CORRISPONDENZA SEGRETA SU CAGLIOSTRO


CORRISPONDENZA SEGRETA SU CAGLIOSTRO

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A cura del prof. Angelo Iacovella
Postfazione: Ruggiero di Castiglione
Collana: Grandi Pensatori d’Oriente e d’Occidente – n.58
Pagine: 144
Formato: 15 x 21 cm
ISBN: 9788879845199
 
Poco nota, se non agli specialisti, e praticamente inedita, la Corrispondenza segreta sulla vita pubblica, e privata del Conte di Cagliostro (Venezia, 1791) fu pubblicata in forma anonima durante il processo romano (1790-1791), conclusosi con la condanna del Conte al carcere perpetuo. È ormai accertato che l’operetta vada attribuita all’abate Giuseppe Compagnoni (1754-1833), poliedrica figura di giornalista e letterato, il quale, probabilmente per evitare noie dall’Inquisizione, preferì tacere la sua identità e quella dei suoi corrispondenti, dei quali pubblicò un reale o immaginario carteggio, il cui fine, non troppo recondito, era quello di fornire al vasto pubblico del tempo notizie di primissima mano sul processo in corso e sui misteriosi trascorsi iniziatici del grande Imputato.
Emergono così testimonianze di estremo valore, aneddoti preziosi su luoghi, date, circostanze e momenti salienti della biografia di Cagliostro, la cui rilevanza non sfuggirà agli appassionati e agli studiosi.
La presente fedele edizione, amorevolmente introdotta e annotata da Angelo Iacovella, e arricchita dalla postfazione di Ruggiero di Castiglione, restituisce alla Corrispondenza segreta, nel quadro della sterminata letteratura sull’argomento, il pieno valore di fonte essenziale che un incomprensibile oblio le aveva ingiustamente sottratto.

 
Non esiste probabilmente una personalità, nella storia dell’occultismo europeo del Settecento, che abbia sollevato maggiori e più incandescenti diatribe di Giuseppe Balsamo, alias Alessandro Conte di Cagliostro (1743-1795). Ne è prova lampante il fatto che, a distanza di oltre due secoli dal processo-farsa che ne causò l’iniqua detenzione prima e poi la tragica fine, l’interesse fiorito intorno alla sua figura di mago, alchimista, taumaturgo e fondatore della massoneria egiziana non accenni, neanche lontanamente, a diminuire.
Perché stupirsi, dunque, se al cospetto del mistero di Alessandro Cagliostro e della sua ostentata pretesa di incarnare una via di realizzazione iniziatica a suo modo unica, fondata sull’esercizio di facoltà terapeutiche riconducibili alle virtù radicali insite in herbis, in verbis et in lapidibus, si sia venuto configurando, tra i suoi contemporanei (profani e non), un arco di opinioni le più contraddittorie?
Dalle pagine della Corrispondenza Segreta emerge, in tutta la sua complessità, il nostro personaggio.

 
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