di Matteo Sacchi
Articolo tratto da: Il Giornale – maggio 2024
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La storiografia occidentale ha un grande padre: Erodoto (484 – 425 a.C.). E un grande maestro metodologico: Tucidide (460 – 390 a.C.).
Nel caso della storiografia della Cina antica, le due figure si fondono nella persona di Sima Qian (145 – 86 a.C.). Il nome non dirà molto al lettore occidentale, ma le sue Memorie storiche di cui Luni con un grande sforzo editoriale ha appena portato in Italia la versione integrale (quattro volumi per un totale di più di duemila e duecento pagine) sono un monumento della cultura cinese. E una delle fonti più importanti per la comprensione della storia antica dell’Asia. La prima cosa che l’incontro con il ponderoso lavoro di Sima Qian consente al lettore occidentale è di capire che il concetto di Storia in Cina nasce in modo diverso che in Occidente.
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Per gli antichi studiosi cinesi, la Storia è un mosaico ben costruito, nel quale i documenti delle età precedenti vengono collocati gli -uni accanto agli altri, lasciando alla capacità dell’autore la selezione dei testi e il loro raccordo. Il mosaico che incontrerete in queste pagine è il più completo per tutto ciò che riguarda gli antichi regni cinesi. E accompagna il lettore dagli antichi miti sino al regno dell’imperatore Wu della Dinastia Han.
Ma anche la storia personale di Sima Qian, raccontata molto bene negli apparati del volume, è meritevole di lettura ed è un notevole spaccato della Cina antica.
Sima Qian nacque in una famiglia di astrologi. Suo padre Sima Tan serviva come Prefetto dei Grandi Scribi dell’imperatore Wu ed era «Duca grande astrologo». La sua maggiore responsabilità era di amministrare la libreria imperiale e di mantenere e riformare il calendario. Già all’età di dieci anni, Sima Qian era un profondo conoscitore di testi antichi. A 35 anni fu inviato ad ovest con una spedizione militare contro alcune tribù barbare.
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Quell’anno, suo padre si ammalò e richiamò suo figlio a casa per affidargli il compito di completare la ricerca storica che aveva iniziato: Sima Tan voleva proseguire gli Annali delle primavere e degli autunni – la prima cronaca nella storia della letteratura cinese.
Sima Qian allora cominciò la compilazione delle Memorie nel 109 a.C. Tre anni dopo la morte di suo padre, Sima Qian divenne Grande Storico di corte. Come funzionario di alto rango, era anche nella posizione di poter dare consigli all’imperatore. Ne diede uno non richiesto. In una spedizione militare contro la tribù degli Xiongnu a nord, le truppe imperiali comandate dal nobile Li Ling furono travolte. La sconfitta provocò un enorme scandalo e l’imperatore avviò un processo pubblico.
Al termine del processo, Wu attribuì la colpa della sconfitta al tradimento del generale Li Ling e lo condannò a morte con tutti i suoi collaboratori. Sima fu l’unico funzionario di corte a difendere Li Ling, di cui non era mai stato amico ma che rispettava. L’imperatore condannò anche lo studioso a morte.
La condanna poteva essere riscattata o con una pesante multa o con la castrazione. Non avendo Sima abbastanza denaro dovette scegliere la seconda. Fu così castrato e rinchiuso in carcere. Nel 96 a.C., alla sua liberazione, Sima scelse di vivere a corte come eunuco in modo da terminare le sue storie. Pur di tramandare la Storia e di essere onesto pagò un prezzo altissimo.
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Il libro → Sima Qian – Memorie storiche – Edizione integrale – 4 Voll.

La casa editrice Luni nasce nel 1992 con lo scopo di diffondere le idee che animano la riflessione italiana rendendo disponibili e accessibili al pubblico italiano molti testi del mondo Orientale spesso introvabili.
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