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Corrispondenza Repubblicana

26,60

Benito Mussolini

pp. 528
ISBN: 9788879847216
COD: 5005 Categoria: Tag:

Corrispondenza Repubblicana – Benito Mussolini

Appena tornato dalla Germania, alla fine di settembre 1943, avuto da Hitler l’incarico di costituire un governo fascista nell’Italia del centro-nord, Mussolini decise di ritornare quasi a tempo pieno al suo mestiere di giornalista attraverso una formula per lui inedita di collaborazione alla stampa della Repubblica Sociale: le note di agenzia.

Nasceva così “Corrispondenza repubblicana”: una serie di note destinate alla radio e alla stampa che Mussolini nella maggioranza dei casi scriveva direttamente, ovvero faceva scrivere ad alcuni collaboratori del Ministero della Cultura Popolare, sempre sotto il suo diretto controllo. Le note coprono un arco temporale molto significativo: la prima è stata scritta da Mussolini il 28 settembre 1943, l’ultima il 22 aprile 1945.

Le note, costituite da commenti anche molto polemici, ebbero subito un notevole successo di pubblico e furono raccolte in fascicoli e in un volume (entrambi rari e quasi introvabili) fino alla fine del 1944, poi furono pubblicate nell’Opera omnia di Mussolini nel 1960. Ora vengono ripubblicate integralmente: rispetto alla edizione del 1960, che contava 99 note, se ne sono rinvenute altre tre, portando così il numero complessivo delle note a 102.

Si tratta di un documento fondamentale per comprendere chi sia stato davvero Mussolini nella sua ultima esperienza politica e quale sia stato il suo effettivo ruolo politico:

i rancori e le polemiche contro il re e contro Badoglio; le nuove, ma antiche, discussioni sul ruolo della plutocrazia nazionale e internazionale; le illusioni sul ruolo autonomo della Rsi; l’attenzione alla politica estera e alle conferenze alleate che precedettero la fine della guerra; la delusione per il consenso al regime di politici e di giornalisti, rapidamente svanito; il silenzio su tanti aspetti che evidentemente lo imbarazzavano e che non erano in grado di offrire all’esterno l’immagine di un fascismo repubblicano solido come lui avrebbe voluto; le contraddizioni sulle prospettive di liberalizzazione interna che invece furono tarpate dal partito e da Pavolini; la solitudine e l’impotenza del duce, ormai sempre più rassegnato alla inevitabile fine.

Lo stile è sempre quello del giornalista vivace e caustico, il solito stile di Mussolini.

La polemica e il sarcasmo graffianti cercano di coprire la progressiva convinzione dell’autore che la situazione sia obiettivamente perduta. Nello sfondo, il dramma dell’Italia, la cui vera protagonista fu la popolazione, al Nord come al Sud, oppressa dalla fame, dai bombardamenti e dalle violenze della guerra civile.

Così tramonta un regime – Il Giornale 25/07/21  – Roberto Chiarini – Il Giornale

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