MADAME CRISANTEMO


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MADAME CRISANTEMO

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Autore: Pierre Loti
Traduzione: Decio Cinti
Pagine: 160
Formato: 14 x 21 cm
ISBN: 9788879845748
 
In questo libro del 1887, grazie al quale si entra in contatto con la vita quotidiana del Giappone post apertura al mondo occidentale, nel quale era vivissimo il passato feudale e al tempo stesso si incominciavano ad assaporare le novità dell’Occidente, Pierre Loti descrive, con l’arte immaginosa e delicata che gli è propria e con vigile gusto per la sfumatura e l’ambiente, le impressioni di un suo soggiorno a Nagasaki.
Definirlo un romanzo è inesatto. La storia del matrimonio del tenente di vascello Loti con la piccola Crisantemo, graziosa madame dagli occhi attoniti e dall’immobile sorriso, è solo un tenue pretesto per collegare l’uno all’altro i capitoli nei quali l’autore dipinge una festa popolare, una figura di fanciulla, una montagna in fiore e una riunione cinguettante di musmé (le giovanissime che si offrivano agli europei per matrimoni di convenienza per la durata del loro soggiorno). Non vi è amore tra Loti e la sua musmé, uniti solo dall’abitudine e il vincolo di un contratto, e quando arriva l’ordine di partenza, se il tenente Loti ne è quasi contento, Crisantemo perde gli ultimi momenti prima della separazione a verificare se le monete ricevute dal suo ex “marito” hanno il peso richiesto. È la vita reale dei due mondi, quello delle musmé e quello degli ufficiali che si ripresenta prepotente: essi rientrano nei loro rispettivi ruoli, il militare a quello di uomo d’armi presente in un mondo a lui sconosciuto, e la Madame alla vita di tutti i giorni. Madame Crisantemo è un fine documento di quell’esotismo che fu una delle più vive correnti di gusto dell’epoca. Il soggetto confluirà nell’ispirazione di Madama Butterfly di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa per l’immortale opera di Giacomo Puccini.

Pierre Loti, pseudonimo di Louis Marie Julien Viaud (1850 – 1923) è stato ufficiale di marina, membro dell’Académie Française e medaglia della Legione d’Onore conferitagli dal Presidente della Repubblica. Viaggiatore instancabile amò profondamente il medio oriente e in particolare Costantinopoli e la Turchia, dove si recò molte volte e vi visse per quasi tre anni. Fu anche, naturalmente, scrittore: raccontò dei suoi viaggi e delle sue esperienze in tutti i suoi romanzi, molti autobiografici; Loti si immergeva nei paesi che visitava e amava, ed è questo il segreto della sua scrittura, mai intellettuale ma pregna di sensi e sensazioni, odori, sguardi, rumore, luce; potremmo definirlo con una iperbole, un moderno scrittore d’altri tempi.
Dello stesso autore Luni Editrice ha pubblicato Gli ultimi giorni di Pechino.
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