CHE COS’È L’INTELLIGENZA?


CHE COS’È L’INTELLIGENZA?

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Autore: Harith ben Asad Muhasibi
Traduzione: Giuditta Sassi
Collana: Grandi Pensatori d’Oriente e d’Occidente – n. 22
Pagine: 54
Formato: 14 x 21 cm
ISBN: 9788879843997
 
«Ogni cosa ha un'essenza; l'essenza dell'uomo è la sua intelligenza e l'essenza dell'intelligenza è l'accordo con il Principio».
La presente breve «epistola» di Muhasibi - da uno dei cui scritti è tratto questo passo - fu scritta per rispondere a una domanda sulla natura dell'intelletto umano posta al suo autore dal grande Sufi Junaid. La risposta è qui data fondandosi sia sui dati delle «scienze della natura», sia –soprattutto - su quelli contenuti nel libro sacro dei musulmani e sugli ahadith, o detti del Profeta degli Arabi.
L'intelligenza ha in sé tutte le virtù, e la sua «operazione» corretta non manca, «discendendo» nel comportamento umano, di avere effetti altrettanto benefici, e pure di essi, alla fine tratta Muhasibi. Chi è veramente intelligente non è mai convinto di saper molto e di essere superiore agli altri; non fa mostra di orgoglio e non si sente «pieno di sé». Più si è intelligenti più si è consci dei propri limiti e delle proprie carenze nei confronti dell'Essere supremo, e più si è disposti ad ammettere i propri errori e a non radicarsi nelle proprie convinzioni individuali. Solo con un atteggiamento simile si può affrontare il lavoro interiore di ricerca di una conoscenza superiore, la Conoscenza per eccellenza; in termini islamici, la conoscenza di Allah.
Harith ben Asad Muhasibi, in Italia finora poco studiato, per non dire totalmente sconosciuto, nacque probabilmente nel 165 (787 d.C.) dell’Egira in Iraq, a Basra (o a Hawali). Studiò le scienze linguistiche e canoniche. Frequentò due dei grandi Sufi dell'epoca, Hasan Basri e Ibrahim ben Adham. Esaminò approfonditamente tutte le correnti ideologiche dell'epoca e scrisse numerosi libri con lo scopo di confutarne gli errori. Morì nel 241 dell’Egira (863). Scrisse più di 200 libri, di cui però molti sono solo brevi epistole in risposta a domande che gli erano state poste, e di cui tutta la prima produzione è andata perduta.
 

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