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L’era del vuoto

19,00

GILLES LIPOVETSKY
A cura di Aldo Ferrari
Traduzione di Paolo Peroni e Giovanni Caviglione
pp. 256
ISBN: 9788879843256

 

COD: 3004 Categoria: Tag: ,

L’era del vuoto

L’era del vuoto, best-seller da un milione di copie in Francia, è una analisi della società postmoderna, la nostra società, nella quale regna l’indifferenza di massa, in cui domina la sensazione di ripetizione continua e di ristagno, in cui l’autonomia privata è un concetto ovvio, in cui l’innovazione è banalizzata, in cui il futuro non è più assimilato a un progresso ineluttabile.
L’analisi che Lipovetsky compie della società contemporanea si dipana tra i molteplici aspetti di una mutazione sociologica che ha come direttrice principale un processo globale di personalizzazione.
Dunque nuove finalità e nuove legittimità sociali: valori edonistici, culto della persona, disarticolazione della disciplina civile ma anche rispetto delle differenze, libera espressione, autonomia democratica.
Lipovetsky studia gli strati culturali della società moderna e post moderna, utilizzando il linguaggio come metafora totale a spiegazione di quello che per la cultura occidentale è stato l’american way of life.
Dice l’Autore nella premessa:
La società postmoderna è la società in cui regna l’indifferenza di massa, in cui domina la sensazione di ripetizione continua e di ristagno, in cui l’autonomia privata è un concetto ovvio, in cui vecchio e nuovo sono ugualmente accolti, in cui l’innovazione è banalizzata, in cui il futuro non è più assimilato a un progresso ineluttabile.
La società moderna era conquistatrice, credeva nel futuro, nella scienza e nella tecnica, si era istituita in posizione di rottura con le gerarchie del sangue e con la sovranità sacralizzata, con le tradizioni e i particolarismi, in nome dell’universale, della ragione, della rivoluzione. Quel periodo si dissolve sotto i nostri occhi: in parte, le nostre società si instaurano contro quei principi futuristi, e proprio per questo motivo sono postmoderne, avide di identità, di differenza, di conservazione, di distensione, di realizzazione personale, immediata; la fiducia e la fede nel futuro svaniscono, nessuno crede più nei radiosi domani della rivoluzione e del progresso, ormai tutti viogliono vivere immediatamente, qui e ora, mantenersi giovani piuttosto che forgiare l’uomo nuovo.
Società postmoderna significa, in questo senso, contrazione del tempo sociale e individuale proprio nel momento in cui si impone sempre di più la necessità di prevedere e di organizzare il tempo collettivo; esaurimento dello slancio modernista verso il futuro, disincanto e monotonia del nuovo, spossatezza di una società che è riuscita a neutralizzare nell’apatia ciò su cui si fonda: il mutamento.”
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