Il primo GREEN PASS nella peste del 1630
17 Set, 2021

Peste 1630

 

Milano, il primo «green pass» nella peste del 600: oggi come ieri

Lasciapassare, coprifuoco, chiusure dei negozi non indispensabili e «recovery plan» nelle cronache di Giuseppe Ripamonti, nelle quali Manzoni trovò informazioni per «I Promessi Sposi»

 

*

Piergiorgio Lucioni

Articolo tratto da: Corriere della Sera 2 – 08 – 2021 ( qui il Pdf)

 

*

Spiacente, ma questo green pass è scaduto da 400 anni. Anche se non sembra. Come sembrano di oggi gli stati d’animo, le paure, le speranze e i provvedimenti che dominavano a Milano durante la peste del 1600. Peste negata, subita, combattuta, sfidata. E raccontata da un cronista speciale: Giuseppe Ripamonti.

 

*

 

Le vicende dell’epidemia nella Milano del 1600 raccontate da Ripamonti — prima ancora che storico cronista attento e di una dinamicità e preveggenza illuminate — lanciano la città di allora nell’oggi.

Oppure, rileggendo ora i testi della prima traduzione integrale italiana del De peste (La Peste di Milano del 1630, Luni editrice), fanno scivolare noi contemporanei quattro secoli addietro. Insomma la pandemia nella quale ci dibattiamo sembra che nulla abbia da aggiungere o da sottrarre, ma molto da condividere, con l’infezione che piegò Milano nel 1629-1630.

 

I promessi sposi

 

E pure Manzoni trovò nell’opera di Ripamonti, studiata e analizzata, innumerevoli informazioni per i suoi Promessi Sposi nonché la cognizione della lotta tra bene e male e la vocazione a interpretare l’esistenza.

 


la peste di milano

Il libro: → La Peste di Milano del 1630

 

E ora tocca a noi. Tra i «numerosissimi e rovinosi elementi da cui la peste trasse giovamento per crescere e rafforzarsi — scrive il cronista del ’600— io sono propenso a credere che nessuno fu più importante e rovinoso del fatto che la gente non voleva credere che si trattasse di peste e scherniva con fischi, insulti e risate quanti pronunciavano quella parola».

Nonché gli attacchi al principe del medici, Ludovico Settala, del quale si strillava che fosse il capo di quanti denunciavano la malattia e che «dalla sua barba e dalla sua aria cupa la cittadinanza era indotta al terrore».

 

*

 

Un terrore aumentato dopo che il cardinale Federico Borromeo acconsentì a indire un’enorme processione con le spoglie del cugino San Carlo, con il risultato di un inaudito affollamento delle strade e un incrementare incontrollato del contagio. Tra le dicerie invece l’alloggio in città — ed era pure noto il nome del proprietario — affittato dal diavolo per diffondere e far diffondere la malattia.

Poi processi e torture inflitte agli untori, la cronaca delle indagini alla ricerca di unguenti contagiosi. Ma anche i cadaveri lungo le strade, l’opera dei monatti, i lutti e le paure.

 

 

Infine scienza, Provvidenza e prevenzione ebbero la meglio sulla malattia e il Ripamonti passa a elencare gli atti del Pubblico Consiglio e della Municipalità annotati scrupolosamente «perché potessero valere in futuro come un manuale su come si scaccia il contagio».

 

*

 

Guarda caso: cancelli, chiusure degli accessi cittadini, lasciapassare per chi arrivava da aree immuni. I «green pass» di oggi. Poi approntamento di letti e luoghi dove ricoverare gli ammalati, appello ai medici perché portassero aiuto, monete d’oro prese dall’erario e distribuite in varie tranche ai bisognosi, aiuti a chi perse il lavoro, generalmente garantito a giornata dai commercianti, diminuzione del carico fiscale.

E ancora l’iniziativa del Pubblico Consiglio che mandò due delegati — Visconti Giovanni Battista, figlio di Coriolano, e il cavaliere Carlo — perché riferissero al governatore «che la cittadinanza non dubitava che egli dovesse partecipare all’erogazione di denaro e all’onere di nutrire quasi l’intera popolazione.

Non dubitava neppure del fatto che simili spese fossero pertinenza dell’onore e maestà del re». Come in altri periodi di peste l’imperatore Carlo aveva per decreto imposto esborsi ai Duchi di Milano. Chi avrebbe immaginato che tali atti sarebbero un giorno diventati «Recovery plan» e «Dpcm» con protagonisti chiamati Regioni e governo?

 

*

 

E per finire, ripercorrendo i provvedimenti per bloccare il contagio, l’obbligo di «chiudere le case, che tutti dovevano chiudersi dentro», la proibizione del vagare all’aperto e la chiusura «di tutte le botteghe» tranne quelle del commercio di alimentari.

Per chi si fosse distratto correva l’anno 1630 .

 

Piergiorgio Lucioni

 

la peste di milano

Il libro: → La Peste di Milano del 1630

 

Ti potrebbe anche interessare:

→ La peste di MilanoDe Pestilentia di Federico Borromeo

 

 


 

logo

La casa editrice Luni nasce nel 1992 con lo scopo di diffondere le idee che animano la riflessione italiana rendendo disponibili e accessibili al pubblico italiano molti testi del mondo Orientale spesso introvabili.

 


 

→ Vai al blog 

Altri articoli che ti potrebbero interessare :

Dante e l’Islam – Umberto Eco

Dante e l’Islam – Umberto Eco

    ormai assodata l'influenza di molte fonti musulmane sull'autore della Divina Commedia. Ma oggi, turbati dalla violenza fondamentalista, tendiamo a dimenticare i rapporti profondi tra la cultura araba e quella occidentale.   *...

Il Taiji Quan di Gu Meisheng. La Via del respiro

Il Taiji Quan di Gu Meisheng. La Via del respiro

  La via del respiro   È stato tradotto in italiano il libro del maestro Gu Meisheng. In esso vengono affrontati gli aspetti più importanti della pratica riferendosi ai concetti del taoismo, del qi, del “soffio vitale” della dinamica dello yin e dello yang,...

Infinito Pinocchio. C’era una volta Pinocchia

Infinito Pinocchio. C’era una volta Pinocchia

Una grande mostra a Milano dedicata al personaggio di Collodi   La traduzione in dialetto meneghino. E un rarissimo racconto francese con una bambola parlante   di Cristina Taglietti Articolo tratto da: Il Corriere della sera. La Lettura: 11 - 10 - 2015...

Quale democrazia per la Repubblica?  Una recensione

Quale democrazia per la Repubblica? Una recensione

    Flavio Felice Recensione originariamente apparsa su: «Ricerche di Storia Politica», 3, dicembre 2021, pp. 367-368   *   n Quale democrazia per la Repubblica? - Danilo Breschi sviluppa un’attenta analisi storica del pensiero...

Spiriti nelle tenebre: La vera storia dei Leoni di Tsavo

Spiriti nelle tenebre: La vera storia dei Leoni di Tsavo

Cosa spinse i leoni dello Tsavo a mangiare le persone?   *   “Gli uomini li chiamavano “Spiriti nelle tenebre”. Erano i padroni della notte e uccidevano in fretta, senza paura e senza ragione. Niente è più forte della paura che provocano i mangiatori di...

Il medico “santo” di Nagasaki

Il medico “santo” di Nagasaki

La testimonianza di Paolo Takashi Nagai   di Lucio Brunelli Articolo tratto da: L'Osservatore Romano 17 - 11 -2019   *     Quando ricevette il battesimo, il 9 giugno 1934, Takashi Nagai dovette decidere il suo nuovo nome cristiano. Scelse di...

Turandot tra Oriente e Occidente

Turandot tra Oriente e Occidente

    Articolo tratto da: ICOO 10 -2020 (qui il PDF)   *   a versione integrale di Turandot, pubblicata a inizio Settecento dall'orientalista francese François Pétis de la Croix, è un bell'esempio di contaminazione culturale:...

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *