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Lutero e la riforma in Germania

23,70

Ernesto Buonaiuti
Introduzione di Armando Torno
Pagine: pp. 432
ISBN: 9788879847117

Lutero e la riforma in Germania

Lutero e la riforma in Germania. Questa magistrale biografia del grande riformatore fu pubblicata in prima edizione a Roma nel 1926, quando nei confronti di Ernesto Buonaiuti e del movimento modernista, di cui egli era stato in Italia il principale esponente, era già stata espressa la dura condanna («sintesi di tutte le eresie») della Chiesa cattolica con l’enciclica Pascendi (1907) di Pio X. Alla condanna il Buonaiuti stesso aveva risposto con il Programma dei modernisti (1908), riaffermando la sua convinzione che fosse indispensabile pervenire a un autentico rinnovamento religioso nell’ambito della Chiesa stessa, di cui peraltro si riconfermava figlio fedele.
L’opera era nata come un libro fortemente antiprotestante, e si credette che Buonaiuti sperasse di farlo valere come un salvacondotto che gli consentisse di rientrare nella Chiesa. Qualcuno giudicò il saggio “personale”, altri ne colsero gli aspetti “appassionati” o “stimolanti”.
Qui si presenta l’ultima edizione con le due prefazioni scritte dal medesimo Buonaiuti e leggendola si comprende quale profondo interesse rivestisse allora e rivesta oggi questa biografia di Lutero, oltre a essere anche un documento utilissimo per conoscere il percorso intellettuale del suo autore. Nel volume la vita di Lutero è seguita passo per passo nei sessantatré anni che si svolgono dalla «dura fanciullezza», iniziata nel 1483, fino alla morte, avvenuta nel 1546.
Tra le molte riflessioni qui presentate segnaliamo che Buonaiuti, con un vero e proprio lampo di genialità, “aggancia”, primo fra tutti, la Riforma al nazismo: nella sistemazione dell’opera che reca la data 1 novembre 1944 egli vede nel regime tedesco, in quel momento ancora attivo, l’ultima e più drammatica conseguenza compiuta dalle scelte di Lutero.
Ernesto Buonaiuti (1881-1946) è stato il maggiore studioso italiano di Cristianesimo della prima metà del Novecento. Fu uno dei capi del modernismo italiano che, specialmente dopo la Prima Guerra mondiale apparve quasi impersonato in lui. Ordinato sacerdote dal 1903, fu colpito dalla scomunica nel 1926 ed esonerato dall’insegnamento come professore di storia del cristianesimo, cattedra che teneva dal 1915 all’università di Roma. Convinto antifascista fu destituito e riammesso in ruolo solo nel 1944 ma senza l’esercizio effettivo dell’insegnamento. La sua drammatica vita subì un colpo fatale dopo la Liberazione non venendo reintegrato nell’insegnamento e morì a Roma nel 1946. Di Buonaiuti Luni ha già pubblicato i tre volumi della Storia del Cristianesimo.

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