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Il Garbuglio diplomatico

27,00 25,65

CARLO M. FIORENTINO

pp. 608

ISBN: 9788879847346

COD: 4032 Categoria: Tag:

Il Garbuglio diplomatico. L’Italia tra Francia e Prussia nella guerra del 1866

Il Garbuglio diplomatico. L’autore analizza un periodo storico estremamente complesso, che ha gettato le basi per quella che è l’attuale struttura politica e territoriale dell’Europa. La guerra del 1866 dell’Italia alleata della Prussia contro l’Austria è ricordata per le sconfitte di terra a Custoza (24 giugno) e di mare a Lissa (20 luglio). Alla loro origine stava il modo con cui il governo presieduto fino alla vigilia della guerra dal generale La Marmora, a capo anche del Ministero degli Esteri, aveva condotto le trattative diplomatiche con la Francia.

La Marmora e ancor più il ministro italiano a Parigi, Nigra, furono irretiti da Napoleone III. Questi aveva spinto l’Italia ad allearsi con la Prussia e nello stesso tempo sostenuto l’Austria contro la sua rivale tedesca, ingiungendo surrettiziamente all’Italia stessa di non combattere con determinazione. Dopo Custoza l’esercito italiano, che aveva subito perdite inferiori a quelle austriache, ripassò il Mincio e fu per oltre due settimane come paralizzato; mentre il generale Cialdini, che aveva condiviso con La Marmora, capo di Stato Maggiore, dimessosi alla vigilia della guerra dalle cariche governative, la responsabilità delle operazioni militari, tardò ad attraversare come nelle attese il Po e dar battaglia all’esercito austriaco.

La pace di Praga del 24 agosto tra Austria e Prussia consentì a quest’ultima, vincitrice il 3 luglio a Sadowa, di raggiungere i suoi obiettivi territoriali ed egemonici sulla Germania, frustrando Napoleone III, che intendeva lucrare territori lungo il Reno in seguito al suo intervento di mediazione del 4 luglio. La pace di Vienna del 3 ottobre dell’Italia con l’Austria, se consentì alla prima di ottenere il Veneto, amareggiò l’opinione pubblica nazionale per il modo con cui avvenne la cessione di Venezia: non direttamente dall’Austria, ma dalla Francia, che l’aveva ricevuta in pegno della sua mediazione. A ciò si doveva aggiungere la delusione per la mancata unione all’Italia del Trentino e delle terre giuliane.

Un quadro esaustivo e approfondito che permette al lettore di avere una visione precisa e completa dell’Italia che si stava costruendo un posto tra le grandi potenze europee.

Carlo M. Fiorentino, archivista e storico, ha lavorato all’Archivio di Stato di Roma e all’Archivio Centrale dello Stato. Tra le sue pubblicazioni: Chiesa e Stato a Roma negli anni della Destra storica. 1870-1876. La soppressione delle Corporazioni religiose e il trasferimento della capitale (Roma 1996); All’ombra di Pietro. La Chiesa Cattolica e lo spionaggio fascista in Vaticano. 1929-1939 (Firenze 1999); La corte dei Savoia (1849-1900) (Bologna 2008); Angelo Sommaruga (1857-1941). Un editore milanese tra modernità e scandali (Firenze 2014); Amore e morte al tramonto della belle époque. Il delitto della contessa Trigona (Alessandria 2015); Eros, scrittura, politica. Gabriele D’Annunzio e Matilde Serao nella Roma umbertina (1881-1900), (Roma 2019).

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