Amici, amici degli amici, maestri
«A scuola non mi feci vedere per un bel pezzo, diciamo per l’intero anno. Ebbi il coraggio di meravigliarmi, anzi scandalizzarmi quando, leggendo il risultato, scoprii di essere stato respinto. Ma come? Se non mi conoscono neanche? Avrebbero dovuto scrivere: disperso…».
Beppe Viola
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«La nostalgia l’hanno inventata i prigionieri perché in prigionia tutto quello che appartiene al mondo precluso diventa favola, e gente ascolta sbalordita qualcuno raccontare. In prigionia anche i colori sono una favola, perché nel lager tutto è bigio, e il cielo, se una volta è azzurro, o se un rametto si copre di verde, sono cose di un altro mondo. Anche la realtà presente diventa nostalgia. Noi pensavamo allora che le cose più umili della vita consueta oramai non esistessero più: e per questo uomini maturi trovarono naturale che io, per Natale, raccontassi loro una favola…».
Giovannino Guareschi
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Amici, amici degli amici, maestri… Oreste Del Buono ci introduce in una epopea fatta di storie, avventurieri, eroi e sovversivi, trasgressori e anarchici, di santi e di infelici e dei «bravi, quindi disposti a cacciarsi nei guai»: in trentacinque bellissimi ritratti scrive la storia mai scritta dell’industria editoriale in Italia.
Sono amici e nemici personali che tra scrittori, grafici, agenti letterari, editori, giornalisti, umoristi e vignettisti, romanzieri rosa e neri, maestri morali o satirici, mediatori culturali: tutte figure essenziali, sempre rimosse dalla storia letteraria ufficiale.
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Del Buono scrive anche due capitoli “speciali”: La nascita dell’odio, che narra la vicenda della rivalità a vita e a morte dei due massimi editori italiani, Mondadori e Rizzoli; e Infanzia di un capo, esemplare giovinezza contraddittoria del maggior inventore nell’editoria, Elio Vittorini.
Durante la lettura si viene trasportati in un presente che pare quasi immaginario, tanto è ricco di informazioni biografiche sconosciute dei trentacinque personaggi qui presentati; l’autore arriva a costruire con eleganza e leggerezza una analisi e una controstoria della cultura italiana e dei suoi rapporti con il potere economico e politico, memoria dell’amicizia, al tempo stesso commedia e testimonianza di gratitudine che diviene, in filigrana, un involontario romanzo d’appendice dell’Italia trasformista e disattenta alle più preziose e interessanti figure che la hanno resa il Grande Paese che è oggi.
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Oreste Del Buono (Poggio, Isola d’Elba 1923 – Roma 2003) è stato scrittore, giornalista, traduttore, critico letterario, sceneggiatore e in particolar modo, curatore editoriale.
Tra suoi romanzi ricordiamo: La parte difficile, Per pura ingratitudine, Né vivere né morire, I peggiori anni della nostra vita, Se mi innamorassi di te, La talpa di città, Amori neri, La vita sola, La nostra classe dirigente. Come consulente editoriale collaborò con Garzanti, Feltrinelli, Rizzoli, Einaudi, Sonzogno, Mondadori, e fu artefice della rinascita di Baldini&Castoldi, facendo pubblicare straordinari successi editoriali.
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Beppe Viola, Giancarlo Fusco, Giuseppe Trevisani, Tommaso Giglio, Pasquale Prunas, Vasco Pratolini, Elio Vittorini, Alfonso Gatto, Vittorio Sereni, Giovanni Arpino, Luciano Bianciardi, Lucio. Mastronardi, Erich Linder, Mario Untersteiner, Don Lorenzo Milani, Guido Piovene, Dino Buzzati, Orio Vergani, Tommaso Besozzi, Fortebraccio, Giuseppe Novello, Alberto Mondadori, Arnoldo Mondadori e Angelo Rizzoli, Giuseppe Marotta, Giovanni Mosca, Vittorio Metz, Carletto Manzoni, Marcello Marchesi, Giovannino Guareschi, Brunella Gasperini, Liala, Giorgio Scerbanenco, Luciana Peverelli, Mura
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Oreste Del Buono – Oreste Del Buono







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