Calvino in Topolino. Storie di scrittori, di libri e di editori
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Giulio Einaudi aveva fatto in modo che questo confine tra una categoria e l’altra, non esistesse: tutti erano parte di un grande progetto unitario volto a creare una dimensione culturale del Paese Italia.
Avevo però l’impressione di non dover vendere libri, ma idee e cultura. Avevo imparato che la filosofia della casa editrice poteva essere riassunta in tre verbi: esserci dovunque potessero esserci dei lettori, far conoscere un messaggio e le idee, spingere alla lettura e al piacere del contatto con il mondo dei libri e con i suoi attori».
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E continua: «Se una metafora devo scegliere per sintetizzare tutto quello che fu e che continua a essere per me quel periodo, sceglierei quei viaggi fatti con Calvino e con la Topolino che Einaudi ci prestava di settimana in settimana per andare per l’Italia a tenere le “settimane”.
Erano viaggi kafkiani, vuoi per il personaggio che accompagnavo, contraddittorio e complesso (si poteva ascoltarlo su vari piani, come poi avremmo potuto leggere nelle sue opere), vuoi per l’assurda inesistenza del tragitto: non c’erano strade, non c’erano paesi, non c’era l’Italia».
«Io sono fatto anche di costoro».
Forse, tutti noi lettori, siamo fatti “di costoro”.
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Franca Mora è nata in Valsesia e da molti anni vive a Roma. È psicologa e psicoterapeuta sistemica ed è stata docente a contratto nell’ambito universitario romano. Ha progettato e realizzato reti di welfare per il sostegno delle famiglie indebitate, collaborando con le fondazioni antiusura. Ha scritto articoli e volumi su queste esperienze tra i quali Le uova dell’angelo – Una guida a far progetti in tempi di crisi (Guerini e Associati, 2012). La sua passione per i libri e la scrittura di storie l’ha portata a scrivere anche testi di poesia e narrativa.
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