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Filippo Tommaso Marinetti – La grande Milano tradizionale e futurista

23,75

Filippo Tommaso Marinetti
Curatore: Luciano De Maria
pp. 400
ISBN: 9788879848879
COD: 22002 Categoria: Tag: , , GTIN: 9788879848879

La grande Milano tradizionale e futurista  – Una sensibilità italiana nata in Egitto

Negli ultimi anni della sua vita Marinetti scrisse alcuni testi che, inediti, sono conservati tra le carte dello scrittore. Il presente volume raccoglie La grande Milano tradizionale e futurista, che dà il titolo al libro, e Una sensibilità italiana nata in Egitto, i quali vanno a comporre un dittico autobiografico che ci svela un Marinetti singolare e sconosciuto.

 

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La grande Milano tradizionale e futurista è una vivida e commossa rievocazione della Milano della Belle Époque (anche se, a essere precisi, lo scritto arriva fino agli anni Quaranta), la memoria di chi ha tenuto banco nei salotti, nei teatri, nel famoso ristorante Savini, i ricordi fulminei del “padre” dell’unico vero movimento culturale di portata mondiale del Novecento che è stato il Futurismo.

 

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“Poema ambrosiano”, definisce l’opera Giansiro Ferrata nell’introduzione, ma di fatto, del poema ha non solo lo stile – parolibero o aeropoetico – ma l’intima sostanza, più lirica rispetto alla pura memorialistica. Sullo sfondo della città, che poi è la vera protagonista dello scritto marinettiano, emergono i ricordi di vita letteraria e politica, quelli più intimi delle vicende erotico-sentimentali, un quadro “alla Boccioni” di un mondo in cambiamento se non cancellato in seguito dall’orizzonte futurista che avanzava.

 

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Una sensibilità italiana nata in Egitto presenta un aspetto più vasto, frastagliato e composito: ai ricordi dell’infanzia egiziana seguono le memorie vivaci ed esplosive della carriera letteraria, con i viaggi, le tournées, gli incontri “straordinari” con Gustave Khan, Diaghilev, Picasso, Isadora Duncan, Jarry, Cocteau…
In entrambi gli scritti viene stravolto il tradizionale schema cronologico della memorialistica per lasciare spazio al principio futurista della simultaneità (simultaneità di tempo-spazio e di vissuto-sognato), così che, come dice lo stesso Marinetti, viene ad assumere una sua “elastica imprecisa e affettuosa cronologia”.

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I due testi offrono un materiale preziosissimo per penetrare a fondo nello spirito del futurismo e nella mente del suo fondatore e offrono un’ampia conferma delle grandi doti di Marinetti scrittore.

 

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Filippo Tommaso Marinetti (Alessandria d’Egitto 1876 – Bellagio 1944), cresciuto in una agiata famiglia borghese, nel 1893 si diploma a Parigi e in seguito si laurea in legge.
Esordisce come scrittore pubblicando inizialmente poesie in francese. Nel 1909 scrive il Manifesto del Futurismo che viene pubblicato su Le Figaro con il quale diviene celebre in tutta Europa. È impossibile separare la vita artistica da quella politica e interventistica di Marinetti, “uomo-fulmine- macchina” era soprannominato la caffeina d’Europa tanto la sua attività era intensa. Le sue opere hanno influenzato una intera generazione di scrittori, artisti, politici, e le sue geniali idee hanno riscritto anche il modo di “fare libri” per le straordinarie innovazioni tipografiche, contribuendo a buona parte della moderna comunicazione fatta di slogan, motti, iperboli letterarie e arditissime espressioni. Di Filippo Tommaso Marinetti Luni ha già pubblicato I moti milanesi del maggio 1898.

 

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