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Il Ki e il senso del combattimento

16,15

Kenji Tokitsu

Traduzione: Giovanni Caviglione

pp. 102

ISBN: 9788879843683

Il Ki e il senso del combattimento

Ne Il ki e il senso del combattimento il Maestro Kenji Tokitsu affronta le questioni fondamentali circa l’essenza e la struttura delle arti marziali e il senso e il futuro della loro pratica nel mondo moderno occidentalizzato, trovando risposte decisive.
Elemento fondamentale è la nozione di «budo»: una pratica corporea che mira all’autoformazione, unendovi la ricerca di una certa forma di perfezione. È l’impegno e l’investimento dell’intera vita di una persona, ed è ciò che impedisce alle arti marziali sia di tralignare nella competizione sportiva, sia di deviare verso pratiche sempre più «dolci» e spiritualistiche quando se ne distaccano divenendo semplice pratica di sequenze gestuali codificate.
Chiave e guida del budo è il ki, che è a un tempo energia vitale e soffio o respirazione. Il ki non è un concetto definibile astrattamente, ma una sensazione corporea concreta; esiste in ogni essere umano a un livello più fondamentale e primitivo di ogni qualificazione sociale o culturale, e concerne insieme il corpo e la mente.
È una certezza interiore preconscia, difficile da comunicare a parole, ma comunicabile con il corpo.
Nel momento in cui l’adepto comincia a percepire intensamente il ruolo che ha il ki nel combattimento, la sua pratica tende a costituirsi come Via, e appare una vera coscienza del budo.
Percepire intensamente il ruolo del ki implica che un adepto pratichi il combattimento «colpendo dopo aver vinto», cioè dopo aver turbato il ki dell’avversario (atto che si chiama «kizemé») a un punto tale, dirigendo su di lui il proprio ki offensivo (o «semé»), da far sì che egli diventi vulnerabile.
Per strano e paradossale che possa sembrare alla concezione occidentale e «sportiva», fondamentale per il budo dunque non è lo scambio effettivo dei colpi, ma la costruzione della «base» del combattimento, che si svolge su quel piano immateriale e per nulla spettacolare di cui si è detto: il «combattimento di ki».
In questo senso il ki – la guida della progressione nella Via – racchiude una morale, che però si colloca a un livello più fondamentale di quella sociale o religiosa, e che è radicata nella propria esperienza.
«Ormai – così conclude Tokitsu – la ricerca dell’efficacia in combattimento assume anche il senso dell’interiorizzazione di un’etica».

 

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