L’altra faccia di un ricordo oscuro
Nei primissimi anni Ottanta del secolo scorso Seoul è una delle più affollate città del mondo e continua a espandersi selvaggiamente, sotto la dittatura militare di Chŏn Tuhwan che ancora impone il coprifuoco da mezzanotte alle 4:00 del mattino. L’esercito controlla le strade e, nelle università, gli studenti protestano contro il regime solo per venire in gran numero manganellati, torturati o addirittura uccisi.
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In questo drammatico contesto sociale un oscuro impiegato, costretto a lavorare come tutti ben oltre il normale orario, cerca di scaricare lo stress ubriacandosi in un sabato sera insieme a un amico, e in tale occasione perde una borsa piena di documenti importantissimi per la sua azienda.
Il mattino seguente comincia a cercare la borsa smarrita, tentando di ricostruire il percorso fatto la sera prima, ma questo cammino a ritroso lo porterà involontariamente a ricordare il terribile dramma vissuto durante la propria infanzia e che ormai aveva apparentemente dimenticato.
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L’altra faccia di un ricordo oscuro è il capolavoro di Yi Kyunyŏng, che analizza con rara sensibilità le conseguenze traumatiche di una spaventosa tragedia collettiva, come la Guerra di Corea, capaci di rimanere quiescenti per decenni nella psiche dei sopravvissuti, ma pronte a riaffacciarsi e a riaprire le vecchie ferite in ogni momento e in ogni occasione.
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Yi Kyunyŏng nasce a Kwangyang (regione del Chŏlla meridionale) il 30 dicembre 1951. Debutta nella narrativa nel 1977 con il romanzo Il vento e la città, e nel 1984 vince il prestigioso premio “Yi Sang” (VIII edizione) con il romanzo L’altra faccia di un ricordo oscuro.
Nel 1990 diventa docente presso il dipartimento di storia dell’università Tongdŏk di Seoul e nel 1993 pubblica sia il romanzo Il Paese di Laozi e Zhuangzi sia il saggio Studi sulla Singanhoe. Muore il 21 novembre 1996 in un incidente stradale. Yi Kyunyŏng si distingue per la delicatezza della sua prosa, a volte quasi poetica, e l’impegno a favore delle vittime della storia e della società, e per questo motivo è ancora ricordato come uno dei più rappresentativi autori coreani degli anni Ottanta/Novanta.
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Maurizio Riotto è un orientalista particolarmente interessato alla storia, alla letteratura e alla cultura della Corea.
Già professore ordinario di Storia della Corea e Culture Comparate alla Anyang University, ha insegnato precedentemente all’Università di Napoli “L’Orientale” ed è stato Research Fellow alla Seoul National University. Come Visiting Professor, ha insegnato nelle Università SungKyunKwan, Sogang e Ewha di Seoul. Come Visiting Scholar ha operato in numerosi altri atenei e istituzioni culturali della Corea e del Giappone. È autore di oltre duecento pubblicazioni sulla Corea, fra le quali Storia della letteratura coreana (Palermo 1996), Storia della Corea (Milano 2018. I ed. 2005) e Samguk yusa: Memorie dei Tre Regni (Roma 2019). Nel 2011 ha ricevuto la medaglia d’onore al merito culturale dal Presidente della Repubblica di Corea.
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