Il Quaderno rosso – La mia vita
A quarantacinque anni, Constant progetta di scrivere un’autobiografia, di cui questo Quaderno è il primo nucleo, rimasto però interrotto. Il racconto della sua infanzia e giovinezza termina poco prima della sua partenza per la Germania, nel febbraio 1788, dove il padre lo aveva finalmente sistemato e dove lo aspettavano un impiego a corte e il matrimonio, con tutte le responsabilità della vita adulta.
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Fino a quel momento, però, il giovane Constant vive un’esistenza agitata e girovaga. Orfano di madre, con un padre che in fondo non sa bene che farsene di lui, sballottato da un precettore all’altro, da un paese all’altro, è un ragazzo geniale e curioso, sprezzante e insofferente, imprevedibile e assetato di libertà.
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Constant rievoca con l’ironia disincantata del suo stile inconfondibile quel periodo della sua vita così anarchico, senza legami, trasgressivo.
Come sempre, è il protagonista e allo stesso tempo l’osservatore divertito della propria esistenza. Le sue imprese giovanili sono folli, a volte tragicomiche, ma mai irrimediabili. I temi e i protagonisti fanno intravedere all’orizzonte le vicende del suo capolavoro, Adolphe, ma non è ancora arrivato il momento della maturità: il giovane e impulsivo Constant sfida le convenzioni, suo padre, l’autorità e si butta a capofitto nella vita, senza rimorsi.
Scritti verso il 1812, dopo avere attraversato la Rivoluzione francese e l’avvento di Napoleone, questi ricordi di gioventù sembrano gettare un ultimo sguardo nostalgico a un mondo ormai cambiato per sempre.
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Henri-Benjamin Constant de Rebecque (Losanna 1767 – Parigi 1830) è stato uomo politico, filosofo e scrittore.
Rimasto orfano di madre seguì il padre ufficiale, in un reggimento svizzero, in Belgio, Olanda, Inghilterra. Mandato a studiare in Germania e in Scozia, diventò nel 1788 ciambellano alla corte di Brunswick, in Germania. Ritornato a Parigi durante la Rivoluzione, iniziò un’intensa attività politica, anche grazie al suo celebre legame con l’influente Madame Germaine de Staël, che continuerà fino al 1810. Lasciata Parigi nel 1801 in seguito all’avvento al potere di Napoleone, si dedicandò all’attività letteraria vivendo tra la Germania, la Svizzera e la Francia.
Nel 1816 dopo la caduta di Napoleone, diventò uno dei politici più in vista della Restaurazione: eletto nel 1819 al Parlamento, continuò il suo impegno politico fino alla morte. Di Constant Luni ha pubblicato Adolphe.
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