In offerta!

Lo Zar non è morto

23,75

I DIECI

Antonio Beltramelli, Massimo Bontempelli, Lucio D’Ambra, Alessandro de Stefani, Filippo Tommaso Marinetti, Fausto Maria Martini, Guido Milanesi, Alessandro Varaldo, Cesare Giulio Viola, Luciano Zuccoli

Prefazione e cura di Simonetta Bartolini

PP. 592
ISBN: 9788879847407

COD: 17001 Categoria: Tag: ,

Lo Zar non è morto

Durante la festa di Capodanno del 1931, presso l’ambasciata inglese in Cina, i delegati di Italia, Francia, America, e Inghilterra vengono informati che in Manciuria vive un uomo che sembra il sosia perfetto del defunto Zar Nicola II, ucciso a Ekaterinburg nel 1918. La notizia viene data dalla bellissima, misteriosa e seducente Oceania Word che insieme a un ufficiale italiano, è incaricata della missione di recuperare l’uomo e portarlo in Europa per accertare se sia il vero Zar miracolosamente scampato all’eccidio della famiglia imperiale. I due non fanno in tempo a partire: l’ufficiale italiano viene ucciso nel cortile dell’ambasciata e la donna rapita.
Comincia così questo romanzo di avventure scritto nel 1928, appassionante e carico di tensione fino all’ultima pagina dove verrà svelato l’ultimo mistero di questa storia di fantapolitica. L’azione si svolge fra Cina, Francia, Svizzera, Italia e Russia dove si conclude. Protagonisti dell’avventura Oceania Word, il fratello dell’ufficiale italiano assassinato, Piero degli Orti, la spia russa Ivan Zelenin e l’ammiraglio cinese Pao-Ting.

L’Uomo della Manciuria è il vero Zar o un sosia? Nel dubbio – ma con la remota convinzione che si tratti di Nicola II – Italia, Russia e Cina tenteranno di impadronirsi dell’uomo, la prima per sconfiggere il regime bolscevico rimettendo sul trono il sovrano redivivo, la seconda per sbarazzarsene definitivamente, la terza per usarlo come merce di scambio con le altre due al fine di ottenere privilegi economici.

Il lettore contemporaneo non farà fatica a essere catturato da una storia, carica di tensione e colpi di scena, che lo incatenerà a queste pagine scritte a venti mani da “Dieci” scrittori riuniti da F. T. Marinetti per “servire il romanzo italiano in Italia e all’estero”.

Nel 1927 Filippo Tommaso Marinetti, attingendo dall’ambiente del sindacalismo fascista, riunisce nel gruppo de “I Dieci” Antonio Beltramelli, Massimo Bontempelli, Lucio D’Ambra, Alessandro de Stefani, Fausto Maria Martini, Guido Milanesi, Alessandro Varaldo, Cesare Giulio Viola e Luciano Zuccoli, scrittori abili con la penna, narratori di successo e sperimentata esperienza nel campo della drammaturgia e della sceneggiatura teatrale e cinema-tografica.
Il fondatore del futurismo vuole dar vita a un collettivo di scrittori, che diano nuovo e “fascistissimo” impulso alla narrativa italiana. Affidandosi alla propria collaudata esperienza di grande organizzatore e abile inventore di esperienze alle quali egli riesce a dare particolare rutilanza propagandistica, Marinetti lancia il romanzo in un clima di grandi polemiche: lo attacca Settimelli, che lo accusa di aver tradito il futurismo; Malaparte e Pirandello polemizzano sulla cifra pagata dal quotidiano «Il lavoro d’Italia» per la pubblicazione de Lo Zar non è morto in 119 puntate. Le centomila lire, ottenute da Marinetti per i “Dieci” come compenso, apparvero, e in effetti lo erano, una cifra stratosferica in un tempo in cui si cantava “se potessi avere mille lire al mese”.

Il successo fu assicurato e Marinetti poté vantare un altro primato: aver dato alla letteratura italiana il primo romanzo collettivo della sua storia. Ma si trattò di un successo effimero: nel giro di tre anni il Gruppo dei “Dieci” si sciolse e nessuno ne sentì più parlare.

RECENSIONI

Sole24Ore, 21 marzo 2021: Lo Zar non è del tutto morto

Libero, 13 aprile 2021, G.Veneziani: Il libro del futuro risale a un secolo fa

 

Se spendi 29,90 

la spedizione è gratuita!

Recensioni

    Recensisci per primo “Lo Zar non è morto”

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Scopri tutta la collana!