Lawrence d’Arabia. I rapporti segreti dell’ufficiale britannico
11 Ott, 2021

 

 

Il sogno arabo infranto del beduino Lawrence

I rapporti segreti dell’ufficiale britannico svelano molto del mondo islamico di oggi e delle sue crisi

 

Stenio Solinas

Articolo tratto da: Il Giornale – 3 nov 2019 (qui il PDF)

CONTROCULTURA: MEDIO ORIENTE

 

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Nel 1905 uscì a Parigi un libro che aveva un titolo tanto impegnativo e inquietante, quanto di primo acchito irrealistico: Il risveglio della nazione araba nell’Asia turca di fronte alle rivalità delle potenze straniere, della curia romana, del patriarcato ecumenico.

L’aveva scritto un politico siriano in esilio, Negib Azuri, e rifletteva il pensiero di quelli che potevano definirsi gli ambienti colti di Damasco, Beirut, Gerusalemme, Baghdad.

Composti da mercanti, intellettuali, embrioni di ceto medio acculturato, ciò che li univa era un’idea di libertà e di indipendenza nella quale però l’elemento rivoluzionario, l’idea cioè di una rivolta e/o di una sollevazione armata, restava nebuloso, se non evanescente.

Introdotto clandestinamente nei territori occupati, il libro provocò una repressione turca tanto spietata quanto mirata: chi lo deteneva, chi segretamente lo pubblicizzava, chi lo smerciava finì in carcere o, più sbrigativamente, al patibolo…

 

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Un decennio più tardi, con l’inizio della Prima guerra mondiale, quell’idea di Azuri ritornò a galla, come succede quando la risacca raccoglie ciò che la mareggiata si è lasciata alle spalle, ma pur essendo mutato il quadro politico, l’humus che le stava dietro era rimasto lo stesso: non c’era alcun piano di rivolta, ma solo molta teorizzazione sull’organizzazione del “dopo”: i confini, la legislazione, una costituzione…

Ciò che di nuovo emergeva ero lo scollamento fra l’intellighentia e gli arabi in quanto tali, intellettuali e popolo, per dirla in termini moderni, come sottolineerà un rapporto inglese scritto nel 1918 per il giornale del Dipartimento arabo.

Allo scoppiare del conflitto, i membri della prima erano infatti «rimasti in Siria, credendo di essere al sicuro. Avevano predicato quotidianamente nella loro stampa la rivoluzione totale, ma i loro cuori risplendevano, privi di tutte le intenzioni di processi rivoluzionari».

 

 

La rivolta contro i turchi fu sfruttata biecamente

 

Il loro «tragico stupore», quando il potere ottomano di Jemal Pascià li farà impiccare come capi della ribellione, rivelava «la loro natura inoffensiva».

Così, per i successivi tre anni di guerra, notava ancora il rapporto, la Siria era rimasta «un Paese chiuso che ignorava i programmi per il suo futuro che venivano fatti nelle capitali alleate, soggetta all’autocrazia militare e forzata così a una cultura più intensiva, intrinseca e segreta, di quegli ideali nazionalisti che avevano reali radici in essa stessa».

Solo che intanto una rivolta araba aveva comunque preso il via, «la spinta settentrionale dell’esercito dello Sceriffo verso Akaba e poi verso Hauren» e il suo apparire aveva di colpo reso «sterili i gruppi politici precedenti», non più in grado di «rivendicare i sentimenti della Siria di oggi».

 

Era successo insomma che c’era sì stato quel «risveglio della nazione araba» teorizzato nel libro di Azuri, ma con modalità e finalità del tutto differenti, nel senso di un’identificazione nazionale, il Beduino dell’Hejaz, da dove tutto era partito, come emblema del patriota Arabo, ma senza prevedere né uno Stato né una federazione…

Era questa novità autoctona a renderla vincente sul terreno militare, ma a trasformarla a guerra finita in vittoria precaria sul terreno politico-diplomatico, perché presupponeva uno sforzo di immaginazione misto a concretezza e lungimiranza che nessuno degli attori presenti sulla scena bellica e post bellica possedeva, in primis quegli attori occidentali che quella rivolta avevano incoraggiato e foraggiato.

 

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lawrence

 

Il rapporto soprariportato era stato scritto nel gennaio del 1918 da un T.E. Lawrence promosso nell’agosto dell’anno prima maggiore, e pochi mesi più tardi tenente colonnello, proprio in virtù del suo ruolo di “arabo-inglese” nella guerriglia antiturca poi trasformatasi in un’incredibile marcia di conquista. Lo si può trovare in Lawrence d’Arabia.

I rapporti segreti della Rivolta Araba, che si può definire, grazie all’incredibile lavoro di ricerca fatto dal suo curatore, Fabrizio Bagatti, il libro definitivo, anche per il mondo anglosassone, sul contributo di Lawrence in Medio Oriente.

 


Lawrence d'Arabia

Il libro: → Lawrence d’Arabia: I rapporti segreti della Rivolta araba

 

Rispetto ai 38 Dispacci segreti pubblicati in Inghilterra nel 1939 e poi fatti conoscere in Italia da Cino Boccazzi nel 1988 (Dispacci segreti, Edizioni Studio Tesi), Bagatti recupera i documenti e i messaggi integrali, ovvero i testi originali, nonché lettere, telegrammi, note e annotazioni dei principali protagonisti di quella vicenda, dallo sceriffo Feisal al diplomatico Sykes, dal generale Clayton a Wingate, a, naturalmente, lo stesso Lawrence.

 

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Torniamo per un momento a quel 1905 da cui siamo partiti. Lawrence ha allora 17 anni, una passione per l’archeologia, che gli ha attirato l’attenzione di D.G. Hogarth, direttore dell’Ashmolean Museum di Oxford, una passione per l’Arabia, nata dalla lettura di Arabia deserta di Charles M. Doughty.

 

 

 

Metterà piede per la prima volta in Oriente quattro anni dopo, ma è già in nuce un “backroom boy”, come venivano definiti i ragazzi che dietro le quinte manovravano e ispiravano la politica imperialistica inglese.

Allo scoppio della guerra entrerà ipso facto nell’Arab Bureau allestito proprio da Hogarth e che ha come meta la costituzione di un dominion arabo, in contrapposizione alla politica ufficiale del Foreign Office che puntava invece, a guerra finita, alla spartizione dell’Arabia tra Francia e Inghilterra, concordata in segreto col patto Sykes-Picot.

 

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Lawrence non si sentiva un militare e condivideva il sogno (tradito in partenza) di una nuova nazione

 

Sta qui in fondo la tragedia umana di Lawrence: «Dato che non ero completamente idiota, vedevo bene che se avessimo vinto la guerra, le promesse fatte agli arabi sarebbero state carta straccia. Se fossi stato un consigliere onesto, avrei dovuto rispedire i miei uomini a casa invece di far loro rischiare la vita per queste dubbie vicende. Ma l’entusiasmo arabo non era forse la nostra carta migliore in questa guerra nel Medio Oriente?

Confermai quindi ai miei compagni di lotta che l’Inghilterra avrebbe rispettato il contenuto e lo spirito delle sue promesse. Rassicurati su ciò, lottarono con valore. Per me, lungi dall’essere fiero di quello che facevamo insieme, non smettevo di ruminare un’amara vergogna».

Fin dall’inizio, insomma, Lawrence sa come andrà a finire, e se si illude è nel senso che spera che la rivolta araba a cui sta contribuendo si trasformi in un qualcosa di impossibile da controllare e normalizzare.

 

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È un’illusione dovuta anche al fatto che, come nota Bagatti, non si considera «un soldato», un «ufficiale da campo di battaglia tradizionale», cosa che del resto le gerarchie militari britanniche hanno perfettamente compreso: lo faranno arrivare solo sino a tenente colonnello, un grado cioè sotto gli ufficiali superiori…

Più che impegnarsi in una guerra, Lawrence combatterà per dare corpo a un miraggio che aveva a che fare con la propria realizzazione individuale e il suo incarnarsi in un’idea nazionale che non era la sua:

«Uno sforzo prolungato durato anni per vivere secondo i costumi degli arabi e piegarmi al loro comportamento mentale mi ha spogliato della mia personalità inglese… Ma come farsi una pelle araba? Avendo eliminato una forma, senza acquisirne una nuova, ero diventato vuoto, come il leggendario sarcofago di Maometto».

 

Se si guarda alle conseguenze delle scelte degli Alleati nel Medio Oriente all’indomani del 1918, si vedrà che fin da subito è un susseguirsi di insurrezioni, rivoluzioni, guerre, crisi mondiali. Una serie di mine destinate a esplodere via via lungo tutto il Novecento e ancora ai nostri giorni. Il sonno della politica genera mostri.

 

Stenio Solinas

 

 

Lawrence d'Arabia

Il libro: → Lawrence d’Arabia: I rapporti segreti della Rivolta araba

 

 Si tratta della prima pubblicazione integrale del carteggio e degli appunti del tenente colonnello Thomas Edward Lawrence (1888-1935) scritti durante la Prima guerra mondiale e la Rivolta Araba.

 


 

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