L’Incanto di Zushi – Tra Fantasmi e Affinità Culturali

 

di Ludovica Vergaro 

Associazione Takamori

Arcipelago Giappone

 

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Dal particolare titolo Un’estate a Zushi, quest’ opera edita da Luni Editrice, esprime lo stile e la scrittura di Tachibana Sotoo, una figura rimasta nell’ombra per troppo tempo che finalmente viene presentata al grande pubblico. L’opera è il primo di cinque racconti di fantasmi scritti dall’autore ed è ambientata tra le montagne di Kanagawa, una prefettura non troppo distante dalla piccola cittadina di Zushi.

La storia si focalizza sulla figura del giovane principe indiano Nalin, figlio di un maharajah: egli stringe un forte legame con il protagonista-narratore, il quale si chiama Tachibana Sotoo, proprio come l’autore stesso del libro.

 

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Uno dei motivi principali di quest’ opera è la forte inclinazione nei confronti delle tipiche storie di fantasmi della tradizione giapponese.

L’autore stesso fin da piccolo era un appassionato lettore di storie di questo genere e nel corso della sua vita il suo interesse nei confronti del soprannaturale ha continuato a svilupparsi, influenzando fortemente le sue opere. Luoghi solitari e quasi abbandonati e al tempo stesso la presenza di diversi personaggi che si riveleranno essere spiriti, sono tra i tratti principali della scrittura di Tachibana Sotoo. L’atmosfera che circonda il racconto permette di immergersi in una sorta di altra dimensione, dove non è mai chiaro se ciò che accade sia reale oppure no: il protagonista viene guidato da figure misteriose verso una realtà opaca e onirica, dove i sensi umani vengono messi alla prova. L’elemento soprannaturale viene però accompagnato da picchi di originalità ed ironia che l’autore inserisce gradualmente all’interno del suo racconto.

Nel corso della sua vita, l’autore affiancò la sua attività di scrittore a quella di sceneggiatore, riuscendo ad entrare in contatto diretto con il mondo cinematografico: l’impostazione dei suoi racconti trae ispirazione proprio dalla cinematografia, soprattutto nella descrizione dei luoghi, che vengono delineati attraverso un’immagine graduale che acquisisce sempre più dettagli.

 

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Oltre alla velata ironia, anche la descrizione dei rapporti familiari rende l’atmosfera più leggera, in opposizione appunto alla tipica aurea di paura che tradizionalmente caratterizza le storie di fantasmi.

Tachibana ha saputo attingere dal genere della detective fiction e dalla scrittura di Edogawa Ranpo, facendosi carico però di un deciso sperimentalismo che rende la sua opera piuttosto ibrida.

 

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Il protagonista entra in contatto con la cultura indiana, una cultura totalmente nuova e lontana da quella giapponese: egli avrà parecchie difficoltà a comprendere i valori di questo popolo. Sono presenti alcune digressioni di stampo culturale, sociale ed economico che farebbero supporre un interesse sincero ed autentico dell’autore stesso nei confronti della cultura indiana.

Poiché il racconto si svolge intorno al 1937, è evidente la forte tensione tra Cina e Giappone ed è proprio all’interno di tale contesto storico che si trova un altro motivo fondamentale dell’opera: un forte spirito nazionalista affiancato da una glorificazione del Giappone e dei suoi valori.

Il protagonista dell’opera inizialmente non è in grado di capire la diversità della cultura indiana, reputandola inferiore rispetto alla propria. Tutto ciò verrà successivamente sovvertito grazie all’ inaspettato incontro con il principe Nalin, che con la propria raffinatezza estetica e la propria levatura morale e culturale, accompagnerà il narratore verso la scoperta di questa cultura.

 

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Il valore della conoscenza occupa un ruolo fondamentale: il principe Nalin e il protagonista sono infatti accomunati dal medesimo interesse per l’arte e per il sapere. Sebbene il primo sia un ragazzo di giovane età, egli è estremamente affascinato dalla raffinatezza estetica e morale. Tra loro non nasce solo un’intensa amicizia ma anche una condivisione di interessi, valori, tradizioni e prospettive diverse.

 

 

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Un’estate a Zushi. Tachibana Sotoo Arcipelago Giappone

 

Il libro: → Tachibana Sotoo – Un’estate a Zushi

 

 

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La casa editrice Luni nasce nel 1992 con lo scopo di diffondere le idee che animano la riflessione italiana rendendo disponibili e accessibili al pubblico italiano molti testi del mondo Orientale spesso introvabili.

 


L’Incanto di Zushi – Tra Fantasmi e Affinità Culturali – L’Incanto di Zushi – Tra Fantasmi e Affinità Culturali

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