Il libro delle delizie
Un medico di Barcellona, stanco dopo il lavoro, viene destato da una figura d’uomo che lo invita a bere e a seguirlo. Lo sconosciuto si presenta come Enan ha-Natash ben Arnan ha-Dash e promette di condurlo in un luogo dove sapienti e uomini illustri sapranno riconoscere il suo valore. Yoseph diffida: i tratti del visitatore, letti secondo la fisiognomica, gli rivelano un’indole pericolosa.
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Tenta di sottrarsi al viaggio narrando favole che ammoniscono a non abbandonare la casa; ma ogni argomento fallisce, e i due partono insieme.
Da questa cornice prende forma Il libro delle delizie, un classico della prosa ebraica medievale. Composto intorno al 1200, il Sefer Sha‘ashu‘im intreccia prosa rimata e versi, racconti di animali, apologhi, proverbi e dispute sul vino, la medicina, il corpo e l’anima. Il viaggio diviene un confronto fra il narratore e il suo ambiguo compagno: una sfida nella quale l’erudizione è messa alla prova dall’esperienza e la parola può illuminare oppure ingannare.
Quando Enan rivela la propria natura demoniaca, l’avventura manifesta il suo significato morale. Il pericolo non risiede soltanto nel prodigioso, ma nell’orgoglio, nella credulità e nella falsa sapienza.
Yoseph affronta il demonio con gli strumenti del medico, dello studioso e dell’interprete delle Scritture; deve anche misurarsi con le proprie ambizioni e debolezze. Dedicata al medico e mecenate Sheshet Benveniste, l’opera raccoglie materiali provenienti dalla Bibbia e dalla tradizione rabbinica, dalla scienza araba e dal patrimonio narrativo mediterraneo.
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Non è una semplice collezione di novelle: le storie inserite commentano il cammino dei protagonisti, ne rovesciano ironicamente le certezze e conducono il lettore verso una riflessione sulla misura, sull’umiltà e sul discernimento. Nel suo equilibrio fra dottrina e invenzione, gravità e sorriso, Il libro delle delizie testimonia una civiltà nella quale il sapere si trasmette attraverso il racconto e il racconto diviene forma di conoscenza.
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Yoseph ben Meir ibn Zabara, nato a Barcellona intorno al 1140, fu medico, poeta e prosatore ebreo attivo tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo.
Della sua vita restano ben poche notizie certe: la formazione scientifica, biblica e filosofica che emerge dai suoi scritti lo colloca nella vivace cultura giudeo-iberica, al crocevia fra tradizione ebraica, sapere arabo e mondo romanzo. La sua fama è legata soprattutto al Sefer Sha‘ashu‘im, Il libro delle delizie, composto in ebraico rimato e dedicato al medico e mecenate Sheshet Benveniste. Nell’opera Ibn Zabara unisce racconto, poesia, apologo, disputa limiti dell’intelletto umano. sapienziale e conoscenze mediche. La sua voce, ironica ma rigorosa, trasforma il viaggio del protagonista in un’indagine sulla saggezza, sulle passioni e sui limiti dell’intelletto umano.
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