Soliloquio di un pensatore
Nel 1907, nella biblioteca del Museo nazionale di Praga, fu ritrovata una copia di questo pamphlet, non firmato, dato alle stampe in quella stessa capitale nel 1786. Benché anonimo, subito diversi studiosi lo attribuirono a Giacomo Casanova e nel corso degli anni Venti i casanoviani dimostrarono che proprio lui ne fu l’autore.
Ma perché lo scrisse senza firmarlo e senza farlo circolare, lui, che era sempre stato il primo agente letterario e il più accanito pubblicitario di se stesso?
Dicono che l’avesse scritto per mettere in guardia l’imperatore Giuseppe II d’Asburgo a proposito di certi personaggi poco raccomandabili, sperando così di ingraziarselo e di ottenere da lui qualche favore.
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Ma l’imperatore, a quanto pare, non fece molto caso ai suoi consigli e Casanova non ne ricavò niente.
Noi però troviamo qui un’altra prova del talento del grande veneziano, fine conoscitore dell’animo umano, osservatore disincantato della società del suo tempo. Come riconoscere i truffatori, gli ipocriti, i manipolatori e difendersi da loro? Di quali debolezze delle loro vittime sprovvedute sanno approfittare? E, in fondo, le loro vittime sono proprio sempre così innocenti? Leggero e serio, Casanova con molto umorismo risponde a queste domande e fa un ritratto spietato delle follie dei suoi contemporanei, non così diverse da quelle dei nostri.
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Giacomo Casanova (Venezia 1725 – Duchcov 1798) nacque in una famiglia di attori teatrali, ma si ritiene che fosse un figlio illegittimo del patrizio Michele Grimani.
Dopo gli studi di diritto a Padova, viaggiò per qualche anno in varie città italiane e tornò a Venezia, dove nel 1746 conobbe il patrizio Matteo Bragadin, che per tutta la vita lo protesse e lo sostenne economicamente. Nel 1750 partì per Parigi, poi visse a Praga e Vienna. Nel 1753 ritornò a Venezia, dove nel 1755 fu arrestato per motivi tuttora non completamente chiariti. Riuscito a fuggire nel novembre 1756, all’inizio del 1757 raggiunse Parigi e da allora viaggiò continuamente in tutta l’Europa, fino al 1770, quando tornò ancora una volta in Italia. Nel 1774 finalmente la Repubblica di Venezia gli concesse la grazia e Casanova poté ritornare in patria, ma nel 1783 l’abbandonò definitivamente, diretto a Vienna. Qui accettò l’incarico di bibliotecario del conte Waldstein a Dux, in Boemia (oggi Duchcov), dove morì nel 1798.
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Di Giacomo Casanova Luni ha pubblicato:
Storia della mia vita – edizione integrale tradotta sul manoscritto originale – 10 volumi
I. L’abatino – II. Henriette – III. Da Parigi ai Piombi – IV. Alla ventura – V. Le donne, Voltaire – VI. Un uomo in fuga – VII. Carnevale a Milano – VIII. Anni difficili – IX. Mezza età – X. Verso Venezia
Icosameron
Lana Caprina
Istoria delle turbolenze della Polonia
Il duello
Né amori né donne
Storia della mia fuga dai Piombi
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