Nobili Vampiri Tra Miti e Schemi Letterari

 

di Armando Torno

Articolo tratto da: Sole24Ore giugno 2023

 

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Horace Walpole, quarto conte di Oxford, pubblica a Londra “Il castello d’Otranto” nel 1764 (sul frontespizio della prima è indicato 1765). Il libro inaugura un filone; o meglio è considerato il battesimo del genere poi chiamato “romanzo gotico“. Aldilà del gioco letterario, evoca quel gusto terrifico per un Medioevo notturno e sepolcrale, gremito di eventi prodigiosi e fantasmi, vendette e ancestrali profezie. Influenzerà tutta la letteratura europea.

La tendenza toccherà il culmine nel 1897, quando l’irlandese Bram Stoker, ispirandosi alla figura di Vlad III principe di Valacchia, pubblicherà Dracula creando un nuovo mito: il vampiro aristocratico.

 

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Nel secolo dei Lumi, tra Voltaire e Diderot (il primo volume dell’Encyclopédie esce a Parigi nel 1751), prende dunque forma in letteratura un universo di ombre, di creature inquietanti. Il vampiro morto che esce dalla tomba per succhiare il sangue dei vivi è figura che le credenze russe, polacche o dell’Europa centrale, ma anche greche e arabe, conoscevano. Gli Slavi, tra l’altro, sostenevano che si potesse annientare trafiggendogli il cuore con un cuneo di ontano o frassino.

 

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Nel ‘700 è in auge, tanto che lo stesso Voltaire dedica un articolo al vampirismo nel Dizionario filosofico. Se la cava con ironia dopo aver ricordato che tali creature escono di notte dalle bare, cercano sangue e, trovatolo, vi ritornano e nota che a Londra e Parigi vi sono «speculatori, commercianti, uomini d’affari, che succhiano il sangue del popolo in pieno giorno, ma non erano morti». Tutto ciò va posto in margine al libro di Collin de Plancy, uscito a Parigi nel 1820: Storia dei vampiri e degli spiriti malefici (ora tradotto a cura di Giovanni Balducci).

 

 

 

L’opera vede la luce un anno dopo il racconto «The Vampyre» di John Polidori (segretario e medico di Byron) e segue di un biennio Frankenstein di Mary Shelley. Pagine nate in un eremo norvegese, che si legano all’altro testo del 1818 di Collin de Plancy, il Dizionario infernale. In questa Storia c’è da perdersi.

Oltre l’esame dei vampiri nell’antichità, l’inventario di fantasmi e demoni che danno la morte, l’autore non dimentica i lupi mannari o vicende di donne risorte.

 

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Esamina i casi a lui coevi di vampirismo, dall’Ungheria a Baghdad, o morti che masticano nelle loro tombe; ecco poi un aneddoto riportato da Torquemada, quindi gli effetti della luna su tali creature, racconti di rianimati e altre cosucce macabre. Nel film di Neil Jordan Intervista col vampiro del 1994 si afferma:

«Il male è un punto di vista. Dio uccide indiscriminatamente e così faremo noi, perché nessuna creatura di Dio è come noi; nessuna simile a Lui quanto noi».

 

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Storia dei Vampiri e degli spiriti malefici . Con uno studio di Voltaire sul vampirismo

Il libro → Storia dei Vampiri e altri spiriti malefici

 

 

 


 

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