Il sogno di Scimmiotto – Nuove avventure straordinarie del Viaggio in Occidente
Scimmiotto, protagonista assoluto del Viaggio in Occidente, lo ritroviamo in questo “immaginifico” volume al centro di una nuova serie incalzante di vicende incredibili e surreali, racconti dentro altri racconti, fantasticherie, episodi storici uniti a leggende tanto che il lettore viene completamente spiazzato e trascinato in un vortice di avventure incongruenti e irrazionali… con un finale a sorpresa.
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Il sogno di Scimmiotto, che viene qui presentato nella sua prima versione integrale e in una nuova traduzione, è idealmente la continuazione e al tempo stesso la conclusione ideale del Viaggio in Occidente:
è un susseguirsi di strane avventure, ricche di riferimenti mitologici e religiosi frammisti a metafore legate al mondo psichico, immagini surreali degli incubi, parentesi satiriche di critica alla società della fine della dinastia Ming, allusioni storiche infarcite di anacronismi e assurdità che sorprendono e disorientano e allo stesso tempo avvincono e incuriosiscono, e che vedono Scimmiotto primo attore sempre al centro del racconto.
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Spunti di morale confuciana, riferimenti all’immaginario taoista, citazioni della saggezza buddhista si incrociano e si sovrappongono in un sincretismo tipicamente cinese, nel quale si sviluppano le tappe del percorso spirituale e di auto-perfezionamento seguito dal protagonista verso il raggiungimento della piena consapevolezza di sé e della realtà.
Il sogno di Scimmiotto è visto da alcuni come un’opera edificante e religiosa, da altri come un libello satirico e di critica sociale, o, ancora, come un lavoro di introspezione psicologica.
In ogni caso è prima di tutto una gustosa narrazione, a tratti ironica e umoristica, spesso satirica e immaginifica delle avventure oniriche di Scimmiotto, sempre alle prese con le situazioni più strampalate e divertenti che un giovane autore secentesco, fantasioso e irriverente, sia mai riuscito a inventare.
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Dong Yue (1620–1686), vissuto nel travagliatissimo periodo della storia cinese che ha visto la caduta della gloriosa dinastia Ming (1368–1644) e l’inizio della dinastia Qing (1644–1911) era nato in una antica famiglia di letterati fermamente leali nei confronti della dinastia Ming.
Seguendo le orme paterne si tenne sempre lontano dalle cariche mandarinali; fin dall’infanzia ebbe un’educazione buddhista – cosa che emerge molto chiaramente nella sua opera – ancora prima di quella confuciana e superò in giovanissima età il livello inferiore degli esami di stato. A ventun anni scrisse il romanzo Il Sogno di Scimmiotto. Nel 1656, dopo avere ripetutamente bruciato gran parte dei suoi scritti, si fece monaco della scuola buddhista Chan (Zen) e per oltre trent’anni, condusse una vita ascetica; è autore di scritti sui sogni, di saggi di argomento buddhista e taoista, di astronomia e di geografia.
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Il sogno di Scimmiotto – Il sogno di Scimmiotto







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