Vita del brigante Hong Kiltong
Il brigante non è un delinquente qualsiasi. È un giustiziere picaresco che, vittima dei soprusi e dell’iniquità del sistema, si tira fuori proprio da quel sistema e dalle sue leggi combattendo una guerra personale impari, e per questo ancora più eroica e valorosa. Logico, dunque, che una figura come la sua abbia conquistato poeti, scrittori, drammaturghi, registi e cantastorie in ogni parte del mondo.
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Il romanzo Vita del brigante Hong Kiltong prende probabilmente il suo titolo da un oscuro fuorilegge vissuto intorno al 1500, la cui figura viene idealizzata al punto da farne un eroico difensore dei deboli.
Attribuito a Hŏ Kyun (1569-1618), è considerato per questo il primo romanzo coreano propriamente detto, ma potrebbe in realtà essere molto più tardo.
Ambientata nel XV secolo, l’opera denuncia l’iniquità della società del tempo e le sue discriminazioni (prima fra tutte quella verso i figli “secondari”), e vede il protagonista impegnato in una serie di gesta tanto banditesche quanto filantropiche.
Alla fine, Hong Kiltong lascerà il suo Paese per l’isola di Yul, dove ricostituirà uno Stato confuciano, a dimostrazione del fatto che una società virtuosa non è tale per l’ideologia alla quale s’ispira, ma per gli uomini che la guidano.
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Hŏ Kyun (Seoul, 1569 – 1618) è stato uno scrittore, letterato e politico coreano, autore della Vita del brigante Hong Kiltong, considerato il primo romanzo coreano in vernacolare.
Vissuto durante la dinastia Joseon, membro di una famiglia di letterati e funzionari, orienta la sua posizione politica verso gli ideali liberali progressisti. Hŏ Kyun, si dedica alla poesia e allo studio dei classici cinesi e supera gli esami di più alto livello. Ricopre diversi importanti incarichi: storico all’Archivio diplomatico, precettore del principe ereditario, diarista nell’Ufficio dei decreti reali, governatore di Hwanghae, direttore generale del Ministero dei Riti, magistrato della contea di Suan e di Kongju. Nel 1618 è vittima di intrighi di corte e viene incriminato per alto tradimento, condannato a morte e giustiziato il 24 agosto 1618.
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Maurizio Riotto è un orientalista particolarmente interessato alla storia, alla letteratura e alla cultura della Corea. Già professore ordinario di Storia della Corea e Culture Comparate alla Anyang University, ha insegnato precedentemente all’Università di Napoli “L’Orientale” ed è stato Research Fellow alla Seoul National University.
Come Visiting Professor ha insegnato nelle Università SungKyunKwan, Sogang e Ewha di Seoul. Come Visiting Scholar ha operato in numerosi altri atenei e istituzioni culturali della Corea e del Giappone. È autore di oltre duecento pubblicazioni sulla Corea, fra le quali Storia della letteratura coreana (Palermo 1996), Storia della Corea (Milano 2018. I ed. 2005) e Samguk yusa: Memorie dei Tre Regni (Roma 2019). Nel 2011 ha ricevuto la medaglia d’onore al merito culturale dal Presidente della Repubblica di Corea.
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