L’arte della guerra di Sun Tzu
L’Arte della guerra è sicuramente il trattato di strategia più famoso e più tradotto del mondo.
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Il trattato è attribuito a Sun Tzu, vissuto nel Sesto secolo a.C.; tuttavia l’esame di certi aspetti testuali rende più plausibile una datazione verso la metà o la fine dei Regni Combattenti (Quarto-Terzo secolo a.C.). La questione è molto controversa, ma è comunque indubbio che l’autore sia esistito e sia stato in effetti uno stratega, autore di un trattato che inizialmente fu trasmesso in segreto all’interno del suo clan o della cerchia dei suoi allievi e poi divenne sempre più celebre.
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Nonostante il titolo, Sun Tzu ritiene che la strategia perfetta consista nel sottomettere gli avversari senza combattere nessuna guerra, anzi, nemmeno una battaglia.
Per ottenerlo, tutte le emozioni, l’odio per il nemico, l’impulsività sono controproducenti: il vero comandante non deve mai lasciare che influiscano sulle sue scelte.
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Sun Tzu dimostra che l’autocontrollo e la preparazione sono fondamentali per manipolare e ingannare l’avversario esaminando tutte le condizioni apparentemente sfavorevoli per saperle trasformare a proprio vantaggio.
Il principio essenziale è di non fare mai affidamento sulla sorte, le circostanze esterne o le debolezze altrui, ma di elaborare attentamente dei piani di difesa che il nemico non possa anticipare. La finezza psicologica di tutte le sue osservazioni diventa così l’arma finale, la più temibile per chiunque.
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Dalla prefazione:
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