Lo scandaglio dell’anima – Aforismi e lettere
Oppure guardano con un occhio solo come la sogliola. Nessuna meraviglia, dunque, che da noi Lichtenberg sia ancora una specie di Carneade.
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Bene, lo scopo di questo volume è di mettere in mano ai vari Don Abbondio, che in Italia brulicano, qualche cosa di più sostanzioso del breviario. Pochi hanno scandagliato così a fondo l’animo umano e pochi ne hanno messo così a nudo i difetti. Di qui la sferza, che l’autore fa fischiare nei suoi scritti. Ma usa spesso anche lo stiletto, con il quale scanna la boria dei vari ciarlatani, soprattutto di quelli accademici. Oppure brucia loro il pelo: «È difficile portare la fiaccola della verità senza bruciare qualche barba».
Secondo Nietzsche gli aforismi di Lichtenberg sono uno dei cinque libri della letteratura tedesca degni di essere letti e riletti. È così: qui abbiamo un autore altamente istruttivo e corroborante, al quale bisogna fare un posto d’onore nella propria biblioteca e nel proprio spirito.
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Georg Christoph Lichtenberg (Ober-Ramstadt 1742 – Gottinga 1799), ultimo di diciassette figli di un pastore protestante luterano, fu professore ordinario di fisica alla Georg-August-Universität di Gottinga.
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«Il suo studio mi piace molto; lo sto leggendo; e il suo stile è quello che ci vuole, con i suoi flash-back di storia della filosofia, di cui lei si dimostra eruditissimo, ma senza pesantezza. E lei va perfettamente d’accordo con il mio gusto, che fin da giovanissimo considerai le brevi sentenze come il colmo della espressione. Io ammiro anche la sua paziente indagine sui manoscritti e sulle edizioni del Lichtenberg, la minuzia accanto alla larga veduta […] il suo libro su Lichtenberg lo aprii a caso ieri sera e ci passai un paio d’ore enchanté. Ancora a 88 anni ho di questi rapimenti.»
Giuseppe Prezzolini
(lettera ad Anacleto Verrecchia)
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