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L’editore ideale

9,50

PIERO GOBETTI
pp. 64 + 8 di tavole su carta patinata opaca
ISBN  9788879847223

COD: 15004 Categoria: Tag: ,

L’editore ideale

L’ editore ideale. Scrive Franco Antonicelli nella sua introduzione: «Questi pochi fogli frammentari di Piero Gobetti sono gli unici da cui traspare la sua storia interiore nei termini deliberati di una confessione. Tutto il resto si legge esplicitamente nei suoi scritti, ma il cammino segreto di quella storia è qui». Continua, riportando una frase di Piero Gobetti che può perfettamente essere il manifesto e motore primo della sua attività:

«Penso un editore come un creatore: questo è il centro dell’argomento, e la febbre dell’attività qui descritta con entusiasmo riconduce la testimonianza statistico-commerciale all’immagine ben nota dell’organizzatore di cultura».

Le pagine qui presentate si leggono d’un fiato, si ingoiano fino a strozzarsi in gola quando ci si imbatte nel breve capitolo che dà il titolo al volume, L’editore ideale.

È questa una pagina di straordinaria verità, di estrema umiltà e una incredibile descrizione della quotidianità di Gobetti che potrebbe perfettamente essere presa come esempio per quello che potremmo definire “il sogno di un editore”: essere, appunto, un “creatore”. In questa definizione sta la cifra umana e politica e culturale di un ragazzo pieno di ideali, la cui vocazione era diventata vita: egli riusciva, con un rigorosissimo lavoro e una assidua presenza su ogni aspetto della filiera editoriale, a trasformare un articolo, un libro, un pensiero, in un “pezzo” unico e al tempo stesso universale.

Gobetti parlava, scriveva, pubblicava e costruiva una lingua universale che per lui era normalità, per noi suoi posteri e forse epigoni, è meraviglia e stupore di quanto egli sia riuscito, in così pochi attimi di vita, a creare.

Piero Gobetti nasce a Torino il 19 giugno 1901. A otto anni, alle elementari, crea il giornaletto scolastico Adolescenza. Nel 1918 consegue la licenza liceale con un anno di anticipo. Sono i periodici di Giuseppe Prezzolini, La Voce, e di Gaetano Salvemini, L’Unità, ad attrarre la sua attenzione per le problematiche affrontate e il concreto impegno nella modernizzazione della società. Nel 1918 dà vita al quindicinale Energie nove, con l’intento di rinnovare la cultura e promuovere gli studi. Si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo torinese e nel 1923 vedrà pubblicata la sua tesi di laurea.

Nel 1922 esce il primo numero di Rivoluzione liberale, organo della sua irriducibile battaglia politica contro il fascismo, rivista che verrà soppressa dalla stretta mussoliniana nel novembre 1925. Nell’aprile del 1923 fonda la Casa editrice che portava il suo nome, contrassegnata dal motto greco «che ho a che fare io con gli schiavi» (ricordiamo che sua è la “scoperta” del giovane poeta Eugenio Montale, di cui stamperà la prima raccolta di poesie, Ossi di seppia). Conclusa l’esperienza di Rivoluzione liberale, pubblica nel 1924 Il Baretti: questo periodico letterario prolungherà la sua esistenza oltre la vita stessa del suo fondatore, fino al novembre 1928. Le oggettive difficoltà di poter lavorare serenamente in Italia gli fanno maturare la decisione di recarsi all’estero per continuare l’attività editoriale. Giunto a Parigi, appena dopo pochi giorni il suo arrivo, vi muore, il 16 febbraio 1926.
Di Gobetti ricordiamo le opere: Dal bolscevismo al fascismo (1923), La rivoluzione liberale (1924), Risorgimento senza eroi e Paradosso dello spirito russo (entrambi 1926).

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