Dal testo:
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BRR o BRRR
= onom. esprime una pungente sensazione di freddo, paura, raccapriccio e quel particolarissimo brivido che ne deriva.
Es. “[…] quel brrr che scappa involontario a chi è assalito subitamente dal freddo, o per subito spavento rabbrividisce” (Giovan Battista Bolza, Onomatopee italiane). “[…] e anche ieri sera in casa di Mangiafoco, ho corso pericolo… Brrr! Mi viene i bordoni soltanto a pensarci!” (Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio). “Brrr che freddo nelle midolla! (Antonio Gramsci, Cronache torinesi). “Non ricordo altre parole con il formicolio, voglio dire con quel brr termometrico e ravvivante […], o quel brr che fa l’aria locale nel punto d’incontro e d’incrocio della frizzante parlata veneta e di quella slava” (Bruno Barilli, Lo stivale).
In un celebre spot del Fernet Branca l’amaro veniva servito in un bicchiere appena scolpito nel ghiaccio, mentre il jingle recitava: “BRRR… BRANCAMENTA”.
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PATATRAC o PATATRACH
= onom. riproduce lo schianto di qualcosa che cade rovinosamente (sempre in terra), andando in pezzi, oppure crolli e tracolli. Piacque agli Scapigliati e ai Futuristi e pertanto a questo Dizionario che se ne fregia fin nel titolo.
Es. “[…] patatrach! dalle finestre del terzo piano piomba in mezzo del nostro circolo una catinella d’acqua” (Antonio Ghislanzoni, Racconti e novelle). “[…] patatrac, tich, tach, ecco la prima stoviglia cader al suolo e rovinar giù infranta” (Cletto Arrighi, Memorie di un soldato lombardo). “[…] pa-tatraaaaak zum-tumb obice turco sul ponte turbine polvere-fango-legno-odio-spavento-sangue-carne-mitraglia-visceri” (Filippo Tommaso Marinetti, Zang Tumb Tumb).
Si usa altresì, eufemisticamente, per alludere al rapporto sessuale e alle sue conseguenze, perlopiù inattese o infauste: Hanno fatto all’amore e patatrac è arrivato un bimbo … Ha dormito col fidanzato e patatrac l’ha svergognata.
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ZIGZAG o ZIG-ZAG o ZIGGHE-ZAGGHE
= onom. voce di origine francese, mima un’andatura o un procedere spezzato, angoloso, con drastici e continui cambi di direzione (i puristeggianti gli preferiscono il toscano ghirigoro).
Es. “Questo procedimento puramente esplicativo, privo d’imprevisto, imposto anticipatamente a tutti gli arabeschi, zig-zag e sobbalzi del pensiero, non ha più ragione di essere” (Filippo Tommaso Marinetti, Manifesto tecnico della letteratura futurista). “Freddi proiettori bianchi, aloni teneri circolari azzurri, mezze lune romantiche argentee, rose scarlatte di passione, zig-zag dinamici violetti, tremolii timidi rosati” (Benedetta, Astra e il sottomarino. Vita trasognata). “Faccia, zig zag anatomico che oscura” (Dino Campana, Canti orfici). “Possono essere spunti, spezzoni, storie a zig zag, che cominciano e non finiscono, trapassano l’una nell’altra, si dimenticano di quello che stanno facendo, come le scimmie nella gabbia dello zoo” (Gianni Rodari, Grammatica della fantasia).
Derivati: i verbi intransitivi zigzagare, zigzagheggiare cioè procedere a zigzag, il sostantivo zigzagamento che è un movimento a zigzag e l’aggettivo zigzagolare cioè disposto obliquamente, sghembamente.
Panzini annota nel suo Dizionario moderno che sono parole riferite prevalentemente a navi “che mutano rotta per evitare i siluri”; assai meno fosco Rodolphe Töpffer← che intitola così gli spumeggianti resoconti delle sue spensierate gite: Voyages en zigzag.
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“Patatrac”
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Il libro → Patatrac. Dizionario onomatopeico-rumorista della lingua italiana

La casa editrice Luni nasce nel 1992 con lo scopo di diffondere le idee che animano la riflessione italiana rendendo disponibili e accessibili al pubblico italiano molti testi del mondo Orientale spesso introvabili.
Il Primo Dizionario Onomatopeico – Il Primo Dizionario Onomatopeico






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