L’arte postale mise le ali al futurismo

 

di Ada Masoero

Articolo tratto da: Sole 24Ore ottobre 2023

 

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Storia e artisti. Dal libro di Maurizio Scudiero emerge l’importanza data dai futuristi alle cartoline: strumento primario per veicolare stilemi grafici e contenuti dell’avanguardia

 

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“MARCIARE NON MARCIRE”, tutto maiuscolo. Gridato. Un proclama che fa accapponare la pelle, oggi, un secolo abbondante dopo, e dopo due guerre mondiali (la prima è quella invocata qui), una quantità incalcolabile di guerre “locali” e un conflitto terribile in atto ai confini dell’Europa. Però -va riconosciuto – anche un daini efficacissimo (tre sole parole, allitterazione, modo imperativo…) in queL 1915 in cui molti in Italia, con Filippo Tommaso Marinetti, invocavano il nostro intervento nel conflitto già scoppiato in Europa, convinti chela guerra rappresentasse la «sola igiene del mondo». Nona caso è questo il motto che ricorre con maggiore frequenza sulla carta intestata, sulle buste e sulle cartoline del Movimento futurista: cartoline, queste, tripartite con i colori della bandiera italiana, ma con uno spazio di gran lunga maggiore per il rosso perché, spiegava F.T. Marinetti, «nella nostra bandiera il Rosso invade e accende il Verde e il Bianco passatisti».

Come del resto già aveva anticipato Giacomo Balla nel settembre 1914 nel suo Il vestito antineutrale. Manifesto futurista, dove aveva scritto: «Se il Governo non deporrà il suo vestito passatista di paura ed’indecisione, noi raddoppieremo, CENTUPLICHEREMO IL ROSSO del tricolore che vestiamo».

 

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Marinetti sapeva bene che il Futurismo, proprio per il suo portato così dirompente nella cultura ancora tardo ottocentesca del tempo, andava comunicato tanto efficacemente quanto capillarmente, e alle tonanti esternazioni proprie e altrui, ai testi teorici (concepiti non a caso come «manifesti»), alle opere dei suoi artisti visivi, che spesso traducevano letteralmente in immagine gli assunti teorici del Futurismo, aggiungeva la continua, martellante diffusione di alcuni dei suoi principi fondanti attraverso la corrispondenza, che inviava ovunque nel mondo.

 

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E, al tempo stesso, come suggerisce Maurizio Scudiero nel suo studio meticoloso della cartolina e della posta futurista, ne facevala progenitrice della mail art, nata alcuni decenni dopo negli Stati Uniti. Un tema, questo, già toccato in modo tangenziale da Scudiero nel suo La parola trasversale. Libri e avanguardie 1900-1950 (2021) ma ora diventato l’oggetto esclusivo del volume Arte Postale Futurista, uscito presso Luni Editrice, cui si deve anche il libro precedente. Non che, sul tema, non esistesse una bibliografia: per tutti, basterà citare gli studi di Giovanni Lista e di Claudia Salaris, ma questo libro è il distillato di quarant’anni di ricerche condotte nel mondo dal suo autore, studioso di Futurismo e di Depero sopra a tutti, che ha sondato capillarmente biblioteche, fondi archivistici di musei e di discendenti dei futuristi, raccolte di collezionisti e di studiosi e, da collezionista a sua volta, ha dissodato il mercato internazionale trovando, anche Oltreoceano, delle vere prelibatezze.

 

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Il che non stupisce, perché il Futurismo fu lungamente colpito, in Italia, dalla damnatio memoriae di tanti studiosi che evidenziavano le (reali, ma non così fruttuose) connivenze con il fascismo di Marinetti e di tanti (ma non erano tutti) suoi seguaci. Con alcune luminose eccezioni (Crispolti, Calvesi, Fagiolo dell’Arco, Verdone e pochi altri), il Futurismo fu quindi studiato, e apprezzato, prima all’estero che qui.

Il volume, curatissimo e ricco di un formidabile apparato di 820 immagini, fa emergere la progettualità applicata regolarmente da tanti futuristi all'”arte postale”, un ambito solo in apparenza marginale, perché era invece uno strumento primario per veicolare ovunque stilemi grafici e contenuti della nostra avanguardia.

 

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Dopo le intestazioni di carta da lettere e buste, e dopo un rapido esame delle cartoline che si limitavano a riprodurre opere o volti dei protagonisti, il libro indaga in dettaglio le innumerevoli creazioni sperimentali di tanti artisti militanti. Inutile dire che il primo grande maestro in cui ci s’imbatte è Balla: lui, che con Depero aveva teorizzato nel manifesto Ricostruzione futurista dell’universo, 1915, l’irruzione dell’arte nella vita, ne realizzò moltissime.

 

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E qui Scudiero piazza una scoperta davvero golosa per gli studiosi, avendo ritrovato una cartolina inviata i119 novembre 1912 da Balla a Leysin, in Svizzera, a «Madame Khvoshinsky» (la pittrice Rougena Ztkov.), su cui dipinge un «iride» (così li chiamava lui), che è il vero capostipite delle celebri «compenetrazioni iridescenti». Tre settimane prima, dunque, della storica e sempre citata cartolina inviata in dicembre all’allievo Gino Galli, da sempre considerata l’incunabolo di quella sua fugace, splendente ricerca di segno astratto. Balla dipingeva le cartoline (anche perché non poteva permettersi il costo della stampa) e ne faceva delle piccole, autonome, smaglianti opere d’arte.

 

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E così faceva anche Depero che a Roma, con lui, realizzava cartoline con decori geometrici o le saturava con la sua inconfondibile grafia (in una, dietro al suo ritratto fotografico, scrive, rosso e maiuscolo, «Depero è un genio, Depero=genio, Depero genio»:

per Giovanni Lista, «una fotoperformance»). Altre, in seguito, saranno frutto di committenze, come quelle per Gilbert Clavel, per la sua novella Un istituto per suicidi e per i Balli Plastici; altre preluderanno a quel capolavoro di grafica d’avanguardia che è Depero Futurista,1927, il celebre imbullonato. Anche Anton Giulio Bragaglia (con il fratello Arturo), fotografo, inventore del «fotodinamismo futurista», ha lasciato vere gemme postali. E che dire di Nikolaj Diulgheroff e della sua rarissima cartolina di latta color avorio, i93, che affianca l’edizione del leggendario libro, parimenti di latta («lito-latta»),

 

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L`Anguria Lirica, opera di Tullio d’Albisola con Bruno Munari e lo stesso Diulgheroff? O di Pannaggi, con la sua cartoline-collage fuori misura e trapezoidale inviata a Marinetti o, ancora, del grande artista e teorico Enrico Prampolini?

Anche lui, che era in contatto conia migliore avanguardia europea, creava, da par suo, cartolinegraficamente geniali e anticipatrici. E poi molti altri, più o meno noti, non segnalati qui solo per ragioni di spazio, ma – come BOT, i fratelli Michahelles (Thayaht e Ram), Tato, per citare i più prolifici- tutti autori di cartoline che erano anche veri spazi di sperimentazione in cui testare le loro invenzioni più radicali.

 

 

 

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Arte Postale Futurista. Maurizio Scudiero

Il libro → Arte Postale Futurista

 

 

 


 

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La casa editrice Luni nasce nel 1992 con lo scopo di diffondere le idee che animano la riflessione italiana rendendo disponibili e accessibili al pubblico italiano molti testi del mondo Orientale spesso introvabili.

 


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