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In Riva all’Acqua – 2 Vol.

Il prezzo originale era: 60,00 €.Il prezzo attuale è: 57,00 €.

Shi Nai’an – Luo Guanzhong

Traduzione: Serafino Balduzzi – Vincenzo Cannata
pp. 1492 – 2 volumi
ISBN: 9788879844406

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In riva all’acqua. La storia dei 108 briganti

Traduzione Integrale – in 2 volumi
  • Bandito dall’Impero più volte per la sua carica sovversiva, il romanzo di funzionari corrotti e fuorilegge in rivolta conserva intatta la sua presa sul lettore.
  • Le figure dei 108 banditi, nate da un mito di pietre e raggi d’oro, decorano ancora oggi tessere di mah-jong e carte da gioco in tutta l’Asia.
  • Nella versione proposta, riplasmata dal genio letterario di Jin Shengtan, il libro diventa un ritratto vivido e spietato della Cina degli uomini.
  • Il secondo dei quattro grandi romanzi classici cinesi pubblicati da Luni, qui per la prima volta integrale in lingua italiana.

 

  • a chi ama i grandi classici e le storie di ribellione e giustizia;
  • a chi è incuriosito dalla mitologia e dall’iconografia popolare cinese, dal mah-jong alle carte da gioco;
  • a chi cerca un romanzo corale, denso di personaggi e intrighi;
  • a lettori, studiosi e appassionati di letterature dell’Asia.

 


 

*

 

Il romanzo Shuihu, In Riva all’Acqua, si presentò adorno di un blasone di antica rispettabilità: tali Shi Nai’an e Luo Guanzhong – si diceva – lo avevano scritto nel XIV secolo. Ma non è vero: a quel tempo risalgono solo remote fonti sparse, e non c’è traccia né di Shi né di Luo né del romanzo. Fu invece un’impresa editoriale attiva fra Cinque e Seicento, a partire da due centri geografici diversi: Suzhou e Fuzhou. Per questo romanzo, a quanto pare, degli editori inventarono il tema e arruolarono scrittori per sceneggiarlo; misero all’opera abilità letterarie che andavano dall’ottimo al mediocre, e sfornarono diverse versioni, alcune con molti episodi corti, altre con un minor numero di episodi ma più lunghi.

 

*

 

Il tema era questo: la Cina è governata da funzionari incapaci e corrotti, perciò ai bravi cinesi non resta che darsi al brigantaggio.

Nel rifugio in riva alle paludi dei Monti Liang si raccoglie una tale banda di fuorilegge scatenati che l’Imperatore non riesce a sconfiggere, ed è costretto ad affidarle la sicurezza del Paese. I briganti così diventano “giubbe rosse” governative, in funzione antisommossa e antinvasione, e svolgono con successo missioni a piacere. L’ultimo a mettere le mani nella gestazione del romanzo fu un genio letterario, anziché mercantile: Jin Shengtan di Suzhou.

Riscrisse la prima parte del libro (più di metà) che narra le vicende personali dei briganti raccolti nelle paludi, e ne fece un vivissimo quadro della Cina degli uomini. Smantellò l’esercizio commerciale, tagliando il resto con l’accetta.

 

*

 

Lo Shuihu, In Riva all’Acqua prese l’aspetto di un gran torso di romanzo – incompiuto, ma ospite naturale dell’area alta della narrativa mondiale. Del resto le circostanze non davano scelta: da un giorno all’altro, le avventure da giubbe rosse erano divenute un giocattolo rotto di pessimo gusto. Nel 1644, mentre Jin pubblicava la sua versione accorciata, un’enorme banda di briganti veri s’impadronì di Pechino e costrinse al suicidio l’ultimo imperatore Ming. Sopraggiunsero i Manciù, si sbarazzarono dei briganti, occuparono il trono vacante e se lo tennero fino al 1912, quando l’impero si dissolse.

La cura dimagrante giovò al futuro del libro.

Da quel momento lo Shuihu, In Riva all’Acqua s’identificò con la versione di Jin. Il governo Manciù lo considerò un’apologia del brigantaggio, e attese con comodo l’occasione di decapitare Jin sul patibolo, per reato di mala creanza. Finché durò l’Impero, il libro fu vietato tante volte e in tanti modi da rendere chiaro che la sua presa sul pubblico perdurava. In quella veste viaggiò nei paesi asiatici e alla fine sbarcò in Occidente.

 

*

 

Questa è l’edizione integrale della versione di Jin Shengtan e della ricostruzione del testo originale trecentesco, inventata dal grande sinologo Jacques Dars, in attesa di un’improbabile edizione critica.

Ovviamente l’organismo romanzesco è arbitrario, ma fra le traduzioni occidentali più recenti ci è sembrato lo sforzo meglio riuscito di offrire un’immagine – sia del capolavoro, sia del resto – in un libro da leggere, anziché in un tedioso dossier fra accademico e commerciale.

 

*

 

Il volume è diviso in 92 capitoli; diversi apparati di note, glossari, cartine e identificativi dei “nomi dei briganti”dei loro “soprannomi” aiutano il lettore a muoversi agevolmente all’interno di una delle storie più affascinanti, di certo la più “verace”, che il popolo cinese abbia
mai rappresentato.
Il romanzo In Riva all’Acqua è il secondo dei quattro “grandi romanzi straordinari” dell’Antica Cina pubblicato da Luni; l’altro è Il Viaggio in Occidente. Con la pubblicazione di questo secondo “grande romanzo”, tradotto in versione integrale per la prima volta in lingua italiana, Luni vuole dare al lettore la possibilità di accedere a testi altrimenti fino a oggi irraggiungibili.

 

In riva all’acqua – In riva all’acqua

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