Luni 2025: il nostro anno di libri

 

 

A fine anno, quando si tirano le somme, c’è sempre la tentazione di ridurre tutto a un elenco: titoli, date, tappe, numeri. E invece il 2025 – per Luni è stato soprattutto un movimento: una traiettoria che ha tenuto insieme ciò che siamo da sempre (l’Oriente come casa e come orizzonte) e ciò che continuiamo a essere, una casa editrice che ascolta, che scava, che cambia passo senza cambiare bussola, una “casa” per moltissimi lettori.

 


 

 

Il nostro anno capitolo per capitolo

 

 

 


 

 

Tra moltissime presentazioni, mostre (NUMERI UNO in Mostra – Editoria periodica dalla Collezione Redaelli), ci siamo messi in viaggio anche fisicamente: a maggio al Salone del Libro di Torino, poi a ottobre tra Campania Libri Festival e Lucca Comics, e infine a dicembre a Più libri più liberi a Roma. Quattro appuntamenti diversi per pubblico, energia e linguaggio, ma con un denominatore comune: la possibilità di vedere dal vivo ciò che spesso resta invisibile—lettori che tornano, domande che aprono piste, libri che si riconoscono fra le mani prima ancora che negli scaffali.

A novembre abbiamo acceso un’altra forma di presenza: la voce.

È nato il Podcast di Luni Editrice, Il sogno di Gutenberg, dal nome della collana: uno spazio in cui la passione per i libri torna racconto, e il dietro le quinte, di solito silenzioso si anima nel dialogo tra autori e redazione. Ogni episodio segue il fuoco di chi scrive e traduce: scelte, scoperte, quel momento in cui un libro smette di essere solo un’idea e comincia a diventare destino di pagina.

Ecco dunque le novità del 2025 che sono state, prima di tutto, scelte: di rotta, di durata, di sguardo. Ve le presentiamo nuovamente distribuite per macro-argomenti, ma con la consapevolezza che i libri non amano gli scaffali troppo stretti

 

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I pilastri dell’anno

 

Se c’è un filo che nel 2025 si è fatto quasi epico, è quello delle grandi architetture. Da un lato l’impresa – che è editoriale prima ancora che culturale – di pubblicare integralmente lo Shāhnāmeh, con Firdusi – Il libro dei Re – Shāhnāmeh (edizione integrale in 6 volumi): un monumento che non si attraversa “per sentito dire”, ma pagina dopo pagina, lasciandosi cambiare ritmo e sguardo.

Dall’altro, la progressione quasi inesorabile del Ramo d’oro: nel 2025 sono usciti James George Frazer – Il ramo d’oro. Adonis, Attis e Osiris (vol. VI) e Il ramo d’oro. Spiriti del grano e delle terre selvagge (vol. VII). Non è un’opera che “si legge e basta”: è un atlante della mente simbolica, una cartografia del rito, e sì—siamo quasi all’ottavo volume, con la stessa cura e la stessa ostinazione.

 

6 Volumi Firdusi Shāhnāmeh

 

Il libro: → Firdusi – Shāhnāmeh – Il libro dei Re – Edizione Integrale

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Corea: una rotta nuova (e necessaria)

 

Corea una rotta nuova e necessaria

 

Una delle novità più nette dell’anno è questa: da quest’anno Luni ha cominciato a pubblicare libri sulla Corea, tradotti e curati dal massimo esperto di cultura coreana il professor Maurizio Riotto. Non come episodio, ma come apertura di catalogo, con un’attenzione che vogliamo far crescere.

Sul lato del classico, Kim Manjung – Il sogno delle nove nuvole è una scelta identitaria: un romanzo che parla di sogno e destino, ma anche di forma e tradizione. Sul lato della narrativa fondativa e popolare, Hŏ Kyun – Vita del brigante Hong Kiltong porta con sé energia, giustizia e mito sociale.

La Corea contemporanea e recente entra invece con toni più cupi e interiori in Yi Kyunyŏng – L’altra faccia di un ricordo oscuro, mentre arte e spiritualità si intrecciano in Yi Munyol – L’uccello dalle ali d’oro. Il pittore e il maestro. A fare da tessuto culturale profondo, infine, Maurizio Riotto – Poesia religiosa coreana: perché una rotta nuova non si costruisce solo con i romanzi, ma anche con le forme che tengono insieme una civiltà.

 

 

 

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Scena e immaginario: Carmelo Bene, Pratt 

 

Nel 2025 la scena entra in catalogo con un titolo che, da solo, ha il peso di un evento: Carmelo Bene / Maurizio Costanzo – Nessuno contro tutti (trascrizione integrale). Non una semplice restituzione d’archivio, ma una voce rimessa intera in circolo – con la sua lucidità, la sua ferocia, la sua intelligenza irriducibile. Accanto, Daniele Clarizia – Hugo Pratt e Corto Maltese riattraversa un immaginario narrativo che ha formato generazioni di lettori, mostrando come l’avventura possa essere ancora una lingua.

 

Carmelo Bene - Maurizio Costanzo- Nessuno contro tutti Carmelo Bene al Maurizio Costanzo Show

 

Il libro: → Carmelo Bene – Maurizio Costanzo- Nessuno contro tutti  – Carmelo Bene al Maurizio Costanzo Show

 

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Giappone: una costellazione di voci

 

Giappone- una costellazione di voci

 

Nel 2025 la nostra linea sul Giappone ha lavorato su due registri complementari: il romanzo moderno e la scrittura breve dei classici. Da una parte Natsume Sōseki – Kokoro, nella collana Arcipelago Giappone: un libro che scava nella modernità emotiva. Dall’altra Kenkō – Pensieri nella quiete (Tsurezuregusa), dove le osservazioni si distillano in frammenti, come schegge di silenzio.

E poi Dazai: l’abbiamo affrontato da due lati, perché certe voci non si esauriscono mai. Da una parte Dazai Osamu – La studentessa, con quella prosa che sembra sempre sul punto di cedere e invece regge tutto; dall’altra Mario Scalise – Dazai Osamu (biografia), perché certe opere si illuminano quando le si guarda anche dal bordo vivo di una vita.

Il Giappone “classico” ha avuto un’altra voce importante: Yoshishige no Yasutane – La via della solitudine (Chiteiki), dove il ritiro non è posa ma disciplina.

E poi una scommessa che ci sta a cuore, perché riguarda proprio l’idea di “radice”: Mori Mari – Il bosco degli amanti e altri racconti. Qui non si tratta di inseguire un’etichetta, ma di portare in Italia una genealogia: il mondo yaoi/BL non nasce in un vuoto, e Mori Mari ne rivela una sorgente letteraria fatta di desiderio, stile, inquietudine.

Infine, l’arte come gesto che diventa metodo: Luisa Canovi – Suminagashi. Arte dell’inchiostro fluttuante entra nel laboratorio di una tecnica giapponese affascinante e delicata, dove acqua e inchiostro impongono lentezza, attenzione, precisione. Un libro che guida, ma soprattutto educa lo sguardo.

 

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Il libro come avventura

 

Il libro come avventura

 

Il 2025 ha visto crescere con forza quella zona del catalogo che racconta il libro come oggetto culturale, e l’editoria come avventura intellettuale. Non è casuale che da qui nasca anche il podcast.

La bibliofilia diventa racconto vero in Simone Berni – Avventure di un cacciatore di libri: inseguimenti, scoperte, ossessioni—il lato romanzesco del mestiere. La storia dei formati e dei pubblici entra in modo visivo e “popolare” con Aldo Lo Presti – Storia illustrata dei tascabili. L’underground editoriale e la Beat Generation vengono rimappati in Maurizio Scudiero – I libri del beat.

E poi gli sguardi dall’interno: Oreste Del Buono – Amici maestri è un modo di attraversare persone e libri con intelligenza e un filo d’ironia. La storia delle collane come forma del pensiero editoriale si vede benissimo in Andrea Tomasetig – Claudio Pavese (Einaudi, 1969–1984), mentre il lavoro sui periodici e sulle culture che li hanno animati trova la sua misura in Andrea Tomasetig / Enrico Redaelli – 150 numeri uno (1969–2024).

 

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Cina: satira, forma e memoria

 

Nel 2025 la linea sulla Cina ha continuato a lavorare nel suo punto più vivo: la letteratura come forma di satira, di anatomia sociale, di lucidità. Wu Jingzi – Storie indiscrete dei letterati è proprio questo: un romanzo che smaschera, che graffia, che non ha paura del ridicolo.

Accanto ai classici, i testi fondativi: Il classico dei tre caratteri (Wang Yinglin) ha quella forza che appartiene alle opere nate per formare – e che infatti continuano a formare anche quando cambiano i secoli.

La storia che si fa confessione e rovina: Le confessioni dell’ultimo imperatore – Pu Yi è un libro che porta addosso il peso di un mondo che si spegne. A dialogare con tutto questo, sul piano della cultura materiale e simbolica, c’è Margherita Sportelli – Simboli e astrologia cinese: per capire come una civiltà organizza l’immaginario, il tempo, le corrispondenze.

 

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Corpo, disciplina, attenzione: lo Zen come pratica

 

Alcuni libri entrano in catalogo perché rispondono a un bisogno del presente: quello di ritrovare un rapporto non superficiale con il corpo e con il gesto. Da qui Eugen Herrigel – La via dello Zen e Herrigel – Lo Zen e l’arte del tiro con l’arco (inedito): due libri che, letti bene, non “insegnano tecniche”, ma educano lo spirito.

In un registro diverso ma altrettanto concreto, Noguchi Haruchika – Il raffreddore e i suoi benefici propone un’idea di equilibrio che non somiglia alle mode e ci fa riflettere. E il mito del “corpo in azione” si fa biografia in Francesco Palmieri – Vita di Bruce Lee (Piccolo drago), dove la disciplina è più importante dell’icona.

 

 

Eugen Herrigel - Lo Zen e l’arte del tiro con l’arco con l'inedito L’arte cavalleresca del tiro con l’arco

Il libro: → Eugen Herrigel – Lo Zen e l’arte del tiro con l’arco con l’inedito L’arte cavalleresca del tiro con l’arco

 

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Casanoviana: libertà, intelligenza, Venezia come teatro

 

Nel 2025 la collana Casanoviana ha continuato a seguire Casanova là dove è più vero: non nel cliché del “libertino”, ma nello scrittore veneziano che attraversa il Settecento da protagonista – poeta, diplomatico, filosofo, avventuriero – capace di trasformare la vita in pagina.

Storia della mia fuga dai Piombi resta un capolavoro di ritmo e auto-mito: l’evasione come narrazione perfetta. Ma Casanova sa essere anche moralista, e persino feroce, in Soliloquio di un pensatore: un libro che non accarezza, ma avverte. E poi c’è la prospettiva laterale, preziosa, privata: Lettere di una nobildonna – Silvia Belegno / Giacomo Casanova (1780), dove il Settecento torna carne, gesto, relazione.

 

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Medievalia: la materia di Bretagna e la poesia del tempo

 

Medievalia la materia di Bretagna e la poesia del tempo

 

È nella medievistica che si sente battere il cuore di molti racconti moderni: crociate, corte, mito, leggenda.

Nel 2025 lo si vede bene con Canzoni di crociata francesi e provenzali (Saverio Guida), in cui poesia e ideologia si stringono senza ipocrisie; e con la materia arturiana, che torna a mostrarsi come grande macchina narrativa: La Tavola Ritonda e Tristano Riccardiano. Qui non c’è solo avventura: c’è l’ossatura di un immaginario europeo.

 

 

 

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Classici europei e voci del Novecento

 

Luni nel 2025 non ha smesso di fare ciò che le case editrici dovrebbero sempre ricordarsi di fare: portare nel presente i classici come fossero contemporanei perché, se li si sceglie bene, lo sono.

Il romanzo come dispositivo filosofico torna in André Gide – I sotterranei del Vaticano. La teoria del romanzo come scommessa sul reale è in Émile Zola – Il romanzo sperimentale. La genealogia dell’horror—vista da uno dei suoi più influenti architetti – vive in Lovecraft – L’orrore soprannaturale nella letteratura.

Sul versante del pensiero politico e teologico, Joseph de Maistre – Il Papa è un testo che non si “approva” o “non si approva”: si affronta. E la moralistica – che oggi appare stranamente moderna si raccoglie in Vauvenargues – Dell’essere uomo.

Infine, la vita come narrazione: Hans Christian Andersen – La favola della mia vita e André Maurois – Vita di George Sand ricordano che le biografie sono spesso romanzi con una responsabilità in più.

 

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Dostoevskij: l’officina, la famiglia, l’esilio

 

Nel 2025 Dostoevskij si apre dalla parte dei materiali: Dostoevskij inedito – Quaderni, taccuini, manoscritti: un viaggio dentro la genesi.

Ma la scelta più interessante, forse, è lo sguardo “di famiglia”, che cambia prospettiva: Ljubov’ Dostoevskaja – L’emigrante e Vita di Dostoevskij narrata da sua figlia Ljubov portano nel catalogo un controcanto: più intimo, più controverso, più umano.

 

Dostoevskij inedito - Quaderni e taccuini 1860-1881

Il libro: → Dostoevskij inedito – Quaderni e taccuini 1860-1881

 

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Sufismo e grandi testi

 

E poi, nel cuore di tutto questo, la voce sufi: Rumi – Matnawi e Farid al-Din ‘Attār – Il verbo degli uccelli non sono “spiritualità” in forma decorativa: sono letteratura che pensa, poesia che mette alla prova. A fare da cerniera filosofica – con una chiarezza che non rinuncia alla profondità – ci sono Ghazali – Bilancia dell’azione e al-Fārābī – Epistola sull’intelletto, mentre Carlo Saccone – Viaggi e visioni accompagna il lettore dentro la tradizione persiana senza semplificarla e senza renderla “per addetti ai lavori”.

 

Farîd al-dîn ‘Attâr - Il verbo degli uccelli

Il libro: → Farîd al-dîn ‘Attâr – Il verbo degli uccelli

 

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Italia (in un solo respiro)

 

Italia (in un solo respiro)

 

Il 2025 ha visto un lavoro intenso anche sul versante italiano: saggistica e critica come strumenti di rilettura. Francesco Zambon – Mito ed esoterismo in Giovanni Pascoli riapre Pascoli in un punto spesso ignorato; Luca Clerici – Apparizione e visione (Anna Maria Ortese) restituisce un’autrice che non si lascia addomesticare; Giancarlo Perna – I poeti di Giolitti lavora su una stagione dove estetica e politica si toccano.

Il giornalismo d’autore torna a farsi letteratura con Ennio Flaiano – Calendario (1947–1948). Le geografie narrative si aprono in Giampaolo Dossena – Luoghi letterari. E le voci femminili vengono rimesse a fuoco con Annalisa Bellerio – Nate per scrivere.

In questa zona di confine tra cultura e biografia sta anche Elena Grazioli – Raffaele Mattioli banchiere umanista, e la dimensione privata dei grandi autori riaffiora in Livia Veneziani – Mio marito (Italo Svevo).

 

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Educazione, infanzia: un altro modo di fare “tradizione”

 

Infine, c’è una linea che ci è cara: quella dei libri che formano, nel senso più alto. Il 2025 lo mostra con un dittico prezioso su Korczak: Janusz Korczak – Un ragazzo testardo (la vita di Pasteur) e Betty Jean Lifton – Il re dei bambini (vita di Janusz Korczak). E con un ritorno alle origini di un mito italiano che è tutto tranne che semplice: Daniela Marcheschi – Ritrovare Pinocchio.

 

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Perché raccontare un anno così

 

Nel 2025 Luni ha continuato a percorrere sentieri alti della cultura, raggiungendo vette che sono punti di vista assoluti, con la capacità di portare avanti imprese editoriali completamente fuori da tutti gli schemi, complesse, appassionanti (Frazer, Shāhnāmeh), aprire nuove rotte, far crescere collane per raccontare il nostro lavoro in modo diretto grazie ai libri che pubblichiamo.

È stato un anno che ha avuto il coraggio della durata e la curiosità dell’apertura. E questo—più di qualunque bilancio—è la miglior premessa possibile per il prossimo.

Grazie a tutti ! Un caro augurio di buone feste.

 

La Redazione

 

 


 

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La casa editrice Luni nasce nel 1992 con lo scopo di diffondere le idee che animano la riflessione italiana rendendo disponibili e accessibili al pubblico italiano molti testi del mondo Orientale spesso introvabili.

 


Luni 2025 – il nostro anno di libri – Luni 2025 – il nostro anno di libri

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