Il presidente professore: Luigi Einaudi al Quirinale
«Nell’esercitare il primo mandato settennale di Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi ha avuto la responsabilità di gestire la transizione dalla forma monarchica a quella repubblicana al più alto livello dello Stato.
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Per tutto il settennato, egli fu, del resto, sempre consapevole della necessità di salvaguardare per i suoi successori la pienezza dei poteri presidenziali che la Costituzione repubblicana aveva definito.
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la fede nell’educazione, coltivata nella sua amata università, nella pubblicistica, nelle speranze per il futuro. La ricca cultura e l’afflato educativo sono, infatti, la nota dominante della sua figura.
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Ma Einaudi affidava il nuovo Risorgimento dell’Italia soprattutto alla sua collocazione nella prospettiva dell’integrazione europea, di cui seguì i primi sviluppi insieme alle prime delusioni. Il suo europeismo risaliva, del resto, ad antica data: si era formato sulla scia della mazziniana Giovane Europa e si era rafforzato all’indomani della Grande Guerra nella consapevolezza che la civiltà europea avrebbe potuto salvarsi dall’autodistruzione soltanto perseguendo la via degli Stati Uniti d’Europa.
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Sono perciò lieto di presentare questo libro che ha il merito di ricostruire il filo rosso che percorre il settennato presidenziale, inserendolo nella più ampia visione della biografia einaudianana. Quel filo rosso è l’amore all’Italia, all’Europa, all’Umanità, di cui oggi sentiamo il dovere di farci continuatori».
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I volumi della collana sono sottoposti al procedimento di double blind review
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