TEMPO DI MURI


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Autore:Veronica Arpaia
TEMPO DI MURI. Un mondo diviso da Berlino a Trump
Collana: Contemporanea – n.14
Pagine: 320
Formato: 14 x 21 cm
ISBN: 9788879845823
 
Negli ultimi quindici anni, numerosi governi, occidentali e non, hanno scelto di erigere muri (presidiati) ai propri confini. Lungi dall’essere un fenomeno concluso, come si era illusoriamente creduto all’indomani del 1989, queste barriere striano la terra per un numero di chilometri che eguaglia oramai la metà della sua circonferenza. Ma come sono nati i muri, quali le leggi - se vi sono - che ne hanno consentito la costruzione? Per comprendere la genesi dei muri da un originale punto di vista, si è fatto ricorso agli atti del Congresso degli Stati Uniti – e non solo – a partire dal 1973, gettando nuova luce su antiche e recenti vicende: progetti di legge ed emendamenti che contribuiscono all’arricchimento della ricostruzione filologica. Un materiale così ampio ed eterogeneo funge anche da spia degli impegni finanziari che legano Washington al resto del mondo, dimostrando così l’interesse economico e politico nei confronti di aree geografiche storicamente divise. Gli Stati Uniti, confermando il loro credo nel Manifest Destiny, mantengono uno sguardo aperto, anche se non sempre lucido, in varie zone del pianeta. I quattro casi, oltre a quello del muro al confine con il Messico, sono emblematici: Cipro, dove nuovi giacimenti di gas nella parte meridionale dell’isola attirano grandi investimenti israeliani; Belfast, il cui labile confine rischia di tornare agli antichi conflitti a causa della Brexit e quello della West Bank, che ha creato una violenta disputa giuridica tra Washington e la Corte Internazionale di Giustizia. Conflitti apparentemente sopiti, ma tuttora vivissimi e lontani da stabili soluzioni politiche. L’emblema della guerra fredda non poteva mancare, Berlino è - e resta - un caso paradigmatico di vecchie, ma al tempo stesso recenti divisioni tutte da riscoprire.
 
Over the last 15 years, both Western and non-Western countries, have decided to build manned walls at their borders. Even though many of us mistakenly thought this was a dead phenomenon after 1989, these barriers now extend for a length that would round half of the Earth’s circumference. But how were these walls born, and which were the laws, if any, that have allowed their construction? To better understand their causes, this book provides a new analysis of the United States Congress acts, bills and resolutions from 1973 on-wards. These documents support the philological criteria behind this study. All official papers suggest that Washington still makes important investments in parts of the world that are historically divided. In fact, the United States, by confirming their belief in the Manifest Destiny, continue to closely observe different and distant areas of our planet. Besides the border wall with Mexico, four other walls have been analysed: Cyprus, where new gas fields are attracting Israelis investments, Northern Ireland, whose narrow boundary is being disputed because of Brexit, the West Bank at the centre of a violent and international legal dispute between Washington and the International Court of Justice. These represent conflicts which are still far from being solved. Berlin, the symbol of the cold war, is and will always be, a case in point, but new divisions and walls are still very much with us.
 
Veronica Arpaia (1974) ha passato lunghi periodi di studio all’estero (Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Germania). È professore a contratto di lingua inglese presso l’Università di Roma La Sapienza, collabora con il blog del Corriere della Sera, la Nostra Storia oltre che con la rivista Storia in Rete. Da anni lavora presso l’Agenzia Spaziale Europea e si è occupata di ricerche bibliografiche e comunicazione sia all’Ambasciata
degli Stati Uniti a Roma, sia all’Interpol (con sede a Lione).
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