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Tappeti delle guerre afghane

32,30

Amedeo Vittorio Bedini e Luca Emilio Brancati
pp. 160
Formato: 21 x 28,5 cm
ISBN: 978887984752-0
COD: 13003 Categoria: Tag: ,

Tappeti delle guerre afghane

Il 1979 è una data che per le popolazioni dell’Afghanistan rappresenta lo spartiacque tra la loro storia millenaria e un presente molto problematico.

 

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Aerei ed elicotteri invadevano i cieli dell’Afghanistan, stravolgendo radicalmente il panorama immutato da secoli di quel paese e la vita economica e sociale di quelle popolazioni fino ad allora vissute quasi come mille anni fa: iniziava l’invasione sovietica.

Carri armati e blindati percorrevano le strade, moderni fucili mitragliatori e altri armamenti equipaggiavano i soldati, nei cieli gli elicotteri a doppia elica sganciavano razzi… nuovi rumori, nuovi oggetti, nuovi mezzi mai visti.

Un’inedita e traumatizzante realtà sconvolgeva la vita quotidiana e minava le ataviche certezze delle popolazioni locali, imponendo radicali cambiamenti nelle attività e nello stile di vita, ma innescando anche uno dei fenomeni più straordinari e imprevedibili nella storia del tappeto orientale: 

i nomadi Baluci iniziavano a integrare le tradizionali decorazioni dei loro manufatti con la raffigurazione di armi moderne, del tutto sconosciute per chi da sempre tesseva e annodava.

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Nascevano i tappeti delle guerre afghane, meglio conosciuti come war rugs.

Gli eventi che negli ultimi quarant’anni hanno ininterrottamente accompagnato la vita delle popolazioni dell’Afghanistan, hanno determinato un’evoluzione della rappresentazione bellica nei tappeti, ma anche involuzioni stilistiche legate alle contingenze che si susseguivano.

Questo libro se da un lato intende delineare una storia esaustiva dei war rugs afghani, ancora oggi connotata da aspetti misteriosi e irrisolti, al tempo stesso fa in modo che il lettore possa, partendo da una sintesi storica dell’Afghanistan, “percorrere” la nascita, crescita e sviluppo di questi meravigliosi tappeti.

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Una storia fatta per immagini e per informazioni essenziali a comprenderne l’evoluzione, presentando un fatto artistico quasi unico al mondo: l’utilizzo di antichissime tecniche di realizzazione dei tappeti applicate alla “realtà”, al quotidiano, nato e concluso in un arco di tempo storicamente brevissimo, tale da determinare per i posteri la possibilità di studiare una fase “completa” dell’arte millenaria dei fabbricanti di tappeti.

 

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Luca Emilio Brancati, storico dell’arte torinese e noto studioso di antichi tappeti orientali, nel 1988 è stato il primo al mondo a organizzare esposizioni della propria collezione di war rugs afghani, raccolti nel solo periodo di presenza sovietica.

Amedeo Vittorio Bedini, chirurgo milanese, avvia la sua raccolta nel 2005. Due anni dopo ne pubblica il catalogo in occasione di una mostra allestita nella propria città.

 

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Questo lavoro sui tappeti delle guerre afghane è la sintesi dei risultati degli studi e delle ricerche individuali che gli autori condividono da oltre quindici anni, in virtù della sentita amicizia che li lega e della comune passione.

 

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