LA SECONDA GUERRA MONDIALE NEL MEZZOGIORNO


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LA SECONDA GUERRA MONDIALE NEL MEZZOGIORNO

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Giovanni Cerchia per conoscere l'Autore
Collana: Contemporanea – n.19
Pagine: 528
Formato: 14 x 21 cm
ISBN: 9788879846578
 
Il Sud non votò per la monarchia perché liberato rapidamente dalle avanzanti Nazioni Unite; sceglieva il re sabaudo per le stesse ragioni, profonde, con le quali ha sempre rifiutato accelerazioni modernizzatrici che sembrava potessero mettere in crisi punti di riferimento rassicuranti e certezze antiche. Anzi, votò per la monarchia assai meno di quello che ci si poteva aspettare, considerando la sua storia di lunga lena, la trama che univa le gerarchie sociali alle scelte politico-istituzionali, un tessuto economico abbandonato a se stesso dal fascismo e pesantemente sconvolto sia dalle incursioni dei liberatori sia dalle distruzioni degli ex-alleati in ritirata. Un quadro mortificante che sembrò cercare nella figura del re un ancoraggio, una ricerca di riviviscenza della presunta epoca felice pre-bellica, un esorcismo collettivo dei drammi che si era stati costretti a sperimentare.
Fu addirittura un laboratorio anticipatore di fenomeni che segnavano l’intera storia del Paese: le stragi, le deportazioni, le resistenze, la ricostruzione democratica. Tutto tranne che il regno della passività e dell’attesa. La sua stessa Resistenza fu a dir poco originale, ma non assente: con il prevalere dell’impegno dei soldati e di una caratterizzazione patriottica che comunque rappresenta una delle componenti fondamentali del movimento di liberazione nazionale. E questo senza escludere il contributo, in armi e senz’armi, degli antifascisti, delle donne e degli uomini che si schieravano a difesa dei beni essenziali e della vita dei familiari o di chiunque altro fosse in pericolo di vita. Se la Resistenza fu, in primo luogo, l’esercizio di una scelta di libertà, atto di responsabilità individuale e collettivo che si pone alla base della nuova storia democratica, non ci furono attori nel nord e spettatori nel sud. Vi furono italiane e italiani che, anche ponendosi in campi contrapposti, si schieravano, sceglievano, si riappropriavano di un destino comune.
 
 
Giovanni Cerchia (1965) è laureato in Scienze Politiche; ha coordinato la raccolta e il riordino del Fondo Pietro Ingrao presso il Centro di iniziative e di studi per la Riforma dello Stato (CRS) di Roma, dirigendo successivamente lo stesso CRS. È membro dei comitati scientifici delle fondazioni Giorgio Amendola (Torino), CRS-Pietro Ingrao (Roma) e Maurizio Valenzi (Napoli). Collabora con l’Istituto campano per la Storia della Resistenza Vera Lombardi. Dal 2019 è direttore scientifico della Fondazione Giorgio Amendola. Dal 2005 insegna Storia contemporanea presso l’Università degli Studi del Molise, dove è vicedirettore del Dipartimento di Economia e coordina il dottorato in Innovazione e Gestione delle Risorse Pubbliche. Dall’aprile del 2019 è Socio corrispondente della Classe di Scienze morali dell’Accademia delle Scienze pugliese. Le sue principali ricerche e pubblicazioni monografiche sono dedicate alla storia della sinistra politica italiana nel Novecento oltre che alla vicende della Seconda guerra mondiale e al suo impatto sulla storia d’Italia.

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