Wu Zhao – L’unica vera imperatrice della storia cinese

 

di Stefano Sacchini

Icoo – febbraio 2024

 

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Una donna sul Trono del Drago 

L’unica vera imperatrice della storia cinese, nata nel 624 e citata nei manuali di storia con il nome di Wu Zetian.

 

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Wu Zhao, nota anche con il nome postumo di Wu Zetian (17 febbraio 624 – 16 dicembre 705), è passata alla storia per essere stata l’unica donna a salire direttamente al trono cinese e a fondare una propria dinastia.

Nata secondo alcune fonti nella prefettura di Guangyuan (Sichuan), era figlia di Wu Shihuo, membro di una ricca famiglia di mercanti di Taiyuan (Shanxi). Il padre si era distinto aiutando il fondatore della dinastia Tang, Li Yuan (566 – 635, r. 618 – 626, titolo dinastico Gaozu), e soprattutto il figlio di questi, Li Shimin (598 – 649, r. 626 – 649, titolo dinastico Taizong), a conquistare nel 617 la capitale Chang’an, l’attuale Xi’an. Grazie al legame del genitore con la casa imperiale, Wu Zhao entrò a corte all’età di quattordici anni con il grado, non particolarmente elevato, di “concubina di talento” addetta al guardaroba imperiale.

 

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Nel 649, alla morte di Taizong, Wu Zhao si ritirò in un convento buddhista, seguendo la tradizione prevista per le consorti imperiali che non avevano generato figli. Ne uscı̀ comunque ben presto per volere del nuovo sovrano, Li Zhi (628 – 683, r. 649 – 683, titolo dinastico Gaozong), che pare nutrisse una passione segreta per la giovane concubina del padre. Le fonti descrivono con abbondanza di particolari gli intrighi che Wu Zhao avrebbe ordito per ascendere al ruolo di consorte principale (huanghou), scalzando le rivali.

Nel 660 il pigro e debole Gaozong (cosı̀ almeno viene descritto dalla storiografia tradizionale) fu colpito da paralisi e perse quasi completamente la vista. Da allora Wu Zhao prese le redini del potere, dominando la corte e collocando nei posti chiave del governo uomini a lei fedeli.

Però sino al 27 dicembre 683, giorno della morte del consorte, poté esercitare il potere solo in modo indiretto.

 

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La situazione mutò con l’ascesa al trono di Li Xian (656 – 710, titolo dinastico Zhongzong), primogenito di Wu Zhao, che mostrò subito di mal sopportare i consigli materni.

L’imperatrice madre decise quindi di intervenire e, con un atto di estrema gravità che le valse la condanna perpetua degli intellettuali confuciani, costrinse Zhongzong, dopo appena un mese di regno, a cedere il trono al fratello minore Li Dan (662 – 716, titolo dinastico Ruizong), molto più gestibile.

 

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Wu Zhao cominciò a presiedere apertamente non solo le riunioni di governo ma persino le cerimonie di corte.

Gli anni che seguirono videro un’accurata preparazione da parte della propaganda imperiale, con l’edificazione a Luoyang – che era diventata la capitale effettiva dello Stato Tang al posto di Chang’an – di sette templi dedicati agli oscuri antenati di Wu Zhao, la diffusione di presagi che annunciavano l’avvento di una Saggia Madre come monarca del mondo interno e la pubblicazione del sutra buddhista della Grande Nube, che profetizzava l’imminente reincarnazione femminile di Maitreya, il Buddha del futuro.

Wu Zhao, forte della posizione acquisita, decise di compiere l’ultimo passo: a 66 anni d’età depose Ruizong, relegato provvisoriamente al ruolo di erede al trono, e procedette, il 16 ottobre 690, alla fondazione di una nuova dinastia, cui venne attribuito il prestigioso nome di Zhou.

Contemporaneamente la capitale fu trasferita definitivamente a Luoyang, lontana dagli ambienti ostili di Chang’an. Per la prima volta nella storia cinese, ma sarebbe stata anche l’ultima, una donna sedeva direttamente sul trono del drago. Benché aspramente condannato dalla storiografia ufficiale, il regno di Wu Zhao è stato notevolmente rivalutato in tempi moderni.

 

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Zhou Zetian, questo il suo nome dinastico, assicurò la continuità del potere imperiale e difese le frontiere da Turchi e Tibetani.

In precedenza aveva già portato a soluzione l’annosa questione coreana: nel 668 lo Stato di Silla, con l’indispensabile aiuto cinese, aveva realizzato l’unificazione della penisola coreana mentre il vicino Liaodong entrava stabilmente nell’impero Tang. Soprattutto l’imperatrice contribuı̀ al consolidamento dell’istituzione statale attraverso lo sviluppo del celebre sistema degli esami di Stato per il reclutamento dei funzionari. Tale sistema era stato adottato dalla precedente dinastia Sui (581 – 618), ma non era mai diventato il canale principale di accesso alla burocrazia. Durante il regno di Gaozong il numero dei funzionari forniti di titolo accademico era aumentato rispetto al passato, ma nei quindici anni di Zhou Zetian la tendenza venne ulteriormente accentuata: se all’inizio del periodo Tang solo il sette per cento di coloro che ricoprivano una carica poteva vantare un titolo accademico, con Gaozong la percentuale era salita al trentacinque e sotto la dinastia Zhou superava il quaranta.

 

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È certo che fu soprattutto Wu Zhao a promuovere il sistema degli esami, fin da quando dominava la corte durante l’infermità del marito. La preferenza per questo sistema di reclutamento va ricercata nella sua politica di favorire l’ascesa di una nuova élite, capace di contrastare la vecchia aristocrazia del Nord-ovest che dominava la scena da secoli. La sovrana si mosse con efficacia per liberare dapprima il governo di Gaozong e poi il proprio dai vincoli che i grandi feudatari erano in grado di porre grazie al controllo delle più alte cariche burocratiche. Probabilmente fu questo colpo inferto all’antica nobiltà sino-barbarica che permise alla dinastia Tang di sopravvivere sino al 907, in un periodo in cui la durata di vita media di una dinastia non superava le tre generazioni.

 

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Sulla questione della successione, l’imperatrice Wu si mosse meno abilmente, tentando di mediare fra le varie fazioni che dividevano la corte. Messo da parte Ruizong e respinti i tentativi di farsi nominare erede sia da parte di un nipote della famiglia paterna sia della propria figlia, la scaltra Taiping (Li Lingyue, 662 – 713), nel 698 proclamò come successore il figlio Zhongzong, ponendo cosı̀ le premesse per la restaurazione della dinastia Tang.

 

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La caduta di Wu Zhao è da mettere in relazione con il ruolo da favoriti che avevano assunto alcuni monaci, grazie alla protezione che l’imperatrice aveva concesso al Buddhismo, specialmente nei confronti della setta della ghirlanda.

In particolare una coppia di fratelli, i famigerati Zhang, furono al centro di un caso di corruzione senza precedenti nella storia dinastica. A corte circolava addirittura la voce secondo cui l’imperatrice, all’epoca settantenne, coltivasse con loro una relazione illecita. Il 20 febbraio 705 un gruppo di cospiratori penetrò nel palazzo imperiale di Luoyang alla testa di cinquecento guardie, portando con sé l’erede ed ex-imperatore Zhongzong.

 

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I fratelli Zhang furono giustiziati sul posto e l’imperatrice Wu fu costretta ad abdicare.

Morirà pochi mesi dopo nello stesso convento da cui era uscita 56 anni prima. Con la scomparsa della grande imperatrice le turbolenze politiche durarono un lustro circa finché , con l’ascesa al trono del nipote Li Longji (685 – 762, r. 712 – 756, titolo dinastico Xuanzong), non ebbe inizio il periodo aureo della dinastia Tang.

 

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In conclusione si possono fare sul regno dell’unica imperatrice cinese alcune considerazioni generali, libere sia dallo stigma confuciano sia dall’apologia contemporanea. Innanzitutto va riferito che durante i suoi anni di regno, nonostante il terrore sanguinario scatenato contro l’opposizione aristocratica, non furono segnalate grandi rivolte contadine né le fonti riportano i tradizionali segni che, secondo la storiografia ufficiale, il Cielo manifestava quando aveva intenzione di ritirare il Mandato celeste.

 

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Il sostegno al Buddhismo e al suo clero (di cui sono testimoni le splendide sculture delle Grotte di Longmen, nello Henan), la pubblica umiliazione di ministri e nobili particolarmente invisi al popolo, le misure per migliorare la condizione femminile fra cui l’equiparazione del lutto materno a quello paterno, le elargizioni di beni e titoli onorifici a funzionari di umili origini nonché i numerosi atti caritativi, servirono senza dubbio a guadagnarle le simpatie popolari, rendendo fra la gente comune assolutamente irrilevante la questione del sesso della sovrana.

 

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È forse significativo che ancora oggi gli abitanti di Guangyuan, uno dei luoghi che si disputano la nascita di Wu Zhao, ne celebrino il compleanno il terzo giorno del primo mese lunare. Nessun altro sovrano cinese può vantare un simile omaggio. Una figura di tale peso storico ha ispirato, in patria e all’estero, una mole immensa di lavori: monografie, articoli ma anche narrativa e persino film e serie televisive.

 

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Wu Zhao – Wu Zhao

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