Rashōmon e altri racconti
In Rashōmon e altri racconti prende forma uno dei laboratori più alti della narrativa moderna giapponese. Akutagawa muove spesso da fonti antiche, cronache medievali, leggende, exempla, ma il suo gesto non è mai antiquario:
il passato gli serve come dispositivo ottico per mettere a nudo il presente dell’uomo, la sua instabilità morale, la sua inclinazione all’autoinganno, la sua esposizione al male, al desiderio, alla paura.
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I racconti qui raccolti mostrano con rara evidenza la misura propria della sua arte. La brevità non vale come semplice economia di mezzi, ma come forma di concentrazione estrema:
ogni scena è netta, ogni dettaglio pesa, ogni dialogo apre una frattura.
In Rashōmon, in Nel bosco e negli altri testi del volume, Akutagawa costruisce mondi in cui la verità non si offre mai come dato pacificato, ma si spezza in prospettive concorrenti, in motivazioni opache, in decisioni che nascono dall’urgenza e precipitano nella colpa. È precisamente in questa tensione fra nitore formale e oscurità morale che si riconosce la sua modernità più duratura.
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Lontano da ogni esotismo di superficie, questo libro restituisce un Giappone storico e mentale insieme: uno spazio attraversato da rovine, tribunali, soglie, boschi, apparizioni, luoghi nei quali l’ordine simbolico vacilla e il soggetto si scopre diviso. Il risultato è una prosa di densità classica e di inquietudine modernissima, capace di trasformare il racconto breve in uno strumento di conoscenza.
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Rashōmon e altri racconti non introduce soltanto a un autore essenziale del Novecento giapponese:
mostra, nella sua forma più tersa e implacabile, come la letteratura sappia ancora interrogare ciò che nell’uomo resiste a ogni semplificazione, a ogni giustificazione, a ogni certezza definitiva.
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Akutagawa Ryūnosuke (Tokyo 1892–1927) è una delle figure capitali della letteratura giapponese moderna. Visse in una Tokyo sospesa fra tradizione e modernità, e trasformò questa tensione in una scrittura limpida, sottile, inquieta.
Maestro del racconto breve, seppe rielaborare materiali tratti dalla tradizione medievale, dalla cronaca, dal folclore e dalla memoria classica in una prosa di estrema nitidezza, capace di sondare con precisione quasi crudele l’ambiguità morale, l’ossessione, la menzogna, il desiderio e la fragilità dell’io, piegandoli a una sensibilità modernissima.
Autore di testi ormai canonici come Rashōmon, Nel bosco e Kappa (presenti in questo volume) occupa un luogo decisivo nel passaggio fra eredità classica e sensibilità moderna. Alla sua memoria è intitolato il Premio Akutagawa, il più prestigioso riconoscimento letterario giapponese per la narrativa.
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