Strano caso del Dr Jekyll e di Mr Hyde
Due compassati gentiluomini passeggiano davanti alla porta di servizio di un tetro edificio londinese: è l’occasione per riportare alla mente un episodio di violenza sconvolgente e soprattutto il suo autore, Mr Hyde, un «nanerottolo pallido» che suscita immediata ripugnanza in chi lo incontra.
Entra in scena così uno dei personaggi più celebri della letteratura mondiale, e anche se la sua fama ci nega la sorpresa di cui poterono godere i lettori contemporanei, la macchina perfetta del racconto di Stevenson tiene con il fiato sospeso fino alle ultime pagine.
Solo allora scopriamo quanto sia stretto il vincolo che unisce Hyde con il rispettabile medico e scienziato Henry Jekyll. Robert Louis Stevenson raccontò di aver ricevuto in sogno l’idea di questo mito moderno: una metamorfosi sospesa tra la magia e la scienza, capace di estrarre da un uomo perbene un condensato degli istinti più bassi.
Ritenuto uno dei capostipiti dell’horror e del thriller – anche grazie ai numerosi adattamenti teatrali, cinematografici e televisivi – lo Strano caso del Dr Jekyll e di Mr Hyde è un racconto che merita di essere riletto alla luce delle idee del suo tempo: la distruzione della metafisica e della morale operata da Nietzsche, la scoperta dell’inconscio e l’imminente nascita della psicoanalisi, la fobia per la degenerazione e le dipendenze che imperversavano nella società della seconda rivoluzione industriale, la pruderie vittoriana. Ma è anche un libro che, al di là di una costruzione narrativa capace di ammaliare persino i più smaliziati tra i lettori odierni, è stato scritto da Stevenson con un controllo formale che lo rende simile a un poema in prosa.
Questa nuova traduzione si propone di restituirne in pieno la ricchezza musicale e lo splendore visionario.
Robert Louis Stevenson (Edimburgo 1850 – Vailima 1894) è stato uno degli scrittori più poliedrici e innovativi della sua generazione, la cui cifra fu la capacità di coniugare in modo inedito il ritmo della narrazione popolare ottocentesca con una consapevolezza raffinata della poesia della prosa che anticipa il Novecento.
Nato a Edimburgo e tormentato da una salute malferma, fu tuttavia un appassionato viaggiatore e un amante dell’avventura. Esordì raccontando i suoi vagabondaggi in California e i viaggi in Francia e Belgio in canoa o a dorso d’asino. Agli anni Ottanta risalgono i romanzi che lo hanno reso immortale: oltre allo Strano caso del Dr Jekyll e di Mr Hyde, L’isola del tesoro, Il ragazzo rapito, La freccia nera e Il signore di Ballantrae. Trascorse gli ultimi anni a Samoa dove continuò a scrivere, anche a quattro mani con il figliastro Lloyd Osbourne, e dove partecipò alla vita della comunità locale che lo ribattezzò Tusitala, “il narratore di storie”.
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