La scuola fascista di giornalismo – Origini del controllo mediatico nel Ventennio e riflessi contemporanei
NUOVA EDIZIONE AMPLIATA
Da Mussolini a Vittorio Gorresio, da Amicucci a Bottai. E avanti con Giovanni Gentile e Luigi Barzini, Curzio Malaparte e Mario Pannunzio, Achille Starace e Silvio d’Amico: i protagonisti della prima scuola italiana di giornalismo (1930-1933). Cosa significò quell’istituto?
Non solo la volontà di formare il giornalista di regime, ma un ambizioso progetto del sindacato: strappare agli editori il potere di creare nuovi giornalisti.
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Attraverso l’analisi e lo studio della Scuola fascista di giornalismo e dei suoi principali “registi”, Gallavotti disegna un quadro estremamente utile per comprendere la realtà della comunicazione giornalistica negli anni Trenta che, in parallelo, corre a fianco a quella dei giorni nostri determinando la crisi nel mondo dell’informazione:
il Ventennio ha propagato l’idea che il racconto del reale possa essere organizzato, manipolato, disciplinato.
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Questa logica non era soltanto prerogativa del fascismo, ma è stata applicata alla comunicazione giornalistica da tutti i governi totalitari del Novecento:
leggendo come si costruivano le idee attraverso le linee guida della scuola fascista di giornalismo, si può intravedere che questo modus operandi non è scomparso, ha cambiato forma: si è passati da una divulgazione nazionale a una globale – allora come oggi senza verificare le fonti ma dando per reale ciò che viene comunicato – e la rivoluzione digitale non ha solo imposto la sua gerarchia nel veicolare le notizie; ha soprattutto logorato le basi che sostengono il giornalismo come professione autonoma. E senza indipendenza, l’informazione perde la sua funzione pubblica, diventa strumento. Ieri della dittatura fascista, oggi delle grandi piattaforme online.
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Eugenio Gallavotti, giornalista dal 1975, ha lavorato nelle maggiori case editrici italiane come vicedirettore, consulente alla direzione, responsabile web.
Oggi è docente all’università IULM e al master “Walter Tobagi” della Statale di Milano. È stato tutor nella preparazione dei praticanti all’esame di idoneità, relatore ai corsi di formazione dell’Ordine, membro del consiglio direttivo dell’Associazione lombarda giornalisti, delegato al congresso della Federazione nazionale della stampa.
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