Memorie del Cardinale di Retz
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Da ragazzo, ai tempi di Richelieu, s’immischiò in alcune delle congiure antigovernative che andavano di moda allora. La sua stagione eroica l’ebbe ai tempi di Mazzarino e della reggenza di Anna d’Austria per il figlio fanciullo Luigi XIV.
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Una fuga rocambolesca dal castello di Nantes lo portò in un’isola al largo dell’estuario della Loira e da là, vestito da straccione dentro una barca di sardine, sulla costa atlantica della Spagna. Raggiunse Roma, in tempo per assistere alla morte del papa Innocenzo X, che gli voleva bene in odio a Mazzarino, e per partecipare al conclave che, con il suo contributo, elesse il papa Alessandro VII.
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L’ultima preoccupazione di Mazzarino sul letto di morte fu di farsi promettere da Luigi XIV che non avrebbe lasciato rientrare in Francia quel sacripante, se prima non avesse rinunciato all’arcivescovado di Parigi.
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L’opera si colloca al vertice del canone della memorialistica francese, in compagnia di Saint-Simon (o prima di lui).«Fra i tre grandi stili della prosa del XVII secolo – Pascal, Retz, Saint-Simon – Pascal è lo stile del pensiero, Saint-Simon quello del pittore e il cardinale quello dell’azione» è stato detto.
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Il racconto si arresta alle soglie della fuga da Roma, quando inizia per l’autore la stagione più deprimente della sua vita. In questa edizione esso è accompagnato da un’appendice di vari materiali, per circostanziarlo meglio (libello sul duca di Beaufort, lettere di Retz a Roma per ottenere la nomina a cardinale), per gettare qualche luce sul dopo (attività diplomatica di Retz), per illustrare il contorno (Massime di La Rochefoucauld), e per documentare gli ultimi anni (lettere di Madame de Sévigné).
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Memorie del Cardinale di Retz è il libro di memorie più brillante e avventuroso che sia mai stato scritto.La presente edizione è la prima traduzione integrale in lingua italiana.
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