Viaggio attraverso l’immaginario immortale di Pu Songling
Nella vasta e stupefacente foresta narrativa dei Racconti fantastici di Liao — monumentale raccolta in 3 volumi pubblicata da Luni Editrice in nuova edizione integrale — si agitano spiriti e demoni, ma anche uomini comuni, innamorati e funzionari, animali parlanti, immortali, streghe, e incantatori.
Frutto di una vita intera trascorsa da Pu Songling (1640–1715) ad ascoltare e trascrivere le voci del popolo e le leggende che attraversavano il suo tempo, questi racconti sono molto più che semplici favole:
essi rappresentano una sofisticata mappa morale e culturale della Cina tra la dinastia Ming e l’inizio della dinastia Qing. Scopri la Storia delle Dinastie cinesi
Il libro: → I racconti fantastici di Liao
Selezionarne dieci tra i 435 di cui si compone la raccolta significa percorrere un filo che congiunge l’incanto alla satira, la pietà al grottesco, la meraviglia alla disillusione. Ecco dunque 10 storie esemplari — alcune celebri in tutta l’Asia orientale — che racchiudono l’essenza del capolavoro di Pu Songling.
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1. La pelle dipinta (畫皮, Huàpí)
Un racconto inquietante, tra i più noti di tutta la letteratura cinese. Un uomo accoglie in casa una giovane donna bellissima che afferma di essere vittima di briganti. Ma sotto l’aspetto seducente si cela un demone che indossa una pelle umana dipinta per ingannare. Solo un rituale taoista potrà salvare il protagonista. La storia, in bilico tra horror e parabola morale, è una riflessione sulla fragilità del desiderio e sull’inganno delle apparenze, con una forte eco buddhista.
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2. Nie Xiaoqian (聶小倩)
La commovente storia d’amore tra un giovane studioso povero, Ning Caichen, e il fantasma della bellissima Nie Xiaoqian, costretta da uno spirito maligno a sedurre uomini per conto suo. La pietà e la rettitudine del giovane liberano l’anima della ragazza. Celebre in tutto l’Estremo Oriente, il racconto è stato adattato in film, ballate e opere teatrali. È un perfetto esempio del sovvertimento dei ruoli: l’umano è fragile, lo spirito è nobile.
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3. Yingning (嬰寧)
Yingning, spirito volpe, è una fanciulla dal sorriso perpetuo e dall’animo innocente. Incontra un giovane studioso e tra i due nasce un amore puro. Ma Yingning appartiene a un altro mondo. La storia, tra le più poetiche della raccolta, mostra come le creature soprannaturali siano spesso più compassionevoli e leali degli uomini. Qui, l’umorismo e la dolcezza lasciano spazio a una sottile malinconia, con sfumature confuciane sulla rettitudine e il destino.
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4. Il giudice Lu (陸判, Lù Pàn)
Un magistrato dell’aldilà stringe amicizia con un uomo comune, al quale offre miracoli: restituisce la vita alla moglie, cambiandole però la testa con una più bella, e dona all’uomo stesso un cuore più saggio. Racconto intriso di ironia e provocazione, in cui l’arbitrio celeste si mescola con riflessioni morali sul merito, la giustizia e la mutabilità del destino umano.
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5. Rubare le pesche (偷桃, Tōu Táo)
Durante un banchetto, un illusionista compie un numero sorprendente: lancia una corda verso il cielo, vi manda suo figlio ad arrampicarsi per rubare pesche celesti. Quando il ragazzo torna, viene smembrato e poi ricomposto sotto gli occhi attoniti degli spettatori. Il racconto è ispirato al leggendario “Indian rope trick” ma arricchito da un’estetica taoista e surrealista. È un gioco di illusioni che riflette la fragilità della percezione.
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6. Il grillo da combattimento (促織, Cùzhī)
Un funzionario, per soddisfare un editto imperiale, cerca un grillo da combattimento eccezionale. Il figlio si sacrifica per aiutarlo e muore. Più tardi, un piccolo grillo dal talento straordinario viene catturato e riconosciuto come reincarnazione del figlio. Una delle storie più tragiche e simboliche dell’opera, in cui il soprannaturale si intreccia con la denuncia delle ingiustizie del potere. Il senso di pietas confuciana permea l’intera narrazione.
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7. La donna volpe (小翠, Xiǎo Cuì)
Xiao Cui è una giovane serva che porta gioia e prosperità nella casa in cui lavora. Si rivelerà essere una volpe immortale, venuta a ripagare un debito di gratitudine. La sua natura soprannaturale non intacca l’amore e la felicità che porta con sé. Uno dei racconti più delicati e spirituali della raccolta, che esalta l’idea, profondamente taoista, di armonia tra il mondo umano e quello invisibile.
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8. Il sacerdote taoista di Laoshan (崂山道士, Láoshān Dàoshì)
Un giovane desidera apprendere le arti magiche presso un maestro taoista. Dopo anni di studio, impara a camminare nell’aria, ma scopre che la vera conoscenza spirituale richiede disciplina e modestia. Un racconto che riflette la tradizione taoista dell’ascetismo e dell’auto-coltivazione, mescolando ironia e insegnamento morale.
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9. La freschezza del crisantemo (菊花精, Júhuā Jīng)
Un raffinato esteta si innamora dello spirito di un crisantemo, che assume forma femminile. Vivono un amore intenso, ma effimero: con l’inverno, la fanciulla svanisce. Una storia lirica sulla caducità della bellezza e sull’illusorietà del desiderio. In essa si avvertono echi di buddhismo Chan, nella riflessione sulla transitorietà dell’esistenza.
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10. La roccia eterea (石清虛, Shí Qīngxū)
Un collezionista scopre una roccia misteriosa che sprigiona energia e alla fine si rivela viva. La storia, rarefatta e simbolica, è una meditazione sulla presenza dello spirito anche nelle cose inanimate. In essa si riflette l’idea taoista del qi, il soffio vitale che anima l’universo.
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Conclusione
Questi dieci racconti rappresentano solo una minima parte dell’universo caleidoscopico raccolto da Pu Songling nello Studio di Liao. Ma in ciascuno di essi si avverte la voce vibrante di una Cina che non smette di interrogarsi sul senso della giustizia, della bellezza, del potere e del soprannaturale. Nella traduzione integrale pubblicata da Luni Editrice — arricchita dall’introduzione magistrale di Giuseppe Tucci e completamente rinnovata sulla base della storica versione di Ludovico Nicola di Giura — queste storie tornano a vibrare, in tutta la loro ironia, malinconia e magnificenza letteraria.
Il libro: → I racconti fantastici di Liao
Pu Songling non volle mai vedere pubblicato il suo capolavoro.
Ma lo scrisse per la memoria del popolo, per dare voce a chi non l’aveva. A distanza di secoli, quelle voci giungono ancora nitide, misteriose e potenti, nella lingua viva della narrazione.

La casa editrice Luni nasce nel 1992 con lo scopo di diffondere le idee che animano la riflessione italiana rendendo disponibili e accessibili al pubblico italiano molti testi del mondo Orientale spesso introvabili.
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