Dell’Iliade di Omero – Tradotta in ottava rima in idioma toscano
“Canta d’Achille, o Dea, l’orrendo sdegno, che fatal danneggiò le greche schiere…”
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Così inizia la traduzione che Giacomo Casanova ci ha reso dell’Iliade. D’altra parte, quale testo antico poteva tradurre un uomo come lui se non l’Iliade di Omero, “il” più famoso poema della storia, un’epica in versi che racconta di intrighi, guerre, battaglie, amori, dei che si intromettono nelle umane vicende e scontri all’ultimo sangue per difendere l’onore calpestato, gloria e morte, fuga dalla amata città…
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La traduzione in “idioma toscano” fatta da Casanova dell’Iliade di Omero rappresenta uno sforzo immenso da parte di un unico traduttore; il primo volume vide la luce nel 1775, presso il tipografo ed editore veneziano Modesto Fenzo e, come si può ben vedere dai sottoscrittori dell’opera, riscosse un grande successo.
Bisogna ricordare che il 1700, il secolo dei “Lumi”, è stato un secolo straordinario di innovazioni e rivolgimenti storici: il primo volume dell’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert vede la luce nel 1771; nel 1776 avviene la rivolta di Boston che sancisce il primo atto per l’indipendenza degli Stati Uniti d’America; nel 1789 cade la millenaria monarchia francese e, con un colpo di coda finale, nel 1797, lo stesso Casanova assiste incredulo alla caduta della Repubblica veneziana.
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In questo contesto Casanova, letterato e uomo di mondo, traduce Omero corredandolo con Annotazioni al Canto, uno strumento importantissimo di approfondimento che ci fa comprendere quanto fosse ampia la sua conoscenza dei testi antichi sia greci sia latini.
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La pubblicazione di questa Dell’Iliade di Omero tradotta in ottava rima in idioma toscano, a distanza di 250 anni dalla sua apparizione, finalmente trascritta interamente e per la prima volta resa disponibile in italiano corrente (compresa la trascrizione del manoscritto di Casanova del Canto XVIII, con il quale egli lascia così incompiuta la traduzione), è un evento quasi senza precedenti.
Oggi chiunque potrà leggere finalmente la versione dell’Iliade tradotta da Casanova assaporando le sue interpretazioni lessicali e la leggiadria con cui ha “portato” in italiano i versi omerici.
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Giacomo Casanova (Venezia, 2 aprile 1725 – Duchov, 4 giugno 1798), è stato uno scrittore, poeta, diplomatico, filosofo, agente segreto, massone, alchimista, avventuriero.
Le sue gesta sono state da lui stesso descritte con grande dovizia di dettagli nella Storia della mia vita, l’unico resoconto “in presa diretta” pervenutoci da uno scrittore, di tale piacevolezza da farci amare il 1700 come l’ultimo dei grandi secoli nei quali aveva ancora, forse, un senso, vivere una vita “spericolata”. Casanova fu autore di decine di libri, libretti, repliche e discussioni, traduzioni come l’Iliade e, tra essi, uno è considerato il primo bestseller della storia: La storia della mia fuga dai piombi. Ebbe la capacità, l’audacia e la possibilità di conoscere e avere a che fare con tutti i grandi uomini del suo tempo: re, regine, imperatrici, nobili, ma anche Mozart, Cagliostro, e le persone comuni che hanno segnato il suo vivere appieno la vita del suo secolo, tra amori, glorie, bassezze, duelli, miseria e nobiltà.
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Di Giacomo Casanova Luni ha pubblicato:
Storia della mia vita – 10 volumi
Istoria delle turbolenze della Polonia
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