri intemerati, re barbarici, sapienti zoroastriani, principesse affascinanti e donne volitive, Alessandro Magno, Cosroe, popolano il susseguirsi dei versi antichi, emergendo dalle nebbie della mitologia per inserirsi in una vera e propria cronaca annalistica di corte nell’età dei Sasanidi, che costituiscono l’ultima fase dei fasti dell’Iran pre-musulmano.
Deserti e foreste, montagne impervie, battaglie sanguinose e duelli cavallereschi, palazzi favolosi e giardini lussureggianti, ambienti e costumi adorni di perle e di gemme, sete preziose e oro e argento sono sfondo delle gesta dei protagonisti e rimandano l’immagine di una civiltà raffinata e progredita che finirà per contaminare nel profondo, rinnovare e arricchire l’islam conquistatore.


Firdusi (Tus, Khorasan, 940 – 1020 circa) è il maggiore poeta epico della Persia medievale. Con Il libro dei Re ha gettato le basi di un genere nuovo per la letteratura musulmana e persiana in particolare: l’epica. Il suo poema, scritto in una lingua ricca e libera da infiltrazioni arabe, tratta in circa 60.000 versi la storia dinastica della Persia dal primo uomo, fondatore della prima mitica dinastia ai Sasanidi, la dinastia destinata a soccombere all’invasione islamica.

Francesco Gabrieli (Roma 1904 – 1996), insigne arabista e islamologo, conoscitore profondissimo delle lingue araba, persiana e turca, se ne è interessato soprattutto come mezzo per la comprensione filologica e storica della civiltà islamica, di cui ha studiato, per oltre un sessantennio, non soltanto gli aspetti storici, religiosi e letterari, ma anche i rapporti con il mondo.
 
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